Ponti di S.Donato in Taviglione e Bronzo, corsa contro il tempo per finire i lavori. Alcuni commercianti: “Persi tutti i clienti”

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14 settembre 2013

SASSOCORVARO- È finita anche l’estate, più o meno soleggiata, e ancora la questione “ponti” a Sassocorvaro tiene testa.

Dopo gli alluvioni di novembre 2012 che hanno causato numerevoli danni a colture, edifici e due ponti di collegamento: San Donato in Taviglione e Bronzo.

I lavori per il ripristino del ponte

I lavori per il ripristino del ponte

Quello di San Donato in Taviglione è stato riaperto dopo mesi e un susseguirsi di strani accadimenti (dossi rubati, rimpiantati e ritrovati), causando ingenti danni e disagi ai residenti e alle attività presenti (come ricorderete, la ragazza con la gravidanza a rischio costretta a fare la spola da una parte all’altra, la tapezziera costretta a trasferire l’attività a Lunano dopo i mancati guadagni, la signora con i bambini piccoli bloccata, l’allevatore con le capre senza cibo…. per citarne alcuni).

L’altro ponte, distante qualche kilometro, costruito circa 50 anni fa è ancora chiuso da novembre.

Sono ricominciati i lavori, commissionati alla S&P costruzioni di Caprazzino di Sassocorvaro, e si pensa di terminarli a fine mese. Si spera, secondo alcune voci di piazza, perchè l’ipotesi è che il ponte riaprirà a novembre.

Il sindaco del comune, Antonio Alessandrini,  dice: “A fine settembre il ponte riprenderà a svolgere il ruolo percui è stato costruito. Inoltre, siamo stati fortunati a trovare 226mila euro, con l’architetto del comune e alla Provincia, dal Consorzio di Bonifica altrimenti saremmo stati nei guai. Posso dire che ci abbiamo inpiegato meno tempo di quanto previsto, perchè rimettere in sicurezza un ponte non è come chiudere una buca”.

I danni economici e l’inconveniente logistico è stato accusato da tutti: residenti, attività ricettive, agricoltori e dall’azienda agricola Martini s.p.a.

Sandro e Rossana, titolori dell’agriturismo “Il Gelso” lamentano, oltre al disagio nella fornitura dei prodotti che occorrono per tenere in piedi un’attività ricettiva, anche la difficoltà che i clienti riscontrano nel raggiungere il ristorante e la mancanza di entrate economiche. I clienti, infatti, devono passare da Mercatale, girando all’incrocio della zona industriale costeggiando il cimitero e passando su di un piccolo ponte rifatto nell’immediato dopoguerra dove transitano anche mezzi pesanti.

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“I danni sono di varie migliaia di euro, sarà comunque l’avvocato a quantificarli – dice Sandro che continua -“dovevano chiuderlo solo per i camion, non anche per le automobili. Io ho perso la mia clientela e ho dovuto spegnere il forno per la pizza. Da un anno non ho introito, ho impiegato vari ann per farmi una clientela… chissà quanti anni ora impiegherò per riavere dei clienti affezzionati”.

Di cosa vivete se non avete clienti?

“Di quello che mi da l’orto e degli animali che allevo”.

Un appello alle istituzioni?

“Ne ho lanciate tanti… chiedo l’amicizia su FaceBook, l’accettano ma non danno risposte…”

Aggiunge la moglie dalla cucina: “Abbiamo parlato con persone competenti e il ponte poteva rimanere aperto alle vetture. Ieri siamo andati ancora una volta in Provincia…”

Il sindaco Alessandrini smentisce che ci fosse la possibilità di mantenere l’accesso alle macchine per i problemi ai giunti.

Tornando verso il ponte c’è Franco Landini, direttore di procedimento ai lavori della Provincia di Pesaro e Urbino che come come primissimo bilancio spiega: “Appena ricevuto i finanziamenti dalla Regione Marche abbiamo iniziato i lavori. La ditta lavora bene, è un lavoro complesso. L’abbiamo messo in sicurezza riempendo la parte scalzata con dei massi di terza categoria che vengono dalla cava di Grotta Cerbara e con massi scoglieri e del calcestruzzo ad alta resistenza. Si sta procedendo inserendo 14 micro pali per la stabilità verticale sui tre piloni e poi si penserà ai giunti e rifiniture. Gravissima era la stabilità del ponte. La fine lavori è prevista a fine ottobre, inizi novembre, speriamo”.

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Il titolare dell'agriturismo

Il titolare dell’agriturismo

 

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