Alex Baldolini e il mito della 24 Ore di Le Mans: “Emozione unica”

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25 settembre 2013

PESARO – La ventiquattro ore di Le Mans è una gara di endurance che – in Francia – è più seguita del mondiale moto. Si parte alle 16 del sabato e si conclude alle 16 di domenica. Per gli appassionati transalpini è un mito e partecipare a questa gara è un sogno per molti piloti. Alex Baldolini, pilota pesarese di lungo corso, questo sogno lo ha realizzato concludendo dopo 24 di corsa al settimo posto col suo equipaggio di tre piloti in sella ad una Yamaha. Alex, nato a Cesena il 24 gennaio del 1985 è in ogni caso un pesarese doc e dopo la trafila in mini moto e nei vari campionati “minori” nel 2000 ha debuttato nel mondiale 125cc., nel 2003 passò alla 250cc. Fino al 2012, anno in cui è passato alla Supersport nel mondiale Sbk, ha disputato ben 160 Gp conquistando in totale 267 punti iridati. In Supersport si sta facendo valere in sella alla Suzuki del team Suriano.

“Brusco ho fatto la 24 ore di Le Mans – ci ha comunicato telefonicamente nei giorni scorsi – sono arrivato settimo ed è stata una esperienza davvero emozionante”. A quel punto ci è venuta una idea ed abbiamo detto ad Alex: “Ma perché non ci scrivi un pezzo – così come ti viene – e ci racconti la tua avventura a Le Mans?”. Alex lo ha fatto e noi, senza modificare nulla di quello che ha scritto – neanche una virgola – la pubblichiamo integralmente. E’ il racconto di un pilota con le sue paure, le sue emozioni, le ansie e le sue gioie: grazie Alex, quando vorrai qui troverai sempre spazio per raccontare dal cupolino le tue gare.

Alex Baldolini a Le MansSono davvero entusiasta di aver preso parte a questa gara leggendaria. Dopo aver tagliato il traguardo capisco perché ogni persona che l’ha fatta afferma che non c’è nulla di più unico che la 24 ore di Le Mans. Dopo la gara posso solo affermare che è pura verità, l’intero evento è un mix di emozioni indescrivibili e mai provate (anche per piloti come me che hanno tanta esperienza in altre tipologie di gare) e sono davvero contento di essermi imbarcato in questa avventura. Tutto è iniziato quasi per gioco: il mio amico (e rivale in pista) Massimo Roccoli dopo essere tornato dalla 8 ore in Germania mi ha detto che il team cercava un terzo pilota per la 24 ore e io mi sono offerto senza sapere bene a cosa sarei andato incontro, ma con tantissima emozione (era da tempo che volevo cimentarmi in una gara endurance, sin dai tempi delle minimoto mi affascinava l’idea, correre in squadra con altri piloti con lo stesso obiettivo, pit stop e tutto quello che comporta una lunga gara di durata).

Era la mia prima volta su una moto 1000 e passare dai 150 kg della mia 600 agli oltre 230 della moto a serbatoio pieno non è stato uno scherzo. Le prove non sono andate come speravamo, anche perché abbiamo potuto realmente fare pochi giri con la moto. Prima della partenza mi sono emozionato tantissimo nel vedere le tribune sul lungo rettilineo di Le Mans stracolme di gente che cantava a squarciagola la marsigliese (devo essere sincero e tanta gente così come c’era alla partenza nemmeno in motogp l’avevo mai vista…), poi altra grande emozione assistere allo start, piloti da un lato della pista e moto dall’altro in puro stile endurance (purtoppo non sono potuto partire io visto che era la mia prima endurance ma in futuro chi lo sa….). Poi il via, io ero il terzo pilota a salire in moto e al primo cambio ero emozionatissimo (stavo per debuttare nella 24 ore di Le Mans!!!) poi giu la visiera salto in moto e si comincia il mio primo (di 8…) stint da poco piú di 30 giri…

Con il passare delle ore la stanchezza si fa sentire e posso affermare che a fine gara mi faceva male ogni singolo muscolo del corpo ma cavolo se ne vale la pena!!!

La nostra gara potrebbe essere riassunta in due parole (forse 3…) COSTANZA e NESSUN ERRORE. Alla fine il risultato ci premia dell’enorme sforzo, concludere settimo assoluto e 5 della categoria superbike al mio debutto nelle endurance è stato davvero emozionante (forse piú emozionante che un podio) ma se non lo si vive non lo si puó capire.

Alle fine sono davvero contento di aver preso parte a questa gara così speciale e chi lo sa se magari in futuro possa ripetere l’esperienza, vedremo. Intanto mi riposo e mi preparo per tornare a “vestire i panni” da pilota di gare corte: Magmy Cours ci aspetta tra due settimane e non vedo l’ora di tornare in sella!

Alex Baldolini

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