Mei (Udc): “Sull’eolico manca una presa di posizione della Regione Marche”

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28 settembre 2013

Marcello Mei*

APECCHIO – Nel maggio di quest’anno ed ora in questo mese di settembre abbiamo letto sulla stampa due diversi interventi pubblici sulla problematica dell’utilizzo dell’energia eolica nel territorio della nostra provincia. Il primo riguardava le pale del Monte Catria, il secondo dei giorni scorsi riguardava invece il progetto di megaeolico nella zona di Apecchio.

A maggio l’ex Sindaco di Frontone ed ex consigliere regionale Vincenzo Fatica ricordava che il TAR aveva dato ragione alla sua richiesta di utilizzare l’impianto eolico in località Infilatoio sul Monte Catria con l’idea di utilizzare l’elettrodotto esistente in loco affinché attraverso una società esternalizzata il Comune di Frontone potesse trarre benefici dall’impianto. A giudizio di Fatica le Amministrazioni pubbliche debbono capire che per tutelarsi e reperire risorse debbono saper utilizzare iniziative come questa e valorizzare le loro potenzialità soprattutto in un momento in cui i Comuni non hanno finanziamenti dallo Stato o ne hanno in misura molto ridotta.

In questi giorni, al contrario, in una zona poco distante, ad Apecchio, la possibilità che venga realizzato un impianto di megaeolico desta preoccupazione e prese di posizione allarmate in quanto sui ritiene che un territorio come quello, dove si è puntato molto sul turismo sostenibile e la valorizzazione dell’ambiente, l’impatto possa essere negativo, vi è inoltre la convinzione che non esistono le condizioni ottimali per lo sfruttamento della energia eolica anche se l’ente locale si è invece detto favorevole al progetto.

In questo quadro quello che desta preoccupazione è la assenza di una seria e convinta azione politica da parte della Regione Marche o quantomeno la assenza di indicazioni univoche: se vi è l’intenzione di utilizzare l’energia eolica non si capisce perché l’impianto già esistente sul Catria debba restare inattivo, se al contrario la scelta della Regione è quella di non sfruttare tale energia allora dovrebbe intervenire per fermare definitivamente il progetto di megaeolico che andrebbe ad interessare la zona di Apecchio.

In tutto questo quadro è comunque inspiegabile come sul Monte Catria, mentre si blocca il progetto di ripristino delle due pale eoliche costruite nel passato, si lascino però ancora le due grosse strutture del vecchio impianto che si deteriorano ogni anno di più e che se non verranno demolite resteranno ad arrugginirsi e continueranno ad essere una brutta ferita per l’ambiente.

Delle due l’una: o si punta sull’eolico, come sembrerebbe nella zona di Apecchio, oppure si fa una scelta contraria, però sarebbe logico che il vecchio impianto del Catria venga allora smantellato e bonificato.

*Presidente provinciale UDC Pesaro e Urbino

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