Borgiani, Confesercenti: “Le belle parole di una politica irresponsabile”

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13 settembre 2013

Roberto Borgiani*

 

PESARO – Secondo le ultime stime delle diverse fonti l’andamento del PIL continua a rallentare (- 2,1 sul secondo trimestre 2012). A livello nazionale, la spesa per consumi del secondo trimestre 2013 sullo stesso periodo dello scorso anno registra un ulteriore calo del 3,2% con punte del 7,1% nella spesa per i beni durevoli (elettrodomestici, mobili, auto, ecc.). Cala anche la spesa per i servizi commercializzabili di un bel 1,8%. La spesa obbligata delle famiglie (per la case e per le bollette) cresce in dieci anni dell’8%. Riporto questi dati, ormai definitivi, per dire come i segnali di ripresa che qualcuno si era affrettato a vedere, se ci sono, sono molto ben nascosti. Tutto ciò nonostante la boccata di ossigeno che è venuta dalla cancellazione della prima rata IMU e dallo slittamento dell’aumento dell’IVA dal 21 al 22% che deve comunque essere assolutamente scongiurato. E nei settori economici del commercio, del turismo e dei servizi continua una grandissima difficoltà.

Roberto Borgiani

Roberto Borgiani, direttore provinciale Confesercenti

Nella regione Marche e nella nostra provincia l’andamento alterno della stagione turistica, che forse recupera presenze, ma senz’altro perde fatturati, non ha certo aiutato a sollevare le sorti economiche del nostro territorio che pure dal turismo potrebbe avere molto. Il tutto mentre crolla il settore manifatturiero e stenta il primario. Così anche i dati di un leggero aumento delle imprese attive nei settori del commercio (+ 38 ), del turismo (+ 42) e dei servizi (+ 13) registrato nella nostra provincia nel secondo trimestre sul primo trimestre 2013, vanno considerati alla luce del fatto che, nonostante detti aumenti, non si sia ancora ritornati ai valori della fine del 2011.

Per agganciare davvero la flebile ripresa internazionale non si può più aspettare. Bisogna ridurre la spesa pubblica anche attraverso una sua forte riorganizzazione; ridurre e semplificare gli adempimenti fiscali e tributari; ridurre il costo del lavoro a carico delle imprese ed aumentare la flessibilità in ingresso nel mondo del lavoro; riprendere una vera politica nazionale del credito per le imprese e per la famiglie. Un governo di servizio nazionale non inquinato da vecchie tensioni che si ripropongono ogni giorno potrebbe fare molto e qualche tentativo c’è.

Ma preoccupa il fatto che il dibattito politico su questi temi, nonostante si sia ormai a metà settembre sia assolutamente assente. A livello nazionale si discute di Berlusconi e a livello locale del destino delle singole persone e delle candidature per le prossime elezioni. Al di là delle parole, pochi si occupano di aiutare le imprese e sostenere le famiglie. La situazione è gravissima e rischia di degenerare anche sotto il profilo della partecipazione democratica alla vita pubblica.

Aumenta in questo contesto il ruolo e la responsabilità delle forze economiche, delle loro rappresentanze, delle parti sociali, del sistema camerale che possono, anzi debbono, con quel che rimane dell’Amministrazione Provinciale, produrre uno sforzo di studio e di elaborazione politica maggiore e, quindi, essere di stimolo anche per il sistema politico. Chiederemo agli altri soggetti di parte datoriale e sindacale di promuovere in proposito una specifica azione fin dai prossimi giorni.

*DIRETTORE Confesercenti Pesaro e Urbino

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