Anche i lavoratori svantaggiati colpiti dalla crisi, CNA sigla intesa con Caritas, Legacoop e Comune

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4 settembre 2013

MONDOLFO  – Un protocollo di intesa per l’inserimento lavorativo delle fasce deboli, colpite più di altri dalla crisi. A firmarlo la CNA di Pesaro e Urbino, Legacoop, la Caritas e l’Ambito Sociale 6. L’accordo consentirà infatti di avviare e promuovere esperienze di progettazione di nuovi interventi finalizzati al reinserimento lavorativo in aziende artigiane del territorio del comune di Mondolfo di soggetti in condizione di svantaggio. Un protocollo che affida precisi ruoli ad ognuno dei firmatari: l’Ufficio servizi sociali del Comune di Mondolfo selezionerà le persone in situazione di svantaggio sociale da proporre per tirocini e/o borse lavoro alle aziende artigiane che si renderanno disponibili.

 

Assessore Martini con i firmatari

Assessore Martini con i firmatari

La CNA di Pesaro e Urbino sensibilizzerà ed informerà i propri associati promuovendo l’adesione al progetto e la disponibilità ad ospitare lavoratori in situazione di svantaggio.

 

Legacoop invece metterà in campo la quasi quarantennale esperienze delle cooperative sociali di inserimento lavorativo aderenti per assistere le aziende artigiane indicate dal Comune di Mondolfo nel tutoraggio, sostegno a lavoratori in situazione di svantaggio, risoluzione di problemi. La Fondazione Caritas di Senigallia si occuperà di quegli aspetti esterni alla condizione lavorativa, ma che spesso pregiudicano lo svolgimento di un percorso di reinserimento lavorativo (abitazione, situazione familiare, etc.) L’Ambito Territoriale Sociale n. 6 parteciperà alle attività di promozione, coordinamento e valutazione dei progetti e potrà estendere la sperimentazione ad altri comuni dell’area. Il Comune di Mondolfo coordinerà le azioni che impegneranno tutti i soggetti a ricercare le agevolazioni e le misure di sostegno che mettano le aziende artigiane nelle condizioni di divenire partners attive del progetto.

 

Tutti gli intervenuti hanno espresso soddisfazione per il percorso fatto, iniziato alcuni mesi fa, e per il risultato raggiunto. Si tratta infatti di un intervento lungimirante che punta a superare la logica assistenziale degli interventi sul disagio, per privilegiare la dimensione della progettualità, del recupero dell’autonomia, della dignità. Infatti oltre agli interventi canonici di assistenza, sempre più i cittadini colpiti dalla crisi chiedono soprattutto di lavorare. Importante è anche la dimensione e la valorizzazione dello scambio generazionale che il protocollo persegue, per un settore, quello dell’artigianato che è sempre stato un’eccellenza nel territorio provinciale e nazionale e che ha permesso al Made in Italy di affermarsi in tutto il mondo. L’auspicio è che con il protocollo possa essere sperimentata una modalità di lavoro efficace tra i vari soggetti, che permetta sia di rilanciare l’artigianato e di non disperdere il prezioso patrimonio di conoscenze ed esperienze maturate dai nostri artigiani, sia di offrire ai giovani e ai lavoratori colpiti dalla crisi di avere strumenti concreti per reinventarsi una posizione lavorativa.

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