Un pesarese in guerra contro la guerra

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28 agosto 2013

Stefano Giampaoli

 

Quando verrà pubblicato questo articolo, probabilmente gli anglo-americani avranno sferrato il loro attacco alla Siria. Da sempre sono in guerra coi guerrafondai. Per voler estromettere il presidente Bashar al Assad ed il suo regime, gli anglo-americani sono disposti a bombardare da lontano, si dice “chirurgicamente”, gli arsenali di guerra siriani. La precisione chirurgica non c’è su un corpo umano da operare, figuratevi come possa esserci su un territorio dove vivono migliaia e migliaia di persone! Si dice: il governo siriano si è macchiato di un crimine contro l’umanità usando il micidiale e straziante gas nervino verso il proprio popolo.

Purtroppo sembra sia vero. Ebbene, anche in questo caso non si può ricorrere, per punire il “malvagio”, ai bombardamenti sul territorio di un popolo. La pensavo nello stesso modo quando gli americani bombardavano il Nord Vietnam nel 1967-68. Mi chiedo: è possibile che se un governo è considerato “canaglia”, malvagio, la comunità internazionale non abbia strumenti per fermarlo prima che compia dei crimini contro l’umanità? Da quanto tempo la Russia fornisce di armi l’esercito siriano? Possibile che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non si sia ancora riunito attendendo che l’attacco missilistico venga fermato? L’attacco missilistico non è contro il “regime siriano”; sul terreno, nelle campagne, nelle città, ci vivono gli uomini, non i regimi! La “deterrenza” si basa sulla precarietà. Tu mi fai un torto ed io te ne faccio uno più grande. La deterrenza si basa sulla sfiducia dell’avversario, sulla sua demonizzazione. L’avversario diventa il nemico. Ma chi è il nemico, il popolo siriano che sta subendo un regime? Il popolo siriano, mussulmano, sciita e sannita, è fatto di singole persone che si vedranno cadere in testa le bombe. Non potrà essere garantito né il principio di selezione né quello di proporzionalità. I bombardamenti avverranno tramite complessi elettronici sofisticati che non potranno individuare i “malvagi”, siano essi il presidente Bashar al Assad, i suoi ministri, la sua polizia. La deterrenza potrebbe sfuggire di mano ai capi di stato anglosassoni e a quanti altri la stanno perseguendo. Per un errore di calcolo o per un guasto imporsi drammaticamente alla stessa volontà politica. Oggi la questione del nemico e quella delle armi fa girare il “mondo cosiddetto democratico” sull’asse occidente contro oriente. Per dirla con le parole di Don Italo Mancini: “E se avessimo il coraggio di far girare il mondo su un altro asse, quello voglio dire nord-sud, trovando per il nostro discorso un’altra grammatica, quello dell’uomo che mangia, beve e veste i panni?” Un sogno? No, se non vangelo, dignità dell’uomo.

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