L’Italiana in Algeri apre il Rossini Opera Festival

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9 agosto 2013

PESARO – Prende il via sabato 10 agosto per concludersi venerdì 23 la trentaquattresima edizione del Rossini Opera Festival.

Un momento de L'Italiana in Algeri che apre il 34° Rof (Foto Amati Bacciardi)

Un momento de L’Italiana in Algeri che apre il 34° Rof (Foto Amati Bacciardi)

In cartellone figurano due nuove produzioni: L’Italiana in Algeri e, dopo 18 anni, Guillaume Tell, nonché la ripresa de L’occasione fa il ladro, storico spettacolo di Jean-Pierre Ponnelle diventato ormai un classico delle regie rossiniane.

Al fianco delle tre principali produzioni liriche, Il viaggio a Reims interpretato dai giovani talenti dell’Accademia Rossiniana, istituzione che quest’anno festeggia i suoi 25 anni di vita; i Concerti di Belcanto (protagonisti Michael Spyres, Celso Albelo, Yijie Shi e, in un omaggio a Verdi, Marina Rebeka); la nuova tappa del percorso Rossinimania ‘Rossini aujourd’hui’, con il chitarrista Eugenio Della Chiara; la quinta sessione dell’esecuzione integrale dei Péchés de vieillesse, in collaborazione con l’Ente Concerti di Pesaro, l’Accademia Musicale Napoletana e la Fondazione Rossini, protagonista Bruno Canino; La donna del lago in forma di concerto, che chiuderà la manifestazione con la suggestiva appendice della videoproiezione in diretta in piazza del Popolo; il percorso lirico per bambini Il viaggetto a Reims; i tradizionali Incontri a cura dei musicologi della Fondazione Rossini.

L’Italiana in Algeri (in scena il 10, 13, 16, 19 e 22 agosto alle 20 al Teatro Rossini)torna al Festival con uno spettacolo curato da Davide Livermore, affiancato dal suo abituale team creativo (Nicolas Bovey, scene e luci; Gianluca Falaschi, costumi) con cui ha firmato il Ciro in Babilonia al Rof  2012 (premio Abbiati per Falaschi quale migliore costumista dell’anno).

Nel ruolo di Isabella, Anna Goryachova, contesa tra il Bey Mustafà (Alex Esposito) e l’amato Lindoro (Yijie Shi). Il beffato Taddeo sarà Mario Cassi, come Haly si esibirà Davide Luciano; Elvira (moglie del Bey) e la sua ancella Zulma saranno Mariangela Sicilia e Raffaella Lupinacci; questi ultimi tre rivelatisi nell’Accademia Rossiniana 2012. Orchestra e Coro, dirette da José Ramón Encinar, anch’egli per la prima volta al Rof, sono quelle del Teatro Comunale di Bologna. Il maestro del Coro è Andrea Faidutti.

Lo spettacolo ha un ritmo forsennato, fitto di gag e situazioni comiche che recuperano il clima della ‘folie organisée et complète’ di cui parlò a suo tempo lo stesso Stendhal. Trovate di ogni tipo vivacizzano la vicenda, grazie anche alle doti attoriali di un cast giovane e credibile non solo dal punto di vista vocale ma anche visivo. Suggestioni anni Cinquanta-Sessanta, costumi coloratissimi in un trionfo del pastello e luci psichedeliche si sposano perfettamente con l’iperrealismo della partitura.

Davide Livermore e Gianluca Falaschi sono una coppia affiatata che ha regalato spettacoli di grande valore. Il timore – se le anticipazioni sono corrette – è che si siano fatti prendere la mano, anzi – trattandosi Livermore dell’erede di una dinastia di fantini inglesi – le briglie e abbiano spinto troppo il divertimento. Qualcuno ha paura ne sia venuto fuori un “Bagaglino”. Ma è meglio vedere e poi giudicare. Spesso gli spettacoli del Rof – che come un vero Festival fanno discutere – hanno smentito le critiche prevenute. Non resta che attendere il sipario, alle ore 20.

Dopo festival, servono segnali di sobrietà

Seguirà il consueto dopo Festival. Detto con il massimo rispetto per chi paga di tasca propria per invitare a cena centinaia di persone, alcune delle quali sfoggiano la propria eleganza, mentre altre vanno a rendere omaggio ai protagonisti, ci sembra che il momento difficile che sta vivendo il Paese, soprattutto che stanno vivendo milioni di italiani che non solo non arrivano alla fine del mese, ma non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, meriterebbe attenzione, anzi sobrietà. Che poi è la parola invocata a lungo dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, un grande amico del Festival. Quest’anno, il Quirinale ha rinunciato a l ricevimento ufficiale in occasione della Festa della Repubblica. Sarebbe troppo e fors’anche ingiusto pretendere che gli organizzatori dei dopo festival ufficiali facessero altrettanto, In nome della sobrietà, però, non sarebbe male se i politici, sopratutto i “giraffoni” sempre alla ricerca di una foto in prima pagina, evitassero di partecipare. Sono già nel mirino della gente, talvolta anche a torto. Hanno un’occasione, anzi tre occasioni, per non peggiorare le cose.

 

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