Parliamo della pelliccia, parliamo di un’idea

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20 settembre 2013

L’autunno e i suoi trend. Vi avevo già anticipato la presenza della pelliccia, in ogni forma. Quando ero bambina pensavo, molto ingenuamente, che le pellicce fossero fatte un po’ come i maglioni, cioè rasando il pelo a degli animali che d’estate soffrivano il caldo. Poi, non ricordo come e quando, ho scoperto la crudele verità.

Da allora sono sempre stata contraria.

Ammetto di apprezzare la pelliccia finta, quella che la moda ha rinominato elegantemente “faux fur” (il francese rende tutto più chic!).

Quindi oggi non vi descriverò tutti i modi in cui gli stilisti hanno interpretato la pelliccia perché non sarei coerente. Vi parlo invece di una notizia che mi ha fatto credere davvero che a volte “L’America è più avanti di noi” (quante volte abbiamo sentito dire queste parole nel corso degli anni?).

 Beautiful animals

Beautiful animals

Da domani, a West Hollywood, uno dei paradisi dello shopping più famosi al mondo, sarà proibito vendere (anche online) qualsiasi tipo di prodotto che contenga anche solo un dettaglio di pelliccia. Il motivo? La vendita di prodotti di abbigliamento in pelliccia è in contrasto con l’obiettivo di rappresentare una comunità che si preoccupa per il benessere degli animali e con la reputazione della città identificata come “Cruelty Free Zone” per gli animali.

È difficile trattare questo argomento in poche righe, più volte l’ho affrontato con amici e conoscenti e c’è sempre stato chi ha affermato che “siamo in un paese libero”, che vuol dire tutto e niente. Ci sono persone che sono teoricamente favorevoli alle pellicce vere ma non le hanno mai comprate o indossate. Oppure persone contrarie che non si rendono conto che pelliccia significa anche un dettaglio. Un colletto, dei polsi, un pom-pom, e se glielo fai notare rispondono “Vabbe’ ma è poca cosa”. In realtà quando s’indossa la pelliccia s’indossa un’idea. Anni fa lessi un’intervista alla soprano Fiorenza Cedolins che, animalista convinta, affermava di essere contraria anche alle pellicce sintetiche “perché è sbagliato il concetto”.

Molte persone non si rendono conto che acquistare pelliccia vera contribuisce a incrementare un mercato che sfrutta gli animali e inquina tantissimo l’ambiente.

Chi ribatte che le pellicce finte siano realizzate con il poco ecologico petrolio probabilmente ignora (più o meno consapevolmente) che la realizzazione di quelle vere è molto più inquinante, soprattutto se si tratta di animali che non fanno parte della cosiddetta catena alimentare.

E a chi dice che l’uomo fin dalla notte dei tempi ha usato le pelli animali per vestirsi e difendersi dal freddo chiederei se d’inverno a casa propria usa la caldaia o accende il fuoco in salotto con la pietra focaia.

Se come me siete contrari alle pellicce o comunque volete saperne di più v’invito a visitare il sito www.nonlosapevo.com dove potete leggere quali marchi della moda abbiano aderito a una politica cruelty-free.

 

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