In migliaia al funerale di Lucia. La sorella: “Vogliamo giustizia”

PERGOLA – Migliaia di persone per l’ultimo addio a Lucia Bellucci, la ragazza pergolese uccisa dall’ex fidanzato Vittorio Ciccolini, avvocato veronese di 45 anni, che poi l’ha nascosta nella propria auto. “Vogliamo che sia fatta giustizia” è stato l’appello di Elisa, sorella di Lucia, al funerale nella cattedrale di Pergola.

Lutto cittadino: in tanti si sono stretti in un abbraccio vero e sincero, carico di dolore, per Giuseppe, medico 63enne, padre di Lucia, per la mamma Maria Pia, per la sorella Elisa e il fratello gemello di Lucia, Carlo. Con loro anche l’attuale fidanzato di Lucia, il medico catanese Marco Pizzarelli. Lucia, prima di partire per Madonna di Campiglio dove avrebbe ricoperto il ruolo di responsabile nel centro benessere dell’hotel Chalet del Brenta, stava pensando di trasferirsi poi in Sicilia per stare vicina al ragazzo. Non c’è riuscita. “Chiudete gli occhi e cercate di immaginare un arcobaleno — ha spiegato nell’omelia don Filippo —. Ecco, su quell’arcobaleno, ponte fra la terra e il cielo, ora sta camminando Lucia”.

Ma è la lettera arrivata al padre di Lucia, scritta al computer, firmata dallo stesso Ciccolini e datata 7 agosto (timbro del 12, spedita da Verona, prima della morte di Lucia), a far montare ancora più rabbia: Ciccolini ripercorre in due pagine la storia d’amore con Lucia, il fatto che per lei aveva lasciato un’altra donna e “Mi ha riempito la testa di promesse, mi ha promesso una vita coi figli — come riporta il Carlino — mi ha sottoposto a tante di quelle umiliazioni….». Ciccolini parla di Lucia al passato, come se fosse già morta.

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