Uisp, per Ariemma è allarme rosso: “Dove sta andando lo sport di base del nostro territorio?”

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26 settembre 2013

ALESSANDRO ARIEMMA

 

 

 

PESARO – Appare banale continuare a parlare di crisi, ma questo è un dato di fatto di un’evidenza enorme. La crisi economica si ripercuote drammaticamente su tutto il sistema sportivo e il sistema crollerà inevitabilmente se non trova nuovi assetti e nuovi equilibri.

È un problema legato alle filosofie gestionali che devono essere riviste perché le risorse economiche istituzionali o di mecenati privati sono scomparse mentre quelle dei singoli cittadini utenti sono in grossissime difficoltà.

L’Ente locale provvede sempre più alla dismissione delle gestioni affidando alle ASD e al privato sociale l’incombenza, pesantissima, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie oltre che degli investimenti di ristrutturazione o miglioria degli impianti che ospitano lo sport, sia esso di base che di vertice.

Alessandro Ariemma

Alessandro Ariemma

Si presenta così un quadro decisamente sempre più fosco perché in mancanza di risorse ci sono poche prospettive: o ci si indebita per fare fronte alla gestione corrente, rischiando di non venirne mai fuori, o si lasciano deperire gli impianti sui quali, a queste condizioni, diventa impossibile intervenire.

In entrambi i casi ne risente lo sport di base che deve rivedere tutti i suoi attuali riferimenti, mentre di fronte a questo quadro desolante e fosco la risposta del mondo politico/amministrativo è improntata ad un mero scarico di responsabilità diretta e all’affidamento “esterno”.

Che dire agli utenti sportivi? Che non si può più fare attività sportiva di base senza un incremento dei costi o accettando una riduzione della qualità dei servizi offerti con accorpamento di corsi (meno ore, più affollamento) o fusione di ASD di discipline in maggiori difficoltà.

Resta fuori da tutto questo quadro problematico solo chi ha risorse economiche proprie (più o meno consistenti) o chi è stato in grado di evolvere verso forme gestionali più “imprenditoriali”. Ma sono la minoranza.

La UISP da anni lancia grida di allarme inascoltate ma deve purtroppo prendere atto della situazione attuale; che vede lo sport di base in difficoltà anche perché viene sottoposto ad un inasprimento di controlli fiscali sulla natura reale del “profilo sportivo” (cosa che ci sta ma che dovrebbe avere un approccio più “educativo” che “repressivo”).

Non facilitano il compito una serie di incombenze legate alla responsabilità civile e penale dei presidenti delle ASD in riferimento alla tutela sanitaria e alla sicurezza degli impianti che fanno dei presidenti vere e proprie figure “eroiche”.

A tale proposito la qualità delle leggi in materia di tutela sanitaria (certificato medico si o no e questione defibrillatori) aumentano ancora di più la confusione le incertezze; proprio quello che non ci voleva in questo quadro tutt’altro che positivo.

*PRESIDENTE DELLA UISP PESARO URBINO

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