Presentata “Pesaro Povera”, da facebook alla realtà per aiutare chi sta peggio. Ecco le prime iniziative concrete

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11 settembre 2013

PESARO – E’ stato presentato ufficialmente il contenitore di iniziative per arginare la grave emarginazione sociale denominato “Pesaro Povera”, non un’associazione ma un semplice gruppo di cittadini sensibili che dialogano e collaborano attraverso la pagina www.facebook.com/pesaropovera, che in un mese ha già raccolto oltre 300 adesioni. Lunedì 16 settembre alle ore 21 al Centro socio-culturale “Salice Gualdoni” di via Petrarca a Muraglia si terrà una serata di presentazione alla cittadinanza dei progetti di Pesaro Povera.

I coordinatori di Pesaro Povera

I coordinatori di Pesaro Povera

I coordinatori del gruppo, Pierpaolo Bellucci e Pino Longobardi, hanno esposto i tre punti cardine che orientano i progetti già in corso: sostegno al reinserimento socio-abitativo di persone che versano in stato di grave emarginazione sociale vivendo all’aperto nei parchi cittadini, dormendo in capanne lungo il fiume Foglia, oppure nei vagoni merci alla stazione ferroviaria o nei sottoscala degli ipermercati; aiuto attraverso la modalità dell’adozione a vicinanza (una persona si prende in carico materialmente una persona disagiata) a famiglie già aiutate da Comune e Caritas ma che versano comunque in stato di grave povertà materiale; aiuto attraverso la donazione di 20 euro mensili a detenuti della Casa circondariale di Pesaro privi di rete parentale. Qualche numero: sono circa 50 le persone nella città di Pesaro che vivono all’aperto o in alloggi di fortuna, circa 200 i nuclei familiari che versano in grave povertà, diverse decine i detenuti privi di rete parentale.

 

Pesaro Povera ha trovato l’appoggio logistico (la sede A.C.U. al Ferrhotel sarà anche la sede di Pesaro Povera) e giuridico nell’Associazione Consumatori Utenti Marche (A.C.U.), presieduta da Carlo Cardarelli di Ancona, realtà molto attiva sul fronte della prevenzione al disagio abitativo. Le offerte – di qualunque importo – potranno essere versate sul conto corrente che verrà aperto a giorni con Banca Etica (anche la scelta della banca non è stata casuale) ricevendo in cambio la tessera A.C.U. che consente una serie di agevolazioni.

Bellucci e Longobardi hanno rinnovati l’invito ai proprietari di abitazioni a mettere a disposizione singole stanze o monolocali a prezzi calmierati, circa 250 euro, evitando di chiedere le due mensilità di anticipo come da contratto: senza questo tipo di apertura sarà difficile se non impossibile aiutare materialmente tutte le persone che hanno perso casa o la stanno perdendo in queste settimane. L’invito è stato rivolto nuovamente anche all’Arcidiocesi e alle parrocchie, chiedendo spazi anche ridotti dove ricavare alloggi di fortuna. Infine, a Comune e Provincia si è chiesta una profonda riflessione in questa fase di alienazione di immobili, auspicando una riflessione sociale e non solo bilancistica sul patrimonio disponibile.

Pesaro Povera, insieme all’associazione La Città della Gioia, ha collaborato all’accoglienza dei 20 ragazzi africani (tutti tra i 19 e i 25 anni e provenienti da Mali, Gambia e Sierra Leone) alloggiati da inizio settembre a Casa Freedom, nell’ex ostello di Fosso Sejore, dove a partire da novembre sarà aperto per il quarto anno consecutivo anche il dormitorio invernale: è stato donato vestiario e altri generi di prima necessità per agevolare la ripresa psico-fisica di questi giovani, reduci da settimane terribili avendo attraversato con mezzi di fortuna il deserto del Sahara.

 

Nei prossimi mesi verranno organizzate iniziative di beneficienza per raccogliere fondi e adesioni, tra le quali un’asta di beneficenza vendendo una chitarra realizzata da un artigiano di Urbino e firmata dai più famosi piloti del motomondiale, tra cui Valentino Rossi, il cui ricavato andrà anche in favore di Pesaro Povera. Ultima precisazione: il fondo creato verrà messo a disposizione – per casi di persone gravemente emarginate – delle istituzioni e delle realtà operanti nel mondo del sociale, mettendo in atto una sinergia comune e favore dei concittadini più disagiati.

Per contatti è possibile scrivere a dittapibe@gmail.com e/o telefonare al 339.4294670.

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