Che bella sorpresa, la palestra di Baia Flaminia affidata alle amorevoli cure di Roberto D’Urbano

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29 agosto 2013

PESARO – Un uomo di basket nel piccolo tempio del basket pesarese. Roberto D’Urbano, storico allenatore delle leghe minori, è il nuovo custode della palestra di Baia Flaminia.La prima squadra della Victoria Libertas e il settore giovanile possono fare affidamento su una persona che – se si esclude il tempo dedicato a un’altra passione, la Juventus – vivrebbe a pane e basket. Poi ci sarebbero anche i Bagni Lallo, dove Roberto è incontrastato re da decenni, ma gli amici delle carte e gli altri bagnanti dovranno farsene una ragione. Un tempo si diceva… “quando la Patria chiama”. E’ più o meno il discorso che l’assessore comunale allo Sport Enzo Belloni e i nuovi dirigenti della Vuelle hanno fatto a D’Urbano, un passato alla guida di squadre importanti, ma più attento ai propri genitori che alla carriera. In un mondo in cui padre e madre sono soprattutto bancomat, la dedizione e i sentimenti sembrano cancellati. Per fortuna, ci sono anche storie come quella di “D’Urbo”.

 

Roberto D'Urbano nella palestra di Baia Flaminia

Roberto D’Urbano nella palestra di Baia Flaminia

Che ha iniziato per caso a proseguire il rapporto, passando da ospite delle palestre a curatore delle “case del basket”.

 

Tutto è partito lo scorso dicembre, quando Giuseppina Bruzzesi, un mito del basket femminile, è stata vittima di un’influenza che le ha impedito di occuparsi della palestra di Cristo Re. Per sostituirla, un dirigente della società si è rivolto a D’Urbano, che si è innamorato subito del nuovo impegno e che d’ora in avanti dovrà dividersi tra Baia Flaminia e Cristo Re, dedicando la massima attenzione alle esigenze di coach Dell’Agnello e dei suoi ragazzi.

 

A seguire i suoi primi passi, Marcello Severi, per tanto tempo preziosissimo, anzi imprescindibile addetto alla palestra di Baia Flaminia, ma anche il “superman” che risolve tutti i problemi dei giocatori e delle loro famiglie.

 

“Ascolterò ogni sua parola”, ha commentato Roberto, confermando un’umiltà che trova pochi riscontri. Buon lavoro!

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