Gruppo Banca Marche: il cda approva i risultati di bilancio del primo semestre 2013. Parte la gestione provvisoria

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30 agosto 2013

GRUPPO BANCA MARCHE: IL CDA APPROVA I RISULTATI DI BILANCIO DEL PRIMO SEMESTRE 2013

– Risultato economico netto consolidato dei primi sei mesi 2013 pari a -232 milioni di euro (perdita per l’esercizio 2012 pari a 526 milioni di euro)

– Conseguente riduzione del livello di patrimonializzazione: il Tier 1 Ratio passa dal 5,62% del 31.12.2012 al 4,29% del 30 giugno 2013; nello stesso periodo il Total Capital Ratio scende dall’8,51% al 6,64%

– Innalzamento al 10,4% delle coperture a fronte del rischio del totale portafoglio crediti (7,7% al 31.12.2012); il coverage ratio delle attività deteriorate passa dal 28,2% (31.12.2012) al 31,0% (30.6.2013)

– Miglioramento del profilo di liquidità strutturale: il rapporto di intermediazione tra impieghi e raccolta diretta scende dal 109,8% di fine 2012 al 105,6% del 30 giugno 2013

Jesi, 30 agosto 2013 – Il Consiglio di Amministrazione di Banca Marche, riunitosi in data odierna, ha approvato all’unanimità i risultati del primo semestre 2013. Il risultato di periodo è determinato essenzialmente dalle rettifiche sui crediti apportate nell’ambito del percorso di discontinuità nella gestione del Gruppo Banca Marche, che ha consentito di coprire in maniera adeguata i rischi presenti nel portafoglio creditizio.

Banca Marche

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Le principali componenti economiche evidenziano: • Margine di interesse in riduzione su base annua del 27,4% per l’effetto congiunto di

un incremento degli oneri passivi del 3,4% e di una contrazione degli interessi attivi del 13,1%, quest’ultima, in particolare, ascrivibile – oltre che ai tassi di mercato per gli impieghi su valori storicamente minimi – al venir meno dei flussi di interessi sui crediti passati a sofferenza negli ultimi 12 mesi e a minori interessi sul portafoglio titoli, anche in conseguenza della riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiano;

• Commissioni e altri proventi di gestione in flessione su base annua del 3,5%, soprattutto a seguito del nuovo quadro normativo in materia di commissioni applicate agli affidamenti;

• Risultato dell’attività sui mercati finanziari, complessivamente in crescita da 21 milioni di euro del primo semestre 2012 a 96 milioni di euro del 30 giugno 2013, a seguito del riposizionamento del portafoglio titoli che ha consentito di realizzare plusvalenze da capital gain manifestatesi nel corso del periodo;

• Costo del Credito (dato dal rapporto tra rettifiche nette su crediti e totale dei crediti a clientela), pari a 277 basis point (40 bps nel primo semestre del 2012 e 600 bps nel 2012), con rettifiche su crediti pari a 451,8 milioni di euro in aumento di 373 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2012, per effetto di un ulteriore aumento delle coperture. Rispetto alla comunicazione fornita al mercato lo scorso 1° agosto, l’ammontare delle rettifiche su crediti si è incrementato di circa 170 milioni di euro. I dati della semestrale incorporano gli adeguamenti, resi necessari dalle mutate condizioni di contesto, dei parametri di impairment collettivo del portafoglio in bonis e di attualizzazione dei crediti in sofferenza, come successivamente indicato in merito alla qualità del credito;

• Costi operativi in sensibile riduzione rispetto al primo semestre 2012 (-4,1%). • Le componenti economiche sopra citate conducono ad un risultato netto di periodo negativo per 232 milioni di euro (perdita dell’intero esercizio 2012 pari a 526 milioni

di euro).

Il livello di patrimonializzazione del Gruppo ha risentito del risultato economico negativo del semestre. Il patrimonio di base del Gruppo scende da 873 milioni di euro del 31 dicembre 2012 a 643 milioni di euro del 30 giugno 2013, conseguentemente il patrimonio di vigilanza passa da 1.322 milioni di euro a 996 milioni di euro.

Gli effetti della dinamica dei citati aggregati patrimoniali sui relativi indicatori sono stati in parte mitigati dalla riduzione delle attività ponderate per il rischio, per effetto sia della contrazione degli impieghi, sia del diffuso aumento del grado di copertura dei crediti. Gli

asset ponderati per il rischio (RWA) scendono da 15.528 milioni di euro del 31.12.2012 a 14.978 milioni di euro del 30.06.2013. Le dinamiche congiunte degli aggregati suddetti conducono ad un Tier 1 Ratio del 4,29% e ad un Total Capital Ratio del 6,64%.

Per far fronte alla necessità di ricostituire adeguati livelli di presidi patrimoniali, lo scorso 20 giugno, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato di sottoporre all’assemblea una operazione di patrimonializzazione di complessivi 400 milioni di euro, di cui 300 milioni di euro a titolo di aumento di capitale, da realizzarsi entro il secondo semestre 2013, e 100 milioni di euro, da perfezionarsi entro un periodo massimo di 24 mesi.

