Vuelle, l’asticella reale è a quota 2500. Ecco i motivi

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4 settembre 2013

PESARO – Superare quota 2500. Inutile rimuginare su altezze impossibili e vette che si raggiungevano nelle scorse stagioni, con la quota abbonati che si avvicinava al Monte Bianco, adesso bisogna “accontentarsi” di raggiungere metaforicamente il Passo del Gavia, ma è sempre una cifra ragguardevole se rapportata al bacino d’utenza dal quale pescare e al momento economico che stiamo vivendo. Poi si possono trovare tutti i colpevoli del mondo, dalla disaffezione della città verso il suo sport preferito, da un marketing che, nonostante i miglioramenti, non risulta incisivo come dovrebbe, da una squadra fatta al risparmio che non suscita grande entusiasmo, fino a quella sensazione strisciante che, se non interverranno fattori esterni, questo possa essere il canto del cigno del basket pesarese. Ma in giro non è che stanno tanto meglio di noi, con le prime parti delle varie campagne abbonamenti che hanno prodotto numeri simili ai nostri, così superare quota 2500 consentirebbe alla società quel margine di sopravvivenza per iniziare la stagione ed incassare una cifra simile a quella del 2012-13.

Infatti, dando un’occhiata agli incassi della stagione scorsa, la Vuelle era stata la quinta società del campionato come numero di spettatori, con una media di 4447 ad incontro, ma solamente l’undicesima come media incassi a partita (31.421 euro) e tredicesima come incassi totali con 471.315 euro entrati globalmente tra abbonati e biglietti venduti al botteghino, soldi che si potrebbero avvicinare anche per il 2014 qualora si riuscisse a raggiungere i 2500 abbonati “reali” paganti, più qualche soldo che entrerà ogni domenica dalla vendita dei biglietti, il presidente Ario Costa cerca di spronare la città augurandosi di raggiungere almeno gli abbonati della stagione scorsa, ma bisogna prendere atto che lo zoccolo duro della tifoseria pesarese si è ormai assestato su una cifra più bassa ed ogni anno si perdono per strada un centinaio di aficionados per i motivi più svariati.

 

La prima parte della campagna si è chiusa con circa 1500 tessere vendute, ma bisogna considerare che il numero di abbonati della stagione 2012-13 (3429), era una cifra “drogata” dagli omaggi vari che hanno sempre caratterizzato l’entrata all’Adriatic Arena in questi anni e che realisticamente si può valutare in un migliaio di persone, tra dipendenti, amici e famigliari dei vari sponsor, politici ed autorità che sono sempre entrati spendendo prezzi simbolici, in società hanno dichiarato che quest’anno si assisterà ad un radicale cambiamento di rotta e la decisione ci trova pienamente d’accordo.

 

I soldi che non arriveranno dai botteghini si dovranno trovare da nuovi e vecchi sponsor, obiettivo prioritario della società in questo mese di settembre, non si può pensare di chiudere un eventuale deficit economico solamente grazie al pubblico pesarese, ma lo staff biancorosso deve continuare nella difficile ricerca del nuovo main sponsor, fattore importante anche per convincere gli scettici sulla reale possibilità di portare a termine la stagione, è il momento di mettere nero su bianco i vari accordi verbali presi in questi giorni e prendere atto che si dovrà scendere di almeno centomila euro dalla cifra inizialmente richiesta per fare il primo sponsor di questa Vuelle.

Da oggi comincia la seconda parte della campagna abbonamenti, con la possibilità di rinnovare la tessera nei consueti punti vendita: in sede in Largo Ascoli Piceno 23, presso la Tabaccheria Tomassoli in Viale Cialdini e anche all’Iper di Via Gagarin e il negozio Prodi Sport. In questa ultima fase i vecchi abbonati potranno rinnovare il loro posto o cambiarlo con uno di maggior gradimento, mentre chi vorrà abbonarsi per la prima volta, potrà in tempo reale scegliere il suo seggiolino all’Adriatic Arena in qualsiasi settore, parterre escluso, alla cifra non astronomica di 200 euro (130 per under 18 o over 70), mancano all’appello almeno un migliaio di sostenitori, ma tradizionalmente il pesarese ha sempre preferito aspettare il mese di settembre per versare il suo contributo alla causa, si deve proseguire la scalata verso il Gavia, sognando magari di valicare anche lo Stelvio.

 

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