L’affetto del Rof per Alberto Zedda che conclude dopo la mezzanotte La donna del lago. Un trionfo per Chiara Amarù

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24 agosto 2013

PESARO – Il grande affetto del Popolo del Rof per il maestro Alberto Zedda si è sentito quando ha ripreso il primo atto, con il tenore Michael Spyres che ha concluso la cavatina di Rodrigo “Eccomi a voi, miei prodi!”, interrotta sulle note di “Fa quest’anima bear!” per il malore del maestro. Gli applausi che hanno salutato Spyres erano diretti anche a Zedda, che il tenore ha ringraziato facendogli l’occhiolino.

 

Alla fine del secondo atto, quindi de La donna del lago, quindi della XXXIV edizione del Rossini Opera Festival, un boato ha salutato il maestro e tutto il cast, già applaudito a lungo, con Chiara Amarù, mezzosoprano palermitano che ha dato straordinaria passione al ruolo di Malcom, trionfatrice assoluta della serata, che pure ha riservato ovazioni anche a Dmitry Korchak e, appunto, a Michael Spyres, nonché apprezzamenti per Simone Alberghini e Carmen Romeu, nel difficilissimo ruolo di Elena che Rossini aveva dedicato a Isabella Colbran, che pure – raccontano le cronache – ebbe non poche difficoltà già nella prima (24 ottobre 1819, Teatro San Carlo, Napoli). Bravi anche Mariangela Sicilia e Alessandro Luciano.

 

Il maestro Zedda

Il maestro Zedda

L’opera è finita un quarto d’ora dopo la mezzanotte, un’ora più tardi rispetto al programma, mettendo in agitazione le Pubbliche Relazioni del Rof e soprattutto il servizio di catering che ha curato il ricevimento nella villa in Strada San Nicola di Evgenya e Boris Shpigel (è scritto nell’invito), che però ci risulta chiamarsi Boris Spiegel, ed è il magnate ebreo dell’industria farmaceutica russa che da anni ha una bella villa sulla collina di San Nicola. Una villa dove ha trovato – “con grande sorpresa e sconcerto” scrive mosaico-cem.it, il sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano – alcuni cippi funerari con iscrizioni ebraiche, che l’industriale ha fatto restaurare. Spiegel non è solo un industriale farmaceutico (Biotech), ma anche un sincero appassionato di musica tanto da avere fondato una casa di produzione denominata “Music. Perfezione. Bellezza”. Lo scorso febbraio, Boris Spiegel – che molti organi d’informazione, anche israeliani ritengono vicinissimo a Putin – si è dimesso dalla Camera Alta del Parlamento russo.

 

Mentre gli invitati raggiungevano la Strada di San Nicola, altri spettatori, ma anche diversi componenti dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna si fermavano negli esercizi pubblici attorno al Teatro e alcuni di raccontavano che “il malore del maestro era dovuto a un calo di pressione”.

 

Dunque, va in archivio il 34° Rof, che – scrive il comunicato ufficiale – “si chiude con numeri record: il botteghino ha registrato circa 17.000 presenze (migliore dato della storia della manifestazione), per un incasso di circa 1.123.000 euro (+11% rispetto al 2012, secondo dato di sempre per il Rof)”.

 

Il Rof rappresenta una voce irrinunciabile nel bilancio cittadino, con una straordinaria presenza di turisti che arrivano per seguire gli eventi del Festival. Comunica il Rof che “La percentuale di stranieri ha raggiunto il 68%, confermando la capacità del Festival di attrarre un pubblico proveniente da tutti i continenti: si mantengono ai primi posti Francia, Germania, Inghilterra e Giappone, mentre continua la forte crescita delle presenze dalla Russia: +10% rispetto al 2012”.

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