Fusione S.A. in Lizzola-Colbordolo, Liberi per Colbordolo: “Comune unico, avanti con prudenza”

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16 settembre 2013

Gruppo consiliare Liberi per Colbordolo

 

COLBORDOLO – Mercoledì 11 settembre il Consiglio comunale di Colbordolo ha approvato la delibera di proposta legislativa per la fusione con il Comune Sant’Angelo in Lizzola con un solo astenuto (l’Assessore Tontardini) e un assente (l’Assessore Ferri).

La prima tappa di un percorso ancora lungo e difficile è stata quindi raggiunta e superata, ora ci attendono molte altre occasioni di impegno e di confronto per concludere al meglio un processo storico per il nostro territorio.

Durante la discussione in Consiglio abbiamo ribadito con chiarezza che questa non è la “fusione ideale” che avevamo in mente tre mesi fa quando presentammo la Mozione consiliare dalla quale è nata l’effettiva volontà di dare corso a questo processo riformatore; non lo è per “quantità”, in quanto una fusione tra i 5 comuni del Pian del Bruscolo (o quanto meno tra la maggioranza di essi) avrebbe prodotto risultati economici e politici di ben altro rilievo, e non lo è  per “qualità”, perché la brusca accelerata impressa da Pensalfini e Formica (in quattro mesi fare ciò che non si è fatto in cinque anni) nasconde una serie di rischi ben maggiore dei vantaggi.

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In primo luogo il coinvolgimento dei cittadini è stato pari a zero! L’80% dei residenti di Colbordolo e Sant’Angelo è completamente all’oscuro di questa proposta (l’unica comunicazione in merito è stata la nostra affissione di manifesti lo scorso Luglio). E’ un dettaglio non da poco se consideriamo che l’iter legislativo prevede il referendum consultivo tra la popolazione interessata. Una scarsa partecipazione o addirittura una vittoria del No, rappresenterebbe un fallimento !

In seconda battuta, c’è la volontà degli attuali due Sindaci di concludere il procedimento amministrativo entro la fine dell’anno per dare il via libera al nuovo ente già il 1 gennaio 2014. Una serie di delibere, di pareri e di consultazioni tra Comuni, Provincia e Regione Marche che presuppone tappe forzate e blindate. Il più piccolo ostacolo (leggi “boicottaggio”) politico o burocratico rischia di mandare tutto all’aria e il nostro presentimento è che questi ostacoli possano venire proprio dal Partito Democratico, da coloro (non sono pochi) che non vedono di buon occhio questa fusione.

Ecco perché noi, pur rimanendo fortemente convinti della necessità di fare il Comune Unico, continuiamo a predicare prudenza. Il percorso va gestito con la massima attenzione in tempi non dilatori ma ragionevoli (da qui fino al prossimo maggio) per spostare la decorrenza effettiva della fusione al 1 gennaio 2015.

Tra l’altro, un ulteriore segnale di effettiva impreparazione ad un tour de force politico-amministrativo lo ha dato lo stesso Pensalfini in sede di consiglio, relazionando sul progetto fusione in maniera poco incisiva e a tratti superficiale (valutazioni che ci sono sembrate confermate dall’assessore Tontardini nello spiegare le motivazioni dell’astensione).

A differenza di Tontardini noi però siamo convinti (come lo siamo sempre stati) che un punto di partenza andava assicurato e questo ci responsabilizza maggiormente nell’essere impegnati in prima persona in questo percorso, curando particolarmente gli aspetti di cui sopra e verificando, passo dopo passo, che il Comune Unico rappresenti davvero un beneficio per il tessuto sociale ed economico del nostro territorio e che non rimanga ostaggio di oscure strategie politiche (tutte interne al PD) che si profilano all’orizzonte.

 

Se vuoi approfondire quanto accaduto negli ultimi due consigli comunali che hanno avito l’iter per la fusione clicca qui

 

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