La realizzazione dell’operazione di aumento di capitale consentirebbe al Gruppo di innalzare il Total Capital Ratio al di sopra dei limiti regolamentari. Inoltre, nel più ampio progetto di rafforzamento patrimoniale, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nella medesima riunione, ha deliberato l’emissione di un prestito subordinato di classe Upper Tier 2 per un massimo di 100 milioni di euro, che al 30 giugno risulta sottoscritto per 20 milioni e successivamente per ulteriori 5 milioni di euro.

Nel contesto macroeconomico ancora molto critico, coerentemente con quanto già avviato nel secondo semestre del 2012, è proseguita l’intensa attività di classificazione del portafoglio crediti e di attenta valutazione del rischio creditizio connesso. Ciò si è riflesso in un ulteriore innalzamento dei livelli di copertura dei crediti: il coverage ratio complessivo, infatti, è passato dal 7,7% del dicembre 2012 al 10,4% del 30 giugno 2013.

Le attività deteriorate si sono incrementate nel semestre del 15%, giungendo a rappresentare un’incidenza del 24,1% dei crediti a clientela (19,7% al 31 dicembre 2012). I fondi rettificativi a presidio dei crediti suddetti sono stati incrementati più che proporzionalmente (+31,7%), consentendo quindi di innalzare il relativo indice di copertura di ulteriori 2,8 punti percentuali (dal 28,2% al 31,0%).

Nel dettaglio delle singole tipologie di credito problematico l’indice di copertura delle sofferenze – al netto degli interessi di mora e delle cancellazioni – passa dal 41,6% a dicembre 2012 al 44,7% a giugno 2013, anche per effetto dell’adeguamento dei tempi di recupero sull’intero portafoglio dei crediti a sofferenza, in coerenza con l’allungamento dei tempi richiesti dalle procedure giudiziarie. Considerando anche le cancellazioni di crediti in

sofferenza e gli interessi di mora annullati, l’indice di copertura delle sofferenze sale al 57,3%. Dopo l’applicazione di rigorosi criteri valutativi analitici (similari a quelli applicati ai crediti in sofferenza) e l’adeguamento dei parametri di accantonamento forfettario per i crediti di importo più contenuto, il grado di copertura degli incagli si innalza dal 25,9% (dato al 31.12.2012) al 26,2% del 30.06.2013. Nell’ambito degli incagli è stata rafforzata la copertura delle posizioni di maggiore entità: la copertura media delle prime 20 esposizioni è stata elevata al 32,7%, dal precedente 25%.

Particolare attenzione è stata anche posta all’innalzamento della copertura dei crediti in bonis, i cui fondi (cd. “collettivi”) sono stati portati dallo 0,7% allo 0,97%.

Il bilancio semestrale 2013 si può considerare come il compimento di un percorso, avviato già nel secondo semestre 2012, di revisione straordinaria del portafoglio crediti, che riflette il contesto di mercato particolarmente critico, in special modo per il settore immobiliare, e che ha recepito integralmente le indicazioni dell’Organo di Vigilanza. Inoltre le misure di presidio attivate nella gestione del credito hanno permesso una stabilizzazione della qualità del portafoglio, con previsti benefici già dal secondo semestre dell’anno in termini di normalizzazione del costo del credito.

Il totale degli impieghi a clientela del Gruppo si attesta a 16.295 milioni di euro, segnando sulla fine del 2012 una flessione del 5,8%. La contrazione dei volumi di credito è stata prevalentemente indotta dalla perdurante debolezza del contesto congiunturale. Dal lato delle imprese, in particolare, ha pesato la fase negativa del ciclo economico, che ha determinato un indebolimento degli investimenti. Pur nel contesto della complessiva contrazione del totale impieghi, nel primo semestre il Gruppo ha effettuato nuove erogazioni, prevalentemente a favore di piccole e medie imprese e famiglie, per 406 milioni di euro.

La raccolta complessiva, al 30 giugno 2013, si attesta a 18.801 milioni di euro, segnando una flessione del 3,3% sul 31 dicembre 2012, riscontrata sia nella componente di raccolta indiretta (-8,3%), sia nella raccolta diretta (-2,1%), in valore pari a 15.432 milioni di euro.

La riduzione della raccolta complessiva è essenzialmente ascrivibile al minor ricorso ai mercati istituzionali per oltre 1,4 miliardi di euro quasi completamente compensata dalla crescita della raccolta diretta da clientela retail che si è incrementata nel periodo per oltre 1 miliardo.

In un contesto finanziario, caratterizzato da una progressiva riduzione dei rendimenti degli strumenti finanziari, è proseguita l’offerta di prodotti on line vincolati, finalizzata ad incrementare il posizionamento presso nuove fasce di clientela, anche in termini di residenza della controparte, che ha consentito di incrementare nel semestre i relativi volumi di raccolta per oltre 800 milioni di euro ed ha permesso di sopperire alla mancata emissione di nuovi prestiti obbligazionari per le controparti dei mercati istituzionali, caratterizzati da condizioni più onerose.

