Automobilisti, imitate Guillaume Tell e mettete la… freccia

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30 agosto 2013

PESARO – Il Rof concluso da una settimana, in particolare il bellissimo Guillaume Tell allestito nel teatro ricavato all’interno dell’Adriatic Arena, induce a una riflessione sui rischi quotidiani in strada, ma anche a una conclusione: e se imitassimo Guillaume Tell e mettessimo la… freccia?

 

Nicola Alaimo è Guillaume Tell e mette la freccia (Amati Bacciardi)

Nicola Alaimo è Guillaume Tell e mette la freccia (Amati Bacciardi)

Solite paure mattutine durante l’uscita in mountain bike. Alla tripla rotatoria in zona porto, una Ford C-Max condotta da un uomo che parla con il passeggero, arrivando da Via Cecchi e svoltando a sinistra verso Soria, mi taglia la strada.

 

Provenendo dalla Calata Caio Duilio e girando a destra rischio di essere investito. L’automobilista non ha messo la freccia. E non la mette subito dopo, nella rotatoria tra il ponte per Soria e Via Canale. Proseguendo, noto che la C-Max, giunta alla rotatoria tra Lungofoglia delle Nazioni e la Panoramica San Bartolo, svolta a sinistra, verso Lungofoglia Caboto, ovviamente senza indicare la direzione di marcia.

 

E’ la normalità, in strada, non solo a Pesaro, in quasi tutta l’Italia. Scrivo quasi tutta per esperienza personale, perché varcato l’Adige, la freccia compare. Qui, invece, la è attivata solo in coppia, per indicare una sosta abusiva, magari in mezzo alla strada o davanti a un passo carrabile.

 

Pedalando o camminando per chilometri tutti i giorni, mi rendo conto che la freccia è stata cancellata dalla memoria degli automobilisti, con grave pericolo per ciclisti e pedoni. A ciò va aggiunto che, spesso, chi guida e non mette la freccia è impegnato in conversazioni telefoniche. Eppure risulterebbe che quasi tutti i telefoni cellulari hanno la funzione viva voce.

 

Sarebbe troppo conoscere il numero delle contravvenzioni elevate da vigili urbani, carabinieri e polizia stradale per queste infrazioni? La sensazione è che le maggior parte della sanzioni riguardi la mancata attivazione del disco orario o del parcometro.

2 Commenti to “Automobilisti, imitate Guillaume Tell e mettete la… freccia”

  1. Gianni scrive:

    Leggendo Pu24 quotidianamente mi sono accorto che L.M. dovrebbe essere l’uomo piu’ sfortunato di Pesaro. Gliene capitano di tutte in strada. Chissa’ se il suo sogno da bambino fosse quello di fare il vigile

  2. carlo scrive:

    Non sarà che Gianni invece il suo sogno di fare il vigile lo abbia coronato?

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