Dal Pd alcune riflessioni sulla fusione ASET S.p.A. e ASET HOLDING S.p.A.

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28 settembre 2013

Dal Partito democratico di Fano riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

 

FANO – Non abbiamo mai avuto difficoltà a sostenere il progetto di fusione di ASET S.p.A. e ASET HOLDING S.p.A. soprattutto in seguito ai Referendum del Giugno 2011 che hanno abrogato articoli di decreti relativi all’affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.  Coerentemente ci siamo comportati in Consiglio Comunale sia nel maggio 2013 sia durante il Consiglio Comunale del 27 settembre 2013.

Prima di tutto crediamo che l’amministrazione comunale debba obbligare ASET S.p.A. in particolare ad un C.d.A. più trasparente.  Abbiamo più volte sottolineato e sollecitato il Sindaco, in qualità di rappresentante del Comune nell’Assemblea dei soci di spiegare in maniera chiara ciò che è successo in ASET S.p.A. dopo la prorogatio concessa erroneamente al precedente Consiglio di Amministrazione.  Ma non abbiamo ancora ricevuto risposte chiare.

Inoltre sulla questione fusione riteniamo non ci sia stato il necessario coinvolgimento dei dipendenti delle due ASET veri attori del miglioramento conseguente alla fusione. Dipendenti il cui destino è in capo ad un ristrettissimo gruppo di lavoro senza che nulla sia possibile capire.

Valorizzare poi l’azienda dei servizi pubblici della vallata metaurense – negli anni passati volto di una politica che funziona: che programma ed aumenta servizi – vuol dire avere rapporti sinergici e di reciproco rispetto con i Comuni dell’entroterra.  Valorizzare il territorio vuol dire, senza scelte campanilistiche, creare alleanze per una gestione plurale dei beni comune,  ciò che non è avvenuto negli ultimi anni.

Infine fondere le due ASET vuol dire sicuramente fare scelte tecniche, valorizzare le professionalità e riequilibrare le differenze tra gli operai e la dirigenza.

La delibera presentata come propedeutica alla fusione del 27 settembre 2013, non tiene conto di tutto ciò.  Ci è stata proposta una delibera “figlia” della fretta che questa Amministrazione ha di chiudere la questione per soli problemi interni (forse anche di destini personali?) e per presentarsi agli elettori almeno con qualche cosa fatta.  Si è chiesto ai consiglieri comunali di rinunciare a tutte le salvaguardie del codice civile, di cui la più ininfluente è la rinuncia alla nomina di due esperti che valutino i patrimoni delle società oggetto di fusione. 

E’ una delibera che non tiene conto del parere dei Comuni delle vallate del Metauro e del Cesano:  anzi come si legge dal verbale dei revisori contabili molti comuni hanno espresso già nell’Agosto scorso perplessità sull’assunzione della delibera:  e se questa delibera non sarà votata da tutti i 18 Comuni soci di ASET SPA e di ASET HOLDING non porterà alcun vantaggio.

Ed anche ai  consiglieri comunali di questo partito non interessa se il Comune arriverà presto o tardi ad una fusione, interessa che ne sarà dei servizi pubblici:  quale sarà il piano industriale,  quali servizi saranno ceduti a terzi, chi sarà la società che sarà fusa nell’altra.

Riteniamo in conclusione che senza idee chiare il percorso di fusione provochi molti più danni che benefici. E dopo nove anni di governo del Centrodestra a Fano, si arriva ad una fusione a ridosso delle prossime elezioni amministrative, senza le idee chiare e senza il necessario coinvolgimento politico dei Comuni dell’entroterra ma solo forse per garantire qualche destino personale, insomma “sistemiamo gli amici prima che sia troppo tardi”.

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