Dell’Agnello soddisfatto per la tenuta mentale e la costruzione di buoni tiri e a Barcelona raccontano di un “triunfo sudado”

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21 settembre 2013

PESARO – “Triunfo sudado ed Pesaro del FC Barcelona”. Crediamo che il titolo dato alla notizia pubblicata ieri sera, sia dal sito ufficiale del Barça che da acb.es, il sito della lega spagnola di pallacanestro, non abbia bisogno di traduzione. Il titolo, come pure l’articolo, rende omaggio alla bella e sfortunata prova della Vuelle, sconfitta di un solo punto, e con qualche rammarico, dalla squadra catalana. Che – è vero – era priva di capitan Juan Carlos Navarro, Ante Tomić, Bostjan Nachbar, Erazem Lorbek e Kostas Papanikolaou, ma presentava giocatori il cui ingaggio è pari a quello di tutta la Vuelle. Il Barcelona – lo abbiamo scritto – parte per vincere tutto, Liga, Copa del Rey, Supercopa ed Eurolega, mentre la VL punta a salvarsi con una squadra fatta di tante matricole, con due soli giocatori esperti, Pecile e Young. Dunque…

 

Il titolo è la fotografia di una partita che ha soddisfatto coach Dell’Agnello…

 

Dell'Agnello, Scavolini e Costa ieri sera

Dell’Agnello, Scavolini e Costa ieri sera

“Abbiamo sofferto moltissimo la loro fisicità, il peso, la stazza di Dorsey, soprattutto, e compagni. La nota lieta è che abbiamo sofferto poco mentalmente. Questa deve essere la nostra caratteristica. Siamo rimasti in partita nonostante avessimo in campo tre matricole e altri giovani e a momenti abbiamo giocato benino soprattutto in attacco, passandoci la palla e trovando sempre il passaggio in più per liberare un giocatore al tiro. Ci ha condannato clamorosamente il computo dei rimbalzi, perché la loro supremazia fisica era eclatante. Se non sbaglio, ne hanno presi 14 in più (vero: 39 a 25; ndr). Se, malgrado questo, ce la siamo giocata punto a punto, oserei dire che il bilancio è estremamente positivo”.

 

Il divario ai rimbalzi è emerso nel secondo tempo, perché nel primo avevate pareggiato i conti.

 

“Sì, ma alla fine resta che abbiamo avuto 14 possessi in meno. In una partita punto a punto, sono decisamente tanti”.

 

Avete pagato anche la grande precisione dei blaugrana, dove sono emersi i giovani Abrines e Todorović.

 

“Il problema grosso è che Dorsey e Todorović erano i custodi di Anosike e Trasolini. E’ per questo che hanno fatto la voce grossa. Dorsey era Anosike moltiplicato per due. Purtroppo lì c’è davvero poco da fare”.

 

In attacco avete giocato bene. In alcuni momenti addirittura benissimo. Non a caso, dopo un grande canestro da fuori al termine di una efficace circolazione di palla sul perimetro, lei si è lasciato andare a un gesto di grande esultanza.

 

“Era un attacco preparato e i ragazzi sono stati bravissimi a eseguirlo contro una squadra come il Barcelona. Ovviamente ci vuole anche la fortuna che vada dentro, ma quando riesci a costruire un buon tiro, anche se magari lo sbagli, devi essere contento. Dalle facce dei giocatori mi pare si denoti la voglia di aiutarsi e di passarsi la palla. Mi pare un buon inizio”.

 

Si vede che il gruppo c’è, che giocatori che fino a qualche settimana fa non si conoscevano, ha creato un buon ambiente. Ciò va a merito suo e dei suoi collaboratori.

 

“Ci stiamo provando, perché dovrà essere una delle nostre armi. Non potremo metterla sui centimetri e neppure sui chili, neppure sul talento. O andiamo a casa o ci raschiamo le tasche e qualcosa tiriamo fuori. Dobbiamo diventare un gruppo unito, granitico. Per adesso si vede. Aspettando il maltempo, la pioggerella, la nebbia, la neve, al momento l’inizio è buono”.

 

D’accordo la grinta… ma si sono viste anche cose interessanti dal punto di vista tecnico.

 

“Sono contento, non lo nascondo. Ho un po’ di paura a dirlo, ma l’ho vista anch’io così. Mi sembra che in attacco abbiamo avuto sprazzi veramente buoni, giocando – come ho detto fin dal primo giorno – con quattro fuori e uno dentro, perché non abbiamo alternative. Se riusciamo ad andare negli spazi giusti con i tempi giusti, possiamo costruire buoni tiri…”.

 

Il miglior Turner del precampionato…

 

“E’ un ragazzo di grande talento. Deve sveltirsi di piedi e di testa e se ha qualche difficoltà forse la colpa è un po’ nostra, perché la preparazione è dura. Devono fare altrettanto Anosike e Trasolini, che hanno bisogno, come tutti gli inesperti, del mezzo secondo per capire cosa succede. Il fuoriclasse lo capisce al volo, loro hanno bisogno di tempo”.

 

Le dispiace rinunciare a Tourè?

 

“Ci ha dato una grossa mano, ma non abbiamo mai fatto un pensiero ad averlo in campionato perché è fuori budget e il problema non si pone”.

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