“Grillini: la democrazia, questa sconosciuta!”

di 

11 settembre 2013

Giacomo Mattioli* 

 

Grossa caduta di stile del Movimento a 5 stelle fanese che, con una nota non firmata (difficile attaccare a volto scoperto, molto meglio farlo nascosti dietro un’anonima tastiera di pc) per cercare lo scandalo a tutti i costi sparano alla cieca un po’ su tutti, permettendosi di commentare in maniera oltremodo sprezzante le vicende della Lista Civica “La Tua Fano”senza però conoscere adeguatamente ciò di cui parlano.

Giacomo Mattioli

Giacomo Mattioli

In riferimento ai ruoli ricoperti dal sottoscritto e da mio padre, è particolarmente singolare, per non dire grottesco, che non distinguano la differenza tra carica elettiva e incarico fiduciario. Per aiutarli a fare chiarezza, facciamo un rapido ripasso di alcuni principi del diritto che dovrebbero essere noti a tutti, ma dei quali in realtà i grillini dimostrano di avere scarsa padronanza: l’art.1 della Costituzione e il concetto di “democrazia” (forse perché già particolarmente indigesti al loro padre padrone).

L’art. 1 della Costituzione Repubblicana afferma che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Per comprendere meglio questo principio consultiamo l’Enciclopedia Treccani, che definisce democrazia la “forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico”.

A questo punto è abbastanza chiaro a tutti (tranne forse ai grillini) che il sottoscritto, avendo ricevuto un adeguato numero di voti, è pienamente legittimato a ricoprire il ruolo di Consigliere Comunale. A proposito, se il candidato sindaco della loro coalizione non avesse rinunciato al suo legittimo posto in Consiglio Comunale, il rappresentante grillino non ci sarebbe mai entrato.

Di tutt’altra natura è la situazione di mio padre, incaricato dai Sindaci di 17 Comuni del territorio di far parte del CdA di Aset SpA ed eletto Presidente dai membri del CdA stesso, molti anni prima che il sottoscritto pensasse anche solo lontanamente di candidarsi per il Consiglio Comunale.

Percorsi differenti che non si sono mai incrociati e che non hanno mai assunto né profili di illegittimità né tantomeno di inopportunità; nelle poche occasioni che qualcuno avrebbe potuto cavalcare polemicamente, quando in Consiglio Comunale si parlava di Aset SpA, il sottoscritto è sempre uscito dall’aula senza partecipare a dibattiti o votazioni.

Di “inaccettabile” quindi c’è solo il clima di terrore e di caccia alle streghe che il Movimento 5 stelle vorrebbe instaurare, perché dopo primi riscontri elettorali positivi dimostra di non avere spessore politico, correttezza nei rapporti e soprattutto idee, ma di basarsi solo sulla denigrazione personale dell’avversario.

Mi risulta assurdo pensare che chi ha un parente impegnato in politica o che ricopre incarichi fiduciari debba sentirsi limitato nell’esercizio del proprio diritto costituzionale a partecipare alla vita politica. Secondo il ragionamento dei grillini, invece, è come se mio figlio fosse condannato a non poter mai esprimersi attivamente in politica “per colpa mia”. Di conseguenza, secondo loro, ho messo al mondo un cittadino italiano destinato a non essere mai un uomo libero.

 

*Segretario Lista Civica “La Tua Fano”

 

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