Fano, è tempo di musica e danza per Capogiro

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30 agosto 2013

FANO – E’ tempo di musica e danza per Capogiro. L’asd Capogiro, riconosciuta CONI, riapre le sue porte, dopo una breve pausa estiva, a bambini, ragazzi e adulti per i suoi numerosi corsi e le sue altrettante novità.

 

CAPOGIRO, riconosciuto dal Coni

CAPOGIRO, riconosciuto dal Coni

Tanti i fanesi e residenti nell’entroterra nello scorso anno hanno deciso di far parte di “una speciale comunità di artisti dove individualità e potenzialità di ognuno sono realizzate”.

 

Oggi l’associazione mira a bissare il successo registrato sia in termini di consensi, sia di riconoscimenti ottenuti ai vari concorsi nazionali e internazionali in cui i partecipanti hanno gareggiato con successo.

 

A partire da lunedì 2 settembre, la sede di via G. Galilei, 26/D, ospiterà aspiranti protagonisti dello spettacolo, dai 3 anni in su, con i suoi corsi, da quelli che l’hanno reso nota come le attività di musical, danza contemporanea, danza moderna e classica, alle novità del 2013: hip hop, breaking, corsi di musica e GIOCODANZA®.

 

Rivolto ai bambini dai 3 agli 8 anni GIOCODANZA® avrà inizio dal 9 settembre, dalle 16.30 con 2 appuntamenti a settimana fino a giugno quando si svolgerà il saggio finale.

 

GIOCODANZA® è un percorso di crescita da farsi attraverso un’attività ludica dove le componenti principali sono: creatività, immaginazione… e tanta fantasia.

 

“Corpo, voce, musica, spazio diventano il mezzo per scoprire le potenzialità artistiche e creative del bambino – dice Simona Paterniani, fondatrice e insegnante di Capogiro -. È un gioco educativo perché vi sono regole da rispettare e contenuti precisi, che altro non sono che le componenti e gli elementi di base della danza, come la percezione corporea, la qualità del movimento, lo spazio, il tempo e così via. Il gioco non è un semplice elemento ludico da introdurre qua e là nell’arco della lezione: la lezione stessa è un gioco e il gioco ne diventa l’elemento portante. Il contrario di quanto accade con le esperienze virtuali con cui spesso si trovano ad aver a che fare i piccoli, realtà ‘confezionate’ che li immergono in un mondo virtuale nel quale poco spazio è riservato all’immaginazione e alla creatività”.

 

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