Aldo, il fuoriclasse del bancone: dal Big Ben al sogno di far diventare pesarese il cocktail Rossini

di 

16 settembre 2013

E’ attivo da qualche ora http://pesaroclick.wordpress.com/ , nuovo sito pesarese a cura di Danilo Billi. Inchieste, interviste, pesonaggi e foto: se cercate “curiosità urbane”, è il posto giusto per voi. Riportiamo di seguito un estratto dell’intervista di Rosalba Angiuli ad Aldo “Aldino” Paolinelli, uno dei migliori e più titolati barman pesaresi in circolazione. 

 

Ha intrapreso la professione di barman per pura passione, al punto tale da coinvolgere anche la moglie Marilù, che ne ha seguito le orme, si tratta di Aldo Paolinelli, barman pesarese, associato A.I.B.E.S. – I.B.A. (le associazioni di barman più prestigiose del mondo), spesso ospite in trasmissioni radiofoniche nonché docente in materia

Aldo Paolinelli propone cocktails e long drinks di tendenza ai clienti dell’Ondanomala di viale Trieste a Pesaro, distinguendosi per conoscenze e per estro personale. A testimoniare il suo talento i tanti premi che ha vinto nel tempo e che ci mostra orgogliosamente.

D. Aldo, come è nata in te l’idea di svolgere questa professione?

R. Ho frequentato il bar fin da piccolo, infatti stavo sempre con mio zio Pietro che faceva il barista in un locale di via Ciro Menotti, a Pantano, e forse mi sono motivato così. Ma la vera passione è nata nel 1983 in un locale in centro, il Big Ben, di Massimo Bizzarri e Cristina Paolinelli, allora cominciavano ad aprire i primi pub, ed io mi sono ritrovato da solo dietro il bancone a preparare cocktails. Lì è nata proprio la passione forte, da quel momento in poi ho sempre fatto il barista o barman come si dice in inglese. Avevo 17 anni.

Aldo con i titolari dell'Onda Anomala di viale Trieste a Pesaro

D. Chi ti ha contagiato?

R. La passione per il bere miscelato mi è stata lasciata dal barman che lavorava lì e che poi ha lasciato in seguito ad un incidente con la moto. Io mi sono trovato a sostituirlo, usando le ricette scritte nei suoi quaderni. Poi, una volta fatto il militare a Bologna, mi sono ritrovato a lavorare negli hotel, in giro per l’Italia.

D. A Pesaro hai lavorato poco?

R. Praticamente dopo è cominciata la mia avventura che si è sviluppata ed affinata nel tempo. In inverno lavoravo al nord, a Livigno, d’estate lavoravo nelle isole, a Rimini. Seguivo le stagioni turistiche.

D. Poi?

R. Nel 98 ho abbracciato l’Associazione dei Barman, anzi diciamo che l’Associazione mi ha accolto, sono stato premiato dal suo presidente a Civitanova. Bruno Farina è stato il mio ispiratore, un grande maestro.

D. Così?

R. Piano piano ogni anno ho cominciato a seguire le competizioni. Nel 99 sono diventato barman A.I.B.E.S.

D. Un tuo sogno nel cassetto?

R. Dare la paternità del cocktail Rossini alla città di Pesaro. E’ un cocktail facilissimo da preparare, a base di prosecco e frullato di fragola, ma la sua paternità non è stata riconosciuta. Sarebbe molto importante creare un evento a Pesaro, città di Rossini, per potergliela attribuire.

Per leggere l’intervista completa vai su http://pesaroclick.wordpress.com/

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>