Migliaia le sagre nelle Marche: per la Confcommercio è necessaria una regolamentazione seria da parte della Regione.

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30 agosto 2013

PESARO – In Italia ogni anno vengono organizzate, da una recente stima, oltre 30mila sagre per circa 250mila giornate di attività ed un fatturato di 700 milioni di euro: una media da 4 sagre per ogni comune di cui la stragrande maggioranza di queste logicamente concentrate nei mesi estivi.

“Abbiamo sempre sostenuto – è il commento del Direttore Confcommercio Amerigo Varotti – la validità di quelle manifestazioni ed eventi di tradizione popolare e legati alla cultura enogastronomica del territorio, realizzati possibilmente con il coinvolgimento degli operatori economici locali, in quanto questi possono costituire un momento di aggregazione ed uno strumento di valorizzazione e promozione del territorio. Purtroppo ormai non è più così da tempo e, a parte le eccezioni delle Proloco, il tutto viene condensato nell’unico obiettivo di fare facili incassi che sfuggono ad ogni controllo. Una normativa regionale, che lascia la possibilità a chiunque di inventarsi dall’oggi al domani un qualunque evento in cui i Comuni poi possono autorizzare il rilascio di licenze per la somministrazione di alimenti e bevande, rende il mercato senza più regole” . E’ questo il motivo per cui la Confcommercio, di concerto con l’Associazione Ristoratori e Fipe-pubblici esercizi, ha scritto alle Autorità competenti regionali e locali una lettera in cui si chiede a viva voce la modifica dell’attuale normativa.

“In un momento di difficoltà in cui – prosegue Marco Arzeni Segretario Fipe e dell’Associazione Ristoratori -, a cittadini ed imprese vengono richiesti sforzi e sacrifici, non possiamo accettare che esistano zone franche e privilegiate di cui godono sagre, feste di partito e circoli privati; benefici che si concretizzano in un danno per la collettività e per le imprese rappresentate a cui viene sottratto una importante fetta di mercato senza che venga rispettata la regola basilare della libera concorrenza che è quella di avere regole certe e uguali per tutti. Riteniamo che sia giunto il momento che Amministratori Regionali e locali debbano regolamentare seriamente l’organizzazione di questi eventi”.

 

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