L’Italiana è un successo, ma non troppo. Colpa di una regia troppo carica

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11 agosto 2013

Rita Bracaloni

PESARO – La 34^ edizione del Rossini Opera Festival si è aperta con il preventivato successo. Come negli auspici, il pubblico che ha gremito il Teatro Rossini si è divertito, ha sorriso e riso. Non sempre naturalmente. Talvolta spinto dall’eccessivo bombardamento di immagini, oggetti, metafore e forzature che qualche spettatore ha giudicato – ad alta voce – da cabaret e altri, meno pietosi, da Bagaglino.

I pozzi di petrolio, immancabili nei paesi arabi - L'Italiana in Algeri

I pozzi di petrolio, immancabili nei Paesi arabi

Insomma, in un miscuglio di scene, di pozzi di petrolio, oggetti del boom economico, acquari con squali, aerotaxi, elicotteri, ma anche mitraglie antiaereo, è sembrata mancare solo… Nicole Minetti. E – perché no? – Ruby. Del resto, era o non era nipote di Mubarak? E perché non nipote di Mustafà? Poi, in clima da Olgettine, Livermore ci ha messo l’annunciato Viagra, che negli anni Sessanta, periodo d’ambientazione, non c’era. Per fortuna, altrimenti si sarebbero scandalizzati gli uomini e le donne del Pdl, non è stato chiamato in causa Lui, Silvio. Ma la discoteca sembrava il Billionaire di Flavio Briatore.

Il cast de L'Italiana in Algeri riceve applausi e qualche dissenso

Il cast de L’Italiana in Algeri riceve applausi e qualche dissenso

La maggior parte del pubblico ha apprezzato, altri hanno dissentito e alla fine gli applausi hanno coperto qualche buuh quando sul palcoscenico sono saliti i protagonisti dell’allestimento.

Resta che, dopo gli annunci della vigilia, era lecito attendersi più qualità del troppo eccessivo messo in campo da Livermore.

Bene, invece, Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna, il direttore Encimar e tutte le voci, con note particolari per “Mustafà” Esposito, “Lindoro”  Shi, “Taddeo” Cassi e “Isabella” Goryachova. E una nota di merito in più per “Zulma” Lupinacci, passata con autorevolezza dall’Accademia Rossiniana 2012 al Rof 2013. Un esempio per chi l’ha seguita nell’impegno con il maestro Zedda.

 

Il palcoscenico del Teatro Rossini durante l'intervallo

Il palcoscenico del Teatro Rossini durante l’intervallo

La pubblicità stile anni Sessanta

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Un commento to “L’Italiana è un successo, ma non troppo. Colpa di una regia troppo carica”

  1. diego scrive:

    Fantastica! Ma scusate, Stendhal aveva scritto di “una follia organizzata” e questa concepita da Livermore cos’è? Una follia e la follia non conosce limiti, appunto. Ancora una volta credo che LIvermire abbia colpito nel segno e quei buuh sentiti sono solo il segno di ottusità più che di passatismo. Quanto alla Musica, che dire?, assolutamente geniale, ma questo oramai è riconosciuto in tutto il mondo.

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