In Piazza un moderno “motorhome”: ematologi affronteranno casi clinici di leucemia mieloide

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17 settembre 2013

Motorhome: la struttura mobile che sarà a Pesaro venerdì 20 settembre

Motorhome: la struttura mobile che sarà a Pesaro venerdì 20 settembre

PESARO – Discuteranno  diversi casi clinici nel cuore della città, esattamente in piazza del Popolo. Non lo faranno con la formula del convegno o della lezione, ma dentro una moderna struttura mobile dotata delle più sofisticate tecnologie interattive pensate per rendere efficace l’aggiornamento professionale degli operatori della sanità. E non si tratta di operatori qualunque ma di Ematologi impegnati a combattere la Leucemia Mieloide Cronica. La novità sta proprio nel metodo di formazione medico-scientifica basato sulla teoria dell’experiential learning, ossia simulazione esperienziale.  Il progetto, denominato “I-Chromyk (Interactive experience on CHROnic MYeloid leuKemia) e promosso dall’azienda farmaceutica Novartis nell’ambito del suo impegno nella lotta contro la Leucemia Mieloide Cronica con la collaborazione tecnica del Center for Experential Learning (CELL) di Padova, è patrocinato dal Comune di Pesaro, dalla sezione AIL di Pesaro  e dagli Ospedali Riuniti Marche Nord.

Una struttura mobile all’avanguardia, il cosiddetto CELL EXPLORER, praticamente un moderno “motorhome”, venerdì 20 settembre dalle 10 alle 16, sarà in piazza del Popolo a disposizione di circa 25 ematologi delle Marche e dell’Umbria. Al suo interno verranno simulati diversi casi clinici: con l’utilizzo di tecnologie altamente interattive, in tempo reale i medici affronteranno dei pazienti-attori, richiederanno la consultazione di esami e discuteranno tra loro le opzioni terapeutiche più adeguate per i diversi casi affrontati. Questa iniziativa di formazione, che in Italia ha già toccato 7 città e Pesaro rappresenta la sede ufficiale per le regioni centrali, va incontro alle necessità di aggiornamento degli specialisti ematologi, raggiungendoli nella propria città per prepararli all’utilizzo più appropriato delle moderne terapie attraverso le tecnologie più innovative.

La Leucemia Mieloide Cronica (LMC) è una neoplasia maligna causata da un’alterazione acquisita della cellula staminale totipotente del midollo osseo, quella cioè dalla quale si originano tutte le altre cellule del sangue. Negli adulti la LMC rappresenta circa il 20% di tutti i casi di leucemie. In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 800 nuovi casi e nella regione Marche sono in cura circa 300 pazienti, una sessantina nel Centro degli Ospedali Riuniti Marche Nord.

L’obiettivo del progetto è di formare gli specialisti ematologi sull’identificazione del paziente con leucemia mieloide cronica che può beneficiare dei trattamenti con farmaci innovativi. La leucemia mieloide cronica, che fino a qualche anno fa sembrava una malattia invincibile, oggi può infatti essere dominata grazie agli inibitori della tirosin-chinasi. L’introduzione di questi farmaci nella pratica clinica quotidiana, primo tra tutti l’imatinib, poi il nilotinib, ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento della LMC, consentendo di ottenere in moltissimi casi il controllo della malattia ed un aumento significativo della sopravvivenza. Prima la durata mediana della sopravvivenza era di qualche anno; adesso, con i nuovi farmaci, si sta avvicinando a quella di una persona mai toccata da questa malattia.

“Attualmente l’aspettativa di vita dei pazienti è quasi uguale a quello della popolazione generale – spiega Giuseppe Visani, direttore dell’Ematologia e Centro Trapianti di Midollo Osseo di Marche Nord – ma la grande novità è che oggi con l’arrivo dei nuovi farmaci, il nostro obiettivo è diventato ancora più ambizioso: interrompere la terapia senza che la malattia si possa ripresentare e arrivare quindi a una vera e propria guarigione. L’innovazione terapeutica in ematologia si muove molto velocemente e richiede quindi uno sforzo di aggiornamento continuo da parte degli ematologi affinché le potenzialità delle nuove terapie siano colte pienamente a beneficio dei pazienti. Di pari passo cresce dunque la necessità di disporre di progetti educazionali sempre più efficaci che, avvalendosi della metodologia esperienziale supportata da tecnologie sofisticate, coinvolgerà i discenti direttamente e potrà consentire un miglior apprendimento”.

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