Secondo trimestre 2013: le industrie pesaresi restano deboli. Pagliano: “L’export resta l’unica ancora di salvezza”

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27 settembre 2013

La conferenza stampa nella sede di Confindustria

La conferenza stampa nella sede di Confindustria

PESARO – L’andamento debole dell’attività economica nel secondo trimestre 2013 ha interessato tutte le province marchigiane, “anche se – ha spiegato oggi il presidente di Confindustria Pesaro e Urbino Claudio Pagliano – la nostra provincia è stata interessata in maniera meno marcata, specie rispetto ad Ancona e Ascoli Piceno-Fermo”.

Secondo i risultati dell’indagine trimestrale, realizzata dal centro studi dell’associazione su un campione di imprese della provincia di Pesaro Urbino, nel trimestre aprile-giugno 2013 la produzione industriale ha registrato una diminuzione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con variazioni negative che hanno interessato tutti i principali settori dell’economia, ad eccezione delle aziende della meccanica e della gomma-plastica.

Le vendite sul mercato interno hanno registrato una diminuzione del 3,1%, con variazioni negative in tutti i settori tranne in quello della gomma plastica, mentre per l’export c’è stato, invece, un incremento congiunturale del 3,1% in termini reali.

Nel periodo aprile-giugno di quest’anno, i livelli di cassa integrazione sono passati da 5 milioni e 349 mila ore dello stesso periodo del 2012 a 5 milioni e 596 mila ore, con una crescita del +4,6%. In soli due mesi, da giugno ad agosto di quest’anno, inoltre, le ore di cassa integrazione sono cresciute di altri 2 milioni; dall’agosto 2007 all’agosto 2013, nella provincia di Pesaro Urbino, si è passati da 330 mila ore complessive a 7,6 milioni.

Al 30 giugno 2013, le imprese attive in provincia erano 36.977 contro le 37.401 del 2012; le imprese manifatturiere attive hanno fatto registrare una diminuzione dell’1,8%, passando da 5.113 del 2012 a 5.021 di giugno 2013.

“Le previsioni degli imprenditori sulla tendenza delle vendite – ha detto Pagliano – per i prossimi mesi sono piuttosto contraddittorie e ci fanno pensare a un nuovo slittamento della ripresa, almeno per quanto riguarda la nostra provincia: sono, infatti, negative per quanto riguarda il mercato interno e piuttosto positive per l’estero, che continua a essere l’unica ancora di salvataggio per il sistema produttivo locale”.

Passando all’esame dei singoli settori, per l’arredamento i dati emersi dall’indagine congiunturale hanno evidenziato, per il secondo trimestre del 2013, un andamento delle attività ancora in difficoltà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con variazioni positive solo sui mercati esteri. La produzione è aumentata su base annua dello 2%, ma solo grazie ai buoni risultati raggiunti da alcune aziende in particolare. “Si tratta di un risultato timido – ha sottolineato il presidente di Confindustria Pesaro Urbino -, anche se migliore della media regionale, che nello stesso periodo ha accusato una frenata dell’1,2% , mentre a livello nazionale ha registrato una flessione più consistente, sia nel comparto del legno (-7,5%) che del mobile (-6,1%).

In lieve crescita anche l’attività commerciale complessiva, con una flessione sul mercato interno e un recupero sul mercato estero. Le imprese attive nel settore al 31 giugno 2013 erano 1.367 (958 del mobile e 401 del legno), con un -3,2% rispetto al periodo precedente.

Le previsioni dei mobilieri riguardo alle vendite nei prossimi mesi sono orientate al permanere di un quadro difficile per il mercato interno e stabile per il mercato estero.

Anche nel settore della meccanica, la produzione è cresciuta, “un risultato in controtendenza rispetto alla media regionale (-1,5%) e a quella nazionale (-2,7%)”. Il dato sul fatturato è sintesi di un andamento difficile delle vendite particolarmente accentuato sul mercato interno e leggermente positivo sui mercati esteri.

Le imprese attive del settore a giugno 2013 erano 1.469 contro le 1.480 del periodo precedente.

Le previsioni degli imprenditori della meccanica, in base agli ordinativi in portafoglio, “sono improntate ad un certo pessimismo per le vendite sui mercati interni, mentre sembrano lievemente positive per quanto riguarda le vendite all’estero”.

Nel secondo trimestre del 2013, il tessile-abbigliamento ha mostrato un andamento lievemente positivo per quanto riguarda i livelli produttivi. Anche l’attività commerciale ha chiuso con un segno positivo, sia per quanto riguarda le vendite nazionali che l’export. Le imprese attive al 30 giugno 2013 erano 744 contro le 746 del precedente periodo. “Per il futuro – ha spiegato oggi Pagliano – le aspettative sono improntate ad una sostanziale stabilità, sia sul mercato interno che estero”.

Per quanto riguarda il ricorso alla cassa integrazione, nel primo semestre del 2013, si è osservato un aumento delle ore complessive autorizzate in tutte le province delle Marche: Ancona +78%; Ascoli Piceno +35%; Macerata +11,5% e Pesaro Urbino +4,6% La componente ordinaria è aumentata in tutte le province ad esclusione di quella di Pesaro Urbino (-1,3%), mentre l’unica provincia con diminuzione degli interventi straordinari è stata Ascoli Piceno. La componente in deroga è diminuita sia nella provincia di Pesaro Urbino (-7%) e che a Macerata (-3,9%)

Nella nostra provincia, infine, i lavoratori in mobilità nel periodo gennaio-giugno 2013 sono stati 828 contro i 1.500 del precedente anno.

Ecco il file .pdf con la Proiezione di Pagliano

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