“Auguri a Lucia. Ma lavoriamo contro i reati anticipatori”

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18 settembre 2013

Barbara Benedetteli*

“L’ammonimento, anche se il D.L. 1540 sul contrasto alla violenza di genere prevede l’obbligo di ritiro del porto d’armi per gli ammoniti, non è sufficiente a proteggere le donne. L’omicidio di Civitanova sia l’esempio su cui lavorare per migliorare il D.L. che approda alla Camera la prossima settimana. L’ammonito può non rispettare l’allontanamento imposto in quanto non c’è nessuna forma di controllo. Occorre mettere in atto un sistema di verifica e controllo anche elettronico e prevedere il ricorso, in caso d’inottemperanza, a misure coercitive della libertà personale.

Fa bene il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio a convocare un tavolo di lavoro per contrastare un fenomeno in “fase di accelerazione”. Le forme di protezione introdotte con il D.L. 1540 contro la violenza di genere sono insufficienti, limitate e solo emergenziali. Sia considerato solo il primo passo per contrastare un fenomeno strutturale che ha bisogno di politiche costanti e dell’impegno di tutte le forze istituzionali. Ma in attesa che il Governo agisca su tutti i piani che compongo il fenomeno, è urgente agire a livello locale.

Ottimo il kit-stupro di cui parla il Procuratore Giorgio da usare nei casi di sospetta violenza sessuale, per dimostrare e documentare la commissione del reato. Ma occorre anche intervenire con celerità sulle forme di violenza anticipatorie, che non sono riconosciute. Tra queste la violenza psicologica. In questo caso sarebbe beneprevedere una diagnosi si sindrome post-traumatica (P.T.S.D.) – che ha rilevanza legale – specie quando le violenze avvengono in mancanza di testimoni.

Si tratta di un test dettagliatissimo riconosciuto dal manuale dei criteri diagnostici (DSM-|V-TR) in cui sono classificate le malattie psichiatriche e psicologiche. Se il test risulta positivo vale come prova. Ad esso dovrebbe seguire un trattamento psicologico sulla vittima per recuperare l’equilibrio emozionale, e sul colpevole. Reprimere senza curare non serve a nessuno.

Colgo l’occasione per augurare a Lucia Annibali oggi, nel giorno del suo compleanno, di non perdere mai la grande forza che la sostiene e la induce a lottare a testa alta la violenza contro le donne.”

 

 *Responsabile Nazionale Area tutela Vittime della Violenza di Fratelli d’Italia

 

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