I sogni di Sandra Ferrò: “Prima l’Accademia, adesso il Viaggio a Reims: grazie maestro Zedda”

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12 agosto 2013

PESARO – C’è chi coglie l’occasione e fa il ladro e chi la sfrutta per un viaggio di qualità. Un viaggio, iniziato in Italia e in tanti paesi d’Europa, che ha portato a Pesaro giovani alla ricerca di uno spazio nel mondo del belcanto. Giovani che hanno visto nell’Accademia Rossiniana l’occasione giusta, fatto domanda e, una volta scelti, partecipato alle lezioni e cantato nel concerto conclusivo dell’Accademia Rossiniana. Adesso si presenta loro la seconda occasione di questa estate: Il viaggio a Reims, in programma martedì 13 e venerdì 16 agosto, alle ore 11, Teatro Rossini.

Sandra ferrò

Sandra ferrò

Domenica mattina, la prova generale, poi l’atteso debutto al Rof.

Siamo pronti, coinvolti, con tanta voglia di fare bene e la gioia di esserci” racconta Sandra Ferrò, cantante spagnola che sarà Corinna nella recita di martedì.

Perché ha scelto di fare l’Accademia Rossiniana?

Lo sognavo da tanto tempo. Ha 25 anni d’esperienza, è celebre in tutto il mondo anche perché l’unica che lavora esclusivamente con Rossini. Io canto abbastanza questi ruoli. Poi ho avuto la fortuna di conoscere il maestro Alberto Zedda, una persona intrigante, generosa, dotata di un carattere forte, ma ricco di voglia di aiutare i giovani, sia cantanti sia musicisti. Il maestro mi ha dato la spinta, mostrando di avere fiducia in me. Sono arrivata qui e mi sembra ancora un sogno. Abbiamo lavorato tutti con grande dedizione, dando tantissimo per cercare di essere al livello che ci si attende frequentando l’Accademia Rossiniana”.

Che cosa avete appreso dal punto di vista tecnico?

In molti insegnano Rossini. Ho avuto la fortuna di studiare con un’insegnante di stile e di tecnica. Ma non basta. Qui, a Pesaro, si raggiunge qualcosa di più importante: l’Accademia aiuta a capire cosa volesse realmente Rossini. Il maestro Zedda ha un’esperienza immensa, ha studiato per tanti anni le musiche di Rossini. Lui è bravissimo a trasmettere agli altri la conoscenza, così che possano capire il vero significato della musica, delle note, semplici e allo stesso tempo straordinarie. E’,un aspetto difficile che lui ha tentato Zedda ha trasmesso con grande efficacia. Speriamo di avere capito bene il suo insegnamento”.

Ascoltando la sua bella voce nel concerto conclusivo dell’Accademia, l’abbiamo definita cantante mozartiana.

La mia vocalità si adatta alla musica di Mozart. E’ una musica semplicissima e allo stesso tempo difficilissima. Non a caso si dice da sempre che se canti Mozart, puoi cantare tutto”.

In cosa si sente cambiata dopo l’esperienza maturata all’Accademia, ma anche nelle prove de Il viaggio a Reims?

E’ stata una grande esperienza che mi ha aperto gli occhi a tante cose, a iniziare dal cercare di essere originale, di uscire dalla mediocrità. Ciò non significa che siamo cantanti mediocri, ma che dobbiamo andare oltre i nostri attuali limiti, di andare più lontano. Non solo con Rossini. Dobbiamo essere più bravi ed entrare di più nei panni del personaggio che interpretiamo, nella musica che cantiamo. Sono rimasta colpita da una frase che ripete spesso il maestro Zedda: Non basta essere bravi, bisogna essere straordinari, sorprendere il pubblico proponendo novità nell’interpretazione”.

Ha seguito le altre opere in cartellone?

Oh sì, è stata una stupenda opportunità potere avvicinare i grandi artisti. Ho visto un Guillaume Tell meraviglioso, un’opera che è il massimo della qualità, a iniziare dal direttore Mariotti, proseguendo con l’orchestra e il coro, ma anche i ballerini e, soprattutto, i grandissimi cantanti. E che bella L’Italiana in Algeri, cambiata nel modo di rappresentarla per far ridere, ed abbiamo riso, tanto. Mi è piaciuta molto anche L’occasione fa il ladro: una regia stupenda, bravissimi cantanti.. Ho toccato con mano la professionalità che produce un altissimo livello artistico, la grande concentrazione necessaria per ottenere la qualità. Ingredienti che voglio fare miei”.

Il Rof nel segno della Spagna, dal direttore d’orchestra Encinar ad Albelo e Orfila…

Ma anche la mia cara amica Carmen Romeu, che sarà Elena ne La donna del lago”.

Pensa che la rivedremo a Pesaro?

Sandra Ferrò risponde con un sospiro…

Adesso la priorità è fare meglio che posso nel Viaggio. Certo è che mi piacerebbe tornare. Talvolta i sogni diventano realtà”.

Le è stato affidato il ruolo di Corinna nella rappresentazione di martedì. Una parte bellissima, di grande impegno.

Sono felicissima per l’opportunità che mi ha dato il maestro Zedda. Spero di non deluderlo. Darò il massimo. E spero che anche il pubblico sia soddisfatto del nostro impegno”.

Pesaro le è piaciuta?

L’ho trovata bellissima. Mi sembra una città aperta ai diversi gusti: non solo la lirica, ma anche altri tipi di musica. Inoltre è, una città pulita, in cui si vive comodamente. E ho notato con piacere che i negozi sono accoglienti, che sei la benvenuta quando dici che sei qui per il Rof. E poi c’è il mare. Quando ho un po’ di tempo libero ci vado con i colleghi dell’Accademia. Abbiamo fatto un bel gruppo, siamo diventati amici. Si sente anche in palcoscenico, tra noi c’è grande energia”.

Lei sottolinea un aspetto che – nel tempo – è diventata una costante dell’Accademia Rossiniana: il piacere di studiare insieme.

Sono sincera: non me l’aspettavo. Partecipare all’Accademia è anche competizione. Non si sa chi canterà cosa, si lotta per avere un posto migliore. E’ brutto, ma è così. O almeno ci si aspetta che sia così. Invece, abbiamo avuto un bellissimo rapporto. C’è un doppio cast che offre opportunità a più persone. Mi ha colpito, anzi sorpreso, anche un altro particolare. L’Accademia è anche una prova di resistenza fisica, ma anche mentale, emotiva. Si canta tutti i giorni, mattina e pomeriggio, bisogna essere sempre pronti, coinvolti in ogni momento”.

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