M5S, replica all’assessore Briglia sulla riqualificazione di Piazza Redi

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25 agosto 2013

Movimento 5 Stelle Pesaro 

 

 

PESARO – Chiamare “riqualificazione” il metter mano completamente, dopo soli 10 anni, al manto stradale di Piazza Redi è, a nostro parere, un evidente attacco all’intelligenza del cittadino. Inaugurata dal Sindaco Giovanelli nel Febbraio 2004, alla modica cifra di 600 mila euro, i mattoncini in laterizio a spina di pesce hanno cominciato a manifestare difetti, per niente trascurabili, dopo pochi anni. Il progetto era stato redatto dall’Ufficio Opere Pubbliche del Comune e realizzato in 10 mesi di lavoro, che hanno prodotto una piazza acusticamente rumorosa per chi ci abita e fonte solo di stress e pericoli per la viabilità (il semplice recarsi in scooter o bicicletta può essere pericoloso). Ricoprire i peccati originali con una colata di asfalto equivale a dichiarare che i materiali utilizzati non erano adatti a quell’impiego; e allora la causa va cercata nella progettazione o nella realizzazione? Di certo non possono nuovamente pagare il caro prezzo i residenti, che meritano di avere un manto stradale decoroso e duraturo. Un’opera necessaria e fattibile solo con le dovute competenze e dopo aver accertato le responsabilità di quella precedente.

Gentile Assessore Briglia, abbiamo numerosi interrogativi le cui risposte continueremo a chiedere in sede istituzionale. Sono state accertate le cause che hanno determinato un così rapido e anomalo degrado della pavimentazione? E’ configurabile la responsabilità delle figure professionali intervenute in fase di progettazione, direzione lavori e/o esecuzione? Se sì, sono state intraprese azioni legali al riguardo? E’ stata adeguatamente informata la cittadinanza residente a Piazza Redi, che la stessa subirà questo “intervento di riqualificazione”?

In questo caso si tratta di una semplice piazza, ma non osiamo immaginare cosa potrà realizzare questa amministrazione con i lavori più importanti che ha deciso di intraprendere, come il parcheggio di Viale Trieste e l’Ospedale.

 

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