Confartigianato sulla tracciabilità dei rifiuti: “Il Sistri penalizza le imprese”

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4 settembre 2013

PESARO – Con il Decreto legge approvato lunedì scorso il Consiglio dei Ministri dà l’avvio al Sistri (sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) che sarà operativo dal primo ottobre per chi raccoglie, trasporta e tratta rifiuti pericolosi e dal 3 marzo 2014 per chi li produce.

Difficoltà e disagi pertanto sono previsti nei prossimi mesi per le imprese che dovranno obbligatoriamente operare con il Sistri per la gestione dei propri rifiuti.

Le imprese interessate prima dell’effettivo utilizzo del sistema dovranno effettuare il riallineamento dei dati aziendali e verificare il funzionamento dei dispositivi USB e delle black box.

“Siamo delusi – sostiene il presidente di Confartigianato Imprese di Pesaro e Urbino Learco Bastianelli – dalla soluzione confusa e contraddittoria che il Governo ha adottato per risolvere il problema della tracciabilità dei rifiuti pericolosi riproponendo la partenza del Sistri, da tutti ritenuto complesso, inefficace ed oneroso. Ci attendevamo un cambiamento sostanziale e invece ci ritroviamo un sistema, sia pure limitato ai rifiuti pericolosi, identico al precedente”.

Il Ministero dell’Ambiente ha sottolineato che il sistema verrà sistematicamente semplificato per tenere conto delle esigenze manifestate dalle associazioni di categoria e dalla evoluzione tecnologica.

“Il nostro auspicio, però, era quello di giungere ad una soluzione valida e radicale – sostiene Andrea Panzieri, responsabile Ambiente di Confartigianato Imprese – mentre ci troviamo per l’ennesima volta di fronte ad una confusa risoluzione che rischia di far perdere di vista l’importanza dell’argomento in materia ambientale. Il Sistri così com’è resta un modello complesso, costoso ed inefficace che comporterà pesanti difficoltà e disagi per le nostre imprese”.

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