Gabicce, inaugurata la scuole dell’accoglienza. Fino al 31 agosto si parla di adozione internazionale, affido, sostegno e volontariato

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26 agosto 2013

GABICCE – Le vere emergenze hanno bisogno di interventi immediati, ma non “di emergenza”. E’ una rincorsa inutile tamponare con soluzioni parziali e provvisorie. Occorre avere una visione, per salvare il presente, ma soprattutto cambiare il futuro, con la forza delle idee. E’ da questa premessa che parte la settimana di studio e formazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini, a Gabicce Mare, dal 24 al 31 agosto.

Un momento di incontro e confronto per affrontare, senza mezzi termini né risposte temporanee, una crisi dell’accoglienza che sembra ormai inarrestabile.

Adozioni internazionali, una settimana di studio a Gabicce

Adozioni internazionali, una settimana di studio a Gabicce

Ecco dunque quattro progetti e quattro iniziative forti che impegnano l’associazione a 360 gradi, a fianco delle famiglie e dei bambini, per riformare le adozioni internazionali, l’affido, il sostegno a distanza e il volontariato.

Perché l’accoglienza è in crisi? Non si tratta solo della grave situazione economica che sta attraversando il Paese. La questione è prima di tutto culturale e legislativa. Se le famiglie italiane – da sempre aperte alla solidarietà, alla cooperazione, all’accoglienza – sono in difficoltà, è perché il sistema le scoraggia anziché promuoverle e sostenerle come risorsa.

Che fare? Occorre trovare soluzioni urgenti sul piano legislativo, nuove norme per salvare il salvabile e soprattutto per rilanciare le quattro aree.

Emergenza N. 1: Adozioni Internazionali

“Se non si corre ai ripari subito, l’adozione morirà”, avverte da tempo Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. I dati parlano chiaro: nel 2012 la Commissione per le adozioni internazionali ha rilasciato l’autorizzazione all’ingresso in Italia per 3.106 bambini (il 22% in meno rispetto al 2011). Il trend è negativo da anni, mentre l’abbandono dei minori è in costante crescita (dai 145 milioni del 2004 ai 168 milioni di bambini fuori famiglia di oggi).

Nonostante la crisi generalizzata, l’Italia è, ancora oggi, il Paese che ha adottato di più nel mondo, in proporzione alla sua popolazione: nel 2012, sono stati 3106 i bambini adottati per 59 milioni di abitanti (circa un’adozione ogni 18 mila abitanti).  Contro le 8667 adozioni di un Paese delle dimensioni degli Stati Uniti, con 316 milioni di abitanti (circa un’adozione ogni 36mila abitanti).

La voglia di adottare c’è, nelle famiglie italiane, ma bisogna passare dalla selezione all’accompagnamento, rendere l’iter più veloce e più economico (fino alla totale gratuità per le coppie meno abbienti).

La soluzione proposta da Ai.Bi.? Il Manifesto per una nuova legge dell’Adozione Internazionale,  già sottoscritto da 15mila famiglie, che ha ispirato la riforma di legge depositata dal senatore Aldo Di Biagio a Palazzo Madama (s. 235) e dagli onorevoli Mario Caruso e  Khalid Chauki alla Camera (con il numero c. 653)

Per anticipare la legge, Ai.Bi. presenterà alcune importanti proposte operative (i Poc, protocolli operativi coordinati da sottoscrivere con le Regioni e gli Enti Autorizzati) che, se verranno accolte, costituiranno l’inizio di un nuovo sistema in Italia delle Adozioni Internazionali.

Emergenza N. 2 Affido

L’affido non decolla. Nel giro di soli due anni quasi 700 famiglie hanno rinunciato ad essere affidatarie, benché i minori fuori famiglia in Italia siano quasi 30mila. Le cause sono molteplici: l’assenza di progettualità sui casi, la gestione rigorosamente pubblica, la solitudine delle famiglie e i tempi troppo lunghi.

La soluzione proposta da Ai.Bi.? Il Manifesto per una nuova legge dell’Accoglienza Temporanea Familiare perché è indispensabile passare da una cultura del “sine die” alla vera temporaneità, ma anche sperimentare idee innovative, alla portata di tutti, affidando la gestione dell’affido al privato sociale autorizzato.  La nuova legge sull’AFT è un passo importante: non cambia solo il nome dell’affido, cambia la sostanza dei contenuti.

Emergenza N.3 Sostegno a distanza

Le famiglie che aderiscono al SaD ogni anno sono 1,5 milioni per un totale di 500milioni di donazioni private. Un dato particolarmente significativo, tanto più considerando i tagli nei fondi pubblici nazionali per la cooperazione allo sviluppo (-51% nel 2011 e un ulteriore taglio del 34,7% nel 2012) e i tagli alle risorse stanziate dallo Stato per gli interventi sociali in Italia (-75%). In questo contesto, il SaD diventa l’unica prospettiva e speranza per il futuro dell’aiuto allo sviluppo all’estero e in Italia. Una forma di aiuto popolare, dal basso, di partecipazione attiva della cittadinanza, che va però controllato e regolamentato da una legge.

Occorre più trasparenza, più efficacia, più garanzie.

La soluzione proposta da Ai.Bi.? Presentare a settembre la prima legge sul SaD come bene pubblico. Per dire basta alle “multinazionali” del Sostegno a distanza, basta al SaD come bene di consumo “usa-e-getta” e porre invece l’accento sulla relazione, profonda e continuativa: il triangolo virtuoso di fiducia che s’instaura fra donatore, associazione e beneficiario. Occorre passare dal Sostegno a distanza al Sostegno Senza Distanza.

Emergenza N. 4 Volontariato

In Italia, tutte le principali organizzazioni di volontariato si trovano a dover fronteggiare difficoltà nell’arruolamento dei giovani e l’alto turn over e burn out dei volontari. Questa quarta crisi è direttamente correlata alle tre precedenti. Gli Enti Autorizzati sono espressione del mondo del volontariato, ne hanno tratto forza e linfa vitale, e quel mondo ha sempre agito come traino per l’affido e per la raccolta fondi del SaD. La legge che ha riformato il volontariato italiano è del 1991 (quindi ha più di 20 anni) e si sta tentando, inutilmente da anni di riformarla. Il rischio è che il volontariato finisca paradossalmente schiacciato, confuso ed esaurito proprio dal Terzo Settore.

La soluzione proposta da Ai.Bi.?  Lavorare sulla cultura dell’accoglienza e promuovere un Quarto Settore, per salvare il volontariato.

A Gabicce, dove si raduneranno gli stati generali del movimento Amici dei Bambini, oltre alle proposte di legge, in vista dei prossimi impegni parlamentari e tavoli istituzionali, come da tradizione, verranno anticipati anche nuovi progetti.

Il futuro infatti è delle riforme, a partire dal basso, dalla collettività, dall’impegno dei singoli, dall’associazionismo e dal volontariato: per aprire all’accoglienza un nuovo orizzonte e ai bambini abbandonati di tutto il mondo una nuova speranza.

 

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