Le aziende che resistono meglio? Quelle al femminile. Ma Ancona e Macerata fanno meglio di Pesaro

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1 ottobre 2013

ANCONA – Le aziende femminili resistono meglio alla crisi. Lo dimostrano anche i dati forniti da UnionCamere ed elaborati dalla CNA. Le aziende rosa nelle Marche al 30 giugno 2013 sono 42.685 su un totale di 175.810. Questo significa che le aziende a conduzione femminile nelle Marche sono quasi un quarto di quelle totali. Si tratta di imprese che producono ricchezza e che danno lavoro e occupazione e che in alcuni casi rappresentano un’eccellenza per la nostra regione.

Tutto questo in un periodo di grave crisi dove (anche i dati lo dimostrano), le aziende a conduzione femminile reggono molto meglio di altre la crisi. Su base regionale, infatti, mentre il saldo delle imprese totali tra giugno 2012 e giugno 2013 è negativo in ragione di ben 608 imprese, quello relativo alle imprese femminili è addirittura in attivo sebbene di sole 8 unità con un modesto ma consolante + 0,02%. Analizzando i dati per provincia, scopriamo poi che quella che conta il maggior numero di imprese femminili è la provincia di Ancona con 11.892 imprese che rappresentano il 25,2% del totale. Segue Macerata con 9.798 imprese (il 24,8% del totale); Pesaro e Urbino con 9.569 imprese (il 22,9% del totale); Ascoli Piceno con 6.023, (il 24,4% del totale). Sul totale delle imprese femminili, il 10,93% (pari a 4.665) risulta essere condotto da donne al di sotto dei 35 anni. Ed il 9,7% (pari a 3.957 imprese), da donne straniere (il 6,45% extra Ue).

I settori maggiormente rappresentati dalla titolarità femminile nelle Marche sono nell’ordine quelle legate al commercio; ai servizi, alla manifattura; alla ristorazione e attività turistico-alberghiere; alle costruzioni; all’agricoltura; alle attività immobiliari. Anche se le donne continuano a scegliere prevalentemente la forma giuridica della ditta individuale, il bilancio nei 12 mesi registra un incremento delle società di capitali “rosa” del 4%. Sensibile anche l’aumento delle cooperative guidate da donne, con un aumento del 3,13%.

 

Si tratta di alcuni dei dati esposti nel corso dell’assemblea elettiva regionale di CNA Impresa Donna che ha provveduto ad eleggere i nuovi organismi. Ed è della provincia di Pesaro e Urbino il nuovo presidente regionale di CNA Impresa Donna. Si tratta di Emilia Esposito di Montemaggiore al Metauro (ove ha sede la Veu l’ azienda di metalmeccanica di cui è titolare che conta una ventina di dipendenti). La Esposito – già presidente provinciale di CNA Impresa Donna e vicepresidente della CNA di Pesaro e Urbino – rappresenterà a livello regionale un pezzo importante dell’ economia marchigiana, spesso non considerato come dovrebbe.

“Si tratta di una realtà imprenditoriale articolata, piena di risorse ed inventiva – dice la neo eletta Emilia Esposito – che deve poter essere rappresentata per quello che realmente oggi rappresenta, ovvero un quarto della forza produttiva di questa regione. Per questo come CNA Impresa Donna vogliamo dare giusta dignità al lavoro di tante imprenditrici, spesso divise tra casa e impresa, tra figli e azienda. Vogliamo promuovere il ruolo della donna nella società anche attraverso la creazione di nuove imprese. Per questo servono procedure sempre più snelle che agevolino le idee imprenditoriali, che elimino la burocrazia e che, anzi, permettano alle donne che vogliono avviare una attività di poter usufruire di finanziamenti dedicati (europei, regionali, provinciali), rispetto alla nascita di nuovi progetti anche grazie ad apposite linee di credito agevolato”.

 

Particolare soddisfazione viene espressa dal segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni. “L’elezione della Esposito, così come quelle di Michele Tegaccia e Daniele Volpini ai vertici regionali rappresenta per la CNA provinciale una particolare nota d’orgoglio. Emilia Esposito è una valida imprenditrice che in questi anni si è particolarmente distinta per il suo impegno, la competenza e la passione nel rappresentare il mondo dell’imprenditoria femminile”.

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