Vuelle, un’altra tegola su Traini: il giovane playmaker infortunato al ginocchio destro, quello operato lo scorso anno

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1 settembre 2013

PESARO – Dolore, paura, sgomento. E la conferma – una volta di più – che la sfiga ci vede benissimo. Lo può urlare – come ha urlato, accidenti se ha urlato! – Andrea Traini.

 

Reduce dal gravissimo infortunio patito lo scorso 28 ottobre, al 28° minuto della gara casalinga con il Banco di Sardegna Sassari, quando patì la rottura del legamento crociato anteriore e del collaterale mediale del ginocchio destro, il giovane playmaker marchigiano ha saputo recuperare tornando in campo nella fase finale del precedente campionato. Un recupero frutto di un lavoro durissimo in compagnia del preparatore atletico Roberto Venerandi, oggi alla Virtus Roma con coach Dalmonte, e di una straordinaria volontà accompagnata a uno spirito di sacrificio che meriterebbero migliore fortuna.

 

Andrea Traini. Foto Fraternale Meloni

Andrea Traini. Foto Fraternale Meloni

E’ per questo che stasera, dopo un normalissimo scontro di gioco tra lui e Pecile quando l’allenamento volgeva al termine, vedendolo accasciarsi sul parquet, urlando per il dolore e la paura, i presenti nella palestra di Baia Flaminia si sono sentiti gelare il sangue.

 

Ancora lui, lo stesso ginocchio di quella maledetta domenica. Poi, aiutato dai compagni, Andrea è andato a distendersi sulla panchina, con il ghiaccio sul ginocchio.

 

Traini ha lasciato la palestra sulle stampelle. Domenica mattina, alle ore 8,30, sarà sottoposto a una visita di controllo da parte del dottor Zini, che lo scorso 16 novembre l’ha sottoposto a intervento chirurgico a Villa Maria di Cotignola; un intervento perfettamente riuscito.

 

Non è escluso che ancora una volta il ginocchio del talentuoso playmaker debba essere sottoposto a risonanza magnetica. Ovvio che lo staff tecnico e dirigenziale siano preoccupati, ma al momento, fino a che il dottor Zini non lo avrà visitato, impossibile azzardare ipotesi, sbilanciarsi in previsioni sui tempi di recupero. Si può solo mandare un affettuoso in bocca al lupo ad Andrea, con la speranza che il dolore diminuito in serata sia un segnale positivo. Ma la paura è tanta. E non potrebbe essere altrimenti vista l’importanza di Traini nella nuova Victoria Libertas.

 

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