I rischi del gioco online

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19 agosto 2013

Il gioco d’azzardo online, in Italia, è libero. Resistere al desiderio di giocare, magari seduti comodamente sul divano di casa, a ogni ora del giorno, ogni giorno, è difficile e in un momento di crisi economica globale rappresenta un sogno sempre a portata di click, sia questo di computer o smartphone, e lontano da sguardi indiscreti.

Al maggior numero di soldi spesi nei casinò online (da casa, statisticamente, aumentano il numero delle giocate) fa da contraltare però il risparmio per le trasferte, che prima avvenivano nei casinò reali, e l’importo medio di ogni singola giocata.

I dati, comunque, parlano chiaro: la mole di denaro che ogni giorno transita nei casinò online è in costante ascesa. In Italia sono quasi il 60% i giocatori che almeno una volta si sono collegati a un gioco di gambling online. Il 10% di questa sostanziosa fetta è diventato un giocatore affetto da Gap: giocatore d’azzardo compulsivo, sviluppando una vera e propria dipendenza dal gioco d’azzardo.

Altri dati per inquadrare meglio la situazione anche nella fascia più giovane: in Italia l’8% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni gioca a soldi online. Il 15,3% scommette soldi offline: solo il 74,1% dichiara di non averlo mai fatto. Giocano a soldi online e offline anche, rispettivamente, il 12% e il 27% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni. I maschi sono i più a rischio dipendenza e, in generale, a un adolescente su quattro tra quelli che giocano capita a volte di perdere molti soldi.

Una distinzione da fare è quella tra giocatori d’azzardo e giocatori patologici , tra chi nei giochi d’azzardo vede solo occasionali passatempi, ad esempio un puro divertimento dei giochi di Casinò online Italia, e chi invece non riesce più a farne a meno. Il giocatore diventa compulsivo attraverso diverse tappe dai confini spesso sfumati: giocatore occasionale, abituale e, infine, compulsivo. Il gioco d’azzardo patologico si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco.

Tra le possibili novità che il Governo italiano sta studiano, c’è l’introduzione di un “meccanismo di autoesclusione dal gioco”. I tecnici di Montecitorio avrebbero pensato all’istituzione di un “registro nazionale” al quale possano iscriversi i soggetti che intenderanno chiedere di essere esclusi dalla partecipazione in “qualsiasi forma ai giochi con vincita in denaro”. In Spagna, per esempio, la cura della “ludopatia” nel sistema sanitario pubblico ha seguito questa strada: i giocatori, da anni, possono chiedere di essere inseriti nella ‘black list’.

E nel gioco online? Con la nuova regolamentazione del mercato del gioco a distanza, anche per i siti di gioco online è stata prevista l’implementazione di sistemi informatici che, al momento della registrazione dei giocatori per l’apertura di un conto di gioco, sono in grado di verificare in tempo reale dalla black list nazionale dei giocatori a rischio, rifiutando così l’iscrizione di un giocatore dichiaratamente problematico.

Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di “dipendenza senza droga” studiate. Per questo ha attratto l’interesse della psicologia e della psichiatria, di giornali, tv, scrittori e registi.

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