Elston Turner: “Mi manda mio padre, ancora oggi innamorato di Pesaro e dei tifosi della Vuelle”

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29 agosto 2013

PESARO – Tu chiamale se vuoi, emozioni. Poco meno di 23 anni dopo, la Victoria Libertas ha presentato Elston Turner Junior, figlio di Elston Turner Senior.

 

Era novembre 1990 ed Elston Turner sostituiva l’infortunato Darwin Cook dall’11 al 25 novembre. Due settimane, quattro partite, più qualche giorno prima e dopo. Insomma, un mese che però è rimasto nel cuore di chi l’ha conosciuto e soprattutto del giocatore americano. Perché se oggi Elston Turner Junior ha deciso di giocare a Pesaro, gran parte del merito va riconosciuto al padre. Non a caso, alcune risposte di Junior durante la conferenza stampa di presentazione, in una sala dell’Hotel Excelsior, sono iniziate cos: “My dad…” “Mio padre”. Un padre che gli ha parlato molto bene di Pesaro…

 

Elston Turner Jr riceve il primo abbraccio dei tifosi

Elston Turner Jr riceve il primo abbraccio dei tifosi

“Sono emozionato, eccitato, entusiasta di essere qui. Mio padre ha ancora in casa le fotografie di quando giocava qui. Mi ha sempre detto che Pesaro è una bella città, con un grande pubblico e tifosi fantastici, anticipandomi che mi attende un’esperienza interessante… Ah, mi ha detto che in Italia si mangia molto bene, che il cibo è fantastico”.

 

Al tavolo, Elio Giuliani, responsabile della comunicazione della Vuelle, il direttore sportivo Stefano Cioppi, che fa da interprete, e soprattutto Ario Costa, oggi presidente di Junior, 23 anni fa compagno di squadra di Senior…

 

Il figlio ha visto le partite italiane del padre?

 

“Una… Sono rimasto colpito dai pantaloncini della divisa molto corti e dal palazzetto pieno…”.

 

Interviene Ario Costa, rivolto ai tifosi presenti, anzi a quelli assenti, a coloro che non hanno fatto ancora l’abbonamento.

 

“Non deludiamolo, facciamogli vedere un bel pubblico anche nel nuovo palazzo dello sport, sicuramente più grande – come i pantaloni di oggi – rispetto a quello dove ha giocato il padre”.

 

Per Costa…

 

“Questa è una giornata particolare. Mai avrei immaginato, allora, che 23 anni dopo sarei diventato il presidente della Vuelle e avrei presentato il figlio di un mio compagno di squadre. E’ davvero bello da immaginare, da sognare, immaginate nella realtà. Non l’abbiamo preso, però, perché suo padre ha giocato con noi, ma perché crediamo molto in lui. Elston Turner Jr è stato un eccellente giocatore di college, tanto da andare vicino a un ingaggio nella Nba. La scelta di venire da noi è molto intelligente. Qui può iniziare una bella carriera da professionista. Il suo compito principale sarà garantirci punti, tanti punti. Avrà al suo fianco Alvin Young, un giocatore molto esperto, una spalla che non sarà solo fisica e tecnica, ma ricca di attenzioni, prodiga di buoni consigli. Sono davvero contento di essere qui a presentarlo, perché mi ricorda tante belle cose”.

 

Che in verità ricorda anche la famiglia Turner, se è vero che la motivazione principale della scelta del figlio è stata fornita dal padre.

 

“Mi ha detto che non c’era posto migliore dell’Italia per iniziare la carriera da professionista e che è Pesaro è davvero grandiosa. Mio padre è stato il mio vero allenatore. Ogni cosa che so la devo a lui, che mi ha insegnato tanto. Lui mi ha parlato sempre molto bene di Pesaro. E’ vero, ho vissuto belle stagioni nel college e avevo un’opportunità nella Nba, con Portland, ma nessun contratto garantito. Insomma, c’era il dubbio che non avrei finito l’anno con la squadra dell’Oregon. Così, mio padre e il mio agente mi hanno consigliato Pesaro, una grande opportunità di sport e di vita, la possibilità di conoscere l’Italia. Qui il campionato è importante e giocare a Pesaro, davanti ai suoi tifosi è amazing…”. Meraviglioso.

 

Lei è conosciuto anche per i 40 punti segnati a Kentucky, campione Ncaa. L’obiettivo in Italia?

 

“Segnare. E’ il mio modo di giocare, è quanto mi viene meglio, che so fare meglio in campo, ma prima di tutto devo aiutare la squadra a vincere. Per quanto riguarda il ruolo preferito, non ho dubbi: guardia tiratrice o ala piccola. Sono le posizioni in cui mi trovo a mio agio. I miei campioni preferiti? Paul Pierce e Carmelo Anthony”. I due elementi di spicco di Nets e Knicks, le squadre della Grande Mela.

 

Elston è stato vittima di un curioso contrattempo: doveva arrivare mercoledì mattina a Bologna, ma il volo da Houston era in ritardo, così a Londra sono riusciti a imbarcare il bagaglio, ma non il passeggero. E lui è arrivato a Pesaro a tarda sera, con quasi sei ore di ritardo. Stanco?

 

“Sì, ma non vedo l’ora di andare in campo e allenarmi con i miei nuovi compagni”.

 

La Vuelle schiera tre matricole: un problema?

 

“Non credo. Anzi, sono convinto che sarà un vantaggio perché porteremo tanto entusiasmo, pronti a sfruttare questa grande opportunità che ci è offerta per fare qualcosa di speciale. Conosco Anosike e Trasolini e so che sono altrettanto motivati. Siamo qui per vincere”.

 

Il saluto della tifoseria è di Marco Piccoli…

 

“Credo di essere uno dei pochi che ha visto giocare tuo padre, quando sostituì, bene, Darwin Cook. Il nostro augurio è che tu possa fare meglio”.

 

“Spero di giocare come lui, se possibile di fare meglio. E’ la speranza che mi ha accompagnato a Pesaro”.

 

Con la speranza, ha viaggiato anche il numero di maglia, perché Elston Turner indosserà il 31 che gli ha fatto compagnia all’università

 

 

 

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