Quale televisione per un Paese consapevole. Tra profondità e senso, le risposte di Mentana, Veltroni ed Ercolani

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3 settembre 2013

PESARO –  Dal Tg a Jovanotti. Da Berlusconi a Presa Diretta. Dalla Tv a twitter. Sul palco Mentana, Veltroni e Simona Ercolani. Moderati da Funiciello. Un ping-pong di punti di vista e spunti di riflessione. Con l’informazione al centro, in gioco “tra profondità e senso delle cose” per dirla alla Veltroni.

Mentana: “Due milioni e mezzo di italiani vuole vedere una tv senza problemi. Ma ranta gente vuole infornarsi in una rete che non è Rai 1. Jovanotti è generazionale, i numeri di Iacona, in Presa Diretta, andato in onda contemporaneamente al concerto di Rai 1, fanno pensare”

Il palco con Ortolani, Mentana e Veltroni a Festa Pesaro: piazzale gremito

Il palco con Ortolani, Mentana e Veltroni a Festa Pesaro: piazzale gremito

Veltroni: “Mentana ha preso un tg che non aveva il peso che ha oggi e in poche settimane ha cambiato la percezione. Non è quello che si pensa debba essere oggi un tg. Ha selezionato notizie dando il senso delle cose. La Ercolani parla di sport con Sfide, dà profondità allo sport, dando una storia umana allo sport. Il problema non è apparire, è il flusso di informazioni che arrivcano. Berlusconi non ha mai vinto per il Tg4, ha vinto perchè le sue tv hanno cambiato i valori puntando su successo, soldi e io. Questo è il flusso che genera la sua tv. Entra nella tua vita e te la cambia. Se la tv perde la vita, la riduce, riduce la sua forza. Importa la profondità che gli dai. È una virtù che devi seguire. Altrimenti si alleggerisce tutto, in una banalità estremizzata pericolosa e gridata, non percepisci più se tutti gridano. La Siria, un fatto di cronaca e una dichiarazione di Berlusconi diventano la stessa cosa per peso giornalistico. Pluralismo è che ci siano linguaggi diversi e che lo spettatore farà poi le sue scelte. I nuovi media uccideranno la tv? Non credo. La quantità di balle messe ad arte è gigantesca. Twitter ha i suoi momenti più alti quando commenta tv. In 140 caratteri non ci sono profondità e senso delle cose”.

 

“Alcuni politici si spoglierebbero pur di apparire in televisione per ambizione”. Questa una delle tante riflessioni di Enrico Mentana, il direttore del Tg La7 intervenuto stasera a Festa Pesaro, sul palco con Antonio Funiciello per parlare di “Quale televisione per un Paese consapevole”.

“Alla fine degli anni ’80 in Rai non si poteva parlare di Lega Nord – ha continuato – che con quell’ostracismo ha avuto il suo più grande successo”.

E poi ancora: “Gli italiani non sono fessi: se ne accorgono se una trasmissione è faziosa oppure no… anzi, forse sono troppo furbi. La televisione non ha mai perso il suo ruolo: è forte l’interazione tra social network e tv. Con i social network hai sempre bisogno di un mediatore, mentre con la televisione no, è rapporto diretto”.

“Una volta le notizie si avevano solo col tg delle 20 – ha detto Walter Veltroni – ma l’informazione aveva più qualità. Oggi arrivano subito col telefonino, però sono informazioni più di superficie.

Simona Ercolani ha chiuso con un aneddoto: fu lei, giovanissima, a riprendere il “no” comunicato da D’Alema e Veltroni a Occhetto. Quella che poi diventò l’autrice di Sfide, all’epoca militante, fu l’unica a riprendere la scena con una telecamera amatoriale. I giornalisti erano andati via. Giuliano Ferrara fece di tutto per comprare il video, che alla fine fu invece mandato in onda su Rai Tre.

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