I primi sei mesi del 2013 hanno visto anche uno sviluppo della raccolta da clientela ordinaria, tramite la rete sportelli, che unitamente al canale virtuale, ha consentito la crescita della raccolta diretta da clientela retail per 1.244 milioni di euro, con conseguente aumento dell’incidenza delle controparti retail sul totale della provvista, anche a fronte del rimborso di 930 milioni di euro di obbligazioni istituzionali e di 525 milioni di euro di pronti/termine con controparti centrali.

Nel primo semestre del 2013, il Gruppo ha perseguito il miglioramento degli indicatori strutturali dell’intermediazione. L’incremento della componente più stabile della raccolta ha consentito una riduzione del funding gap (differenza tra i crediti a clientela ordinaria e la raccolta da clientela retail) attestatosi a 2.846 milioni di euro al 30 giugno 2013 da 4.633 milioni di euro di fine 2012, con una riduzione nel semestre di 1.817 milioni di euro.

Il rapporto di intermediazione (rapporto tra il totale degli impieghi a clientela e il totale della raccolta diretta) è passato da 109,8% di fine 2012 a 105,6% del 30 giugno 2013. Le citate dinamiche degli indicatori di liquidità strutturale sono il risultato congiunto di una crescita della raccolta retail, supportata dal significativo sviluppo del canale on line, unitamente ad una flessione dei volumi dei crediti.

La provvista BCE a cui Banca Marche ha fatto ricorso, risulta nel primo semestre del 2013 pari a 4.350 milioni di euro, garantita da 6.599 milioni di euro di titoli eleggibili.

Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 1° agosto u.s. ha approvato il Piano Industriale 2013-2016, che delinea il percorso per il ritorno, dall’anno 2014, a livelli di redditività e patrimonializzazione adeguati. Le opzioni strategiche mediante le quali traguardare gli obiettivi pluriennali del Gruppo Banca Marche sono state individuate lungo cinque direttrici di intervento:

• rafforzamento dei livelli di patrimonializzazione, anche attivando processi volti alla dismissione di assets non strategici;

• gestione sostenibile della liquidità, attraverso un corretto bilanciamento del rapporto tra depositi e impieghi e la riduzione della dipendenza dalla BCE;

• evoluzione della piattaforma di gestione, controllo e recupero del credito anche attraverso una focalizzazione del portafoglio sulla clientela core;

• conseguimento di una struttura di costo “eccellente”; • consolidamento dei ricavi, con l’adozione di una disciplina “value based” nella

gestione della clientela e nella strategia di pricing.

Il Piano industriale, con il ritorno ad adeguati target economici-patrimoniali, consente di presentare al mercato un’operazione di rilancio aziendale che passa attraverso l’annunciata operazione di aumento di capitale. A riguardo, proseguono le necessarie attività, pur non potendosi formulare le previsioni in merito al collocamento, posto che né soci né terzi hanno assunto impegni vincolanti relativi alla sottoscrizione dell’aumento di capitale.

Per il raggiungimento degli obiettivi è stato già avviato un dettagliato piano di turnaround, con l’avvio di specifici cantieri di attività, con il compito di attivare tutte le leve strategiche contenute nel Piano Industriale, tra cui, l’attivazione di una task force per la gestione del credito deteriorato, la revisione della piattaforma informatica, la semplificazione organizzativa e il corretto dimensionamento delle strutture. E’ previsto a breve l’avvio del tavolo di confronto con i sindacati per la discussione della piattaforma contrattuale e l’attivazione del fondo di solidarietà.

COOPTAZIONE DI PIERANDREA FARRONI NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI BANCA MARCHE.

JESI – Il Consiglio di amministrazione della Banca delle Marche S.p.A., nella seduta odierna, ha provveduto alla cooptazione del dott. Pierandrea Farroni quale consigliere di amministrazione in sostituzione del dr. Giuseppe Grassano dimessosi in data 18 luglio 2013.

BANCA DELLE MARCHE S.P.A., IN GESTIONE PROVVISORIA

Jesi, 30 agosto 2013 – La Banca d’Italia, con provvedimento del 27.8.2013, ha disposto la sospensione, in via temporanea, degli organi con funzioni di amministrazione e controllo di Banca delle Marche, ai sensi dell’articolo 76 del Testo Unico Bancario.

Con il citato provvedimento sono stati nominati quali Commissari della banca Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni; gli Organi si sono insediati in data 30.8.2013.

Il provvedimento è stato assunto anche alla luce dei risultati del primo semestre, pubblicati in data odierna, che si caratterizzano per consistenti rettifiche su crediti poste in essere dalla banca.

La procedura di Gestione provvisoria, operando sotto la supervisione della Banca d’Italia, avrà quindi il compito di condurre l’attività aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione; dovrà inoltre individuare le necessarie iniziative di rafforzamento patrimoniale, al fine di completare l’azione di risanamento già avviata dalla banca.

La clientela potrà quindi continuare a rivolgersi come di consueto agli sportelli della banca, che prosegue regolarmente la propria attività.

I Commissari

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