Vuelle contro Sutor a Senigallia nel ricordo di Rodolfo Terenzi. Assente il figlio Diego, in Indonesia al Mondiale 3 contro 3, intervista allo zio Roberto

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25 settembre 2013

PESARO – Dopo i fasti delle prime Euro Hoop Series, che hanno visto la Victoria Libertas sconfiggere il Cska e perdere di mezzo canestro con il FC Barcelona, due delle quattro protagoniste delle ultime Final Four di Eurolega, la squadra pesarese si confronta per la prima volta con un’altra di serie A. Lo fa stasera (PalaPanzini di Senigallia, ore 21: prezzo del biglietto 8 euro, con incasso in beneficenza) al cospetto della Sutor Montegranaro. E’ la tradizionale sfida nel ricordo dell’indimenticabile Rodolfo “Rudy” Terenzi, protagonista con la Vuelle, con la Sutor, ma anche a Senigallia; tre società che non hanno dimenticato il loro giocatore prematuramente scomparso nel 2008.

Roberto Terenzi, ex Scavolini, fratello di Rodolfo, zio di Diego

Roberto Terenzi, ex Scavolini, fratello di Rodolfo, zio di Diego

Roberto Terenzi, ex giocatore della Vuelle, tante stagioni in serie A, fratello di Rodolfo, ringrazia.

“Prima di tutto la società di Senigallia, nella persona di Federico Ligi, direttore sportivo, che ogni anno dà l’opportunità di ricordare mio fratello. Poi la Sutor di Montegranaro e la Victoria Libertas, sempre disponibili a partecipare all’appuntamento, dando quasi l’impressione di programmare il loro precampionato in funzione di questa partita. A tutti loro, il ringraziamento della nostra famiglia”.

Sutor e Vuelle, o almeno le loro tifoserie, vivono un rapporto non proprio felice. Ma nel nome di Rudy l’affetto di Montegranaro è sempre grande.
“Non è mancato mai, è doveroso riconoscerlo. Un supporto importante per la nostra famiglia, per mia cognata e per i suoi figli che stanno crescendo. Grazie ancora a Sutor e Vuelle”.

Tra i figli di Rudy che stanno crescendo, c’è Diego, che sarà assente all’appuntamento dedicato alla memoria del padre. Diego non ci sarà perché impegnato in Indonesia, nel Campionato mondiale 3 contro 3 under 18. Martedì, Roberto Terenzi ha accompagnato Diego a Roma Fiumicino, dove l’attendeva l’aereo che – via Dubai – ha portato la comitiva azzurra a Giacarta, capitale indonesiana. Una curiosità: pochi anni fa, a partecipare a questo torneo – ospitato a Singapore in occasione delle Olimpiadi giovanili – era stata Chiara, figlia di Roberto.
“L’ho accompagnato a Roma felice di mandarlo a disputare un 3 contro 3 mondiale. Non capita tutti i giorni di partecipare a un evento sportivo così prestigioso. Spero che mio nipote torni arricchito dall’esperienza e che questa possa essergli utile per il futuro”.

Roberto segue con attenzione Diego, non solo come zio, ma anche come allenatore. Non  mancano i suoi consigli a un ragazzo di grande talento entrato a fare parte stabilmente del gruppo a disposizione di coach Dell’Agnello. Come sta vivendo, Diego, questa nuova esperienza?
“A dire la verità, non si lascia andare più di tanto. Non so se è un pregio o un difetto, ma ha un carattere senza picchi clamorosi. Forse è un difetto, perché dovrebbe avere più grinta, più forza interiore. Per intenderci, quella che aveva Rudy. Forse è questa la sua principale carenza, perché a livello tecnico non gli manca niente. Però attendiamo la sua crescita, anche nel carattere”. Diego deve compiere 18 anni.

Già alle ultime finali nazionali Under 19, Diego ha dimostrato grandi qualità.
“Era addirittura di un anno più giovane rispetto alla categoria… Non aveva iniziato bene, ma in seguito ha fatto decisamente meglio. L’auspicio è che riesca a esprimere tutto il suo valore, ma deve tirare fuori il carattere e sono fiducioso possa farlo seguito da Ario Costa e allenato da Sandro Dell’Agnello, due che di carattere ne avevano e ne hanno da vendere. Sono fiducioso che Diego trarrà giovamento dai loro consigli”.

Dimentichi di essere lo zio, ce ne parli da allenatore: qual è il suo ruolo, quale futuro prevede?
“Diego ha buone mani, buona visione di gioco, è veloce. Per giocare playmaker, però, deve incrementare la velocità, aumentare la potenza, soprattutto essere più cattivo. Come guardia, ha un buon tiro, ma per essere protagonista ad alto livello deve fare un salto di qualità. Io spero che possa farlo già quest’anno allenandosi stabilmente con la prima squadra, studiando da vicino i giocatori stranieri, che magari sono matricole nel nostro campionato, ma hanno alle spalle gli anni nel college”. Non dimenticando che un buon modello è sicuramente Alvin Young, un bagaglio di classe ed esperienza a cui Diego potrà attingere.

E’ l’anno zero, qualcuno dice anche qualcosa sotto, della Victoria Libertas. La squadra è stata costruita con un budget limitato, eppure finora è piaciuta. In attesa del primo vero metro di paragone, la sfida con la Sutor a Senigallia, la sensazione è che la VL sappia ovviare con velocità e gioco di squadra alla carenza di centimetri e chilogrammi.
“Non ho visto le partite con Barcellona e Mosca perché gli orari, per chi lavora, erano infami, impossibile andare all’Adriatic Arena. Però abbiamo l’esempio della Nazionale italiana che ha saputo rimediare alla mancanza di centimetri e chilogrammi andando a un passo dall’impresa storica di accedere alla semifinale. Io credo che la strada intrapresa dalla Vuelle sia quella giusta: rapidità, aggressività, sapere leggere le situazioni e il momento possono ovviare alle carenze. Le idee chiare di ciò che si vuole fare sono più importanti di centimetri e chilogrammi. A mio parere, la squadra allestita non è così debole, anzi. Credo che coach Dell’Agnello e i suoi collaboratori riusciranno a dare un gioco frizzante e divertente che piacerà al pubblico”.

Roberto Terenzi sarà a Senigallia curioso di vedere all’opera la nuova Vuelle…
“Assolutamente sì, per rendermi conto – pure senza un elemento importante (Hamilton, che viene presentato alle ore 18 all’Hotel Flaminio; ndr) e senza Traini – come ha lavorato il gruppo in questo primo mese di allenamenti, come coach Dell’Agnello è riuscito ad amalgamare la squadra”.

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