Comuni e conti pubblici locali: è emergenza continua. A Colbordolo il minor indebitamento pro-capite

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30 settembre 2013

I Comuni e i conti pubblici locali

 

PESARO -E’ stato presentato questa mattina ai dirigenti sindacali della Cgil l’Osservatorio dei bilanci comunali della provincia di Pesaro Urbino (relativi ai consuntivi 2011) a cura della dottoressa Marta Gramaccioni dell’Ufficio studi Cgil Pesaro Urbino.

 

Anche quest’anno l’Osservatorio dei Bilanci Comunali ha svolto questa indagine allo scopo di conoscere e approfondire la situazione finanziaria degli enti locali, individuare le risorse a disposizione dei comuni, in che modo avviene il loro utilizzo e quali le spese che vengono sostenute.

L’Osservatorio rende possibile una lettura “orizzontale” tra le varie realtà comunali, ma anche una lettura “verticale” sulla serie storica dei bilanci degli ultimi cinque anni (2007-2011).

Sul versante delle entrate, particolare attenzione viene dedicata alle varie risorse tributarie, mentre su quello delle uscite vengono esaminate nel dettaglio soprattutto le spese per il sistema di welfare locale ed in particolare per il settore sociale in senso stretto. Sono stati anche verificati, nei comuni con oltre 5.000 abitanti, i risultati d’amministrazione e il rispetto del vincolo del Patto di Stabilità Interno.

E’ stato preso in esame un campione di 35 comuni (sui 60 della provincia) rappresentativi delle varie realtà provinciali, nei quali risiedono quasi 314 mila persone, pari all’ 86,61% dell’intera popolazione provinciale. Questa, conta 362.676 abitanti con un decremento del -1,2%.

 

L’8,8% dell’intera popolazione provinciale è rappresentata da cittadini stranieri.

Nella sintesi  sono state analizzate le entrate e le uscite dei 35 Comuni in Osservatorio, l’autonomia e la pressione tributaria, le principali voci di uscita e di entrata con particolare riferimento alle spese per il welfare.

In estrema analisi, emerge una pressione tributaria in aumento ma anche una sostanziale tenuta del welfare. Servizi sociali non omogenei, ad esempio è stato riscontrato ovunque un calo sella spesa per i servizi educativi e un aumento delle spese dirette per le persone più bisognose. Vistoso anche il calo di investimenti in contro per le opere pubbliche perché le risorse dei comuni sono comunque bloccate dal patto di stabilità. Un altro problema evidenziato è l’abbassamento della guardia nei confronti della lotta all’evasione fiscale.

 

 

“Le manovre finanziare del 2012 hanno ulteriormente aggravato la condizione del sistema degli enti locali, a partire dalla “spending review” – ha detto durante le conclusioni Simona Ricci, segretaria generale Cgil provinciale – intervenendo pesantemente sia sulla fiscalità e sulla tassazione locale (Tares, IMU e addizionali) sia sul sistema dei servizi complessivamente erogato dalle autonomie locali.

Questo in un periodo in cui, in particolare nel nostro territorio, la crisi sta aggredendo anche ciò che tenta, con fatica, di sopravvivere. L’intervento indiscriminato sulla spesa pubblica, sia quella di qualità sia quella che deriva da sprechi e privilegi senza distinzione alcuna, sta mettendo davvero a dura prova il sistema di welfare locale in un momento nel quale, al contrario, i cittadini ne avrebbero più bisogno. Il tutto accade senza che appaia all’orizzonte un disegno organico di riforma degli assetti delle istituzioni nel territorio, senza che, salvo qualche lodevole eccezione, si possa sperimentare anche attraverso aggregazioni e una gestione associata su ambiti territoriali ottimali, un nuovo ordine e un nuovo assetto che sia funzionale alla crescita e allo sviluppo auspicati e, soprattutto, che sia in grado di affrontare, con forti iniezioni di innovazione nella prassi amministrativa, le sfide che ci attendono.

Siamo, al contrario, da troppi anni, stretti tra un’ emergenza continua sul piano dei conti pubblici e l’incapacità di condividere un piano di riforma della pubblica amministrazione che sia, in primis, funzionale allo sviluppo del paese.

Inoltre per quanto riguarda la predisposizione dei bilanci per il 2013 dei Comuni e della Provincia (i cui destini sono ancora appesi ad un esile filo) è resa assai ardua non solo dai tagli, che non accennano a diminuire, ma dall’ennesima revisione dall’alto della normativa tributaria (IMU e Tares), quasi che ogni stagione politica debba essere accompagnata dal battesimo di nuove tasse o dalla soppressione di altre, salvo poi scoprire che il risultato finale, in assenza di riforme, porta sempre il segno meno. Meno servizi, meno diritti. L’incertezza produce stallo, incapacità di programmare e di ripensarsi. I tagli producono un arretramento sul terreno dei diritti e della presenza pubblica sul territorio che da tempo segnaliamo e denunciamo. Il blocco indiscriminato del turn over del personale, peraltro accompagnato dal mancato rinnovo di tutti i contratti nazionali di lavoro dei settori pubblici oramai da un quadriennio, sta aggravando una situazione che, in molti servizi, è già al limite e sta creando una nuova generazione di precari”.

 

 

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