Vuelle: in attesa degli sponsor, il meglio nel rapporto qualità prezzo

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1 ottobre 2013

PesaroBarcellona040PESARO – C’è chi resta con i piedi ben saldi a terra e chi, invece, vola troppo in alto e rischia, precipitando, di farsi male.

I piedi ben saldi a terra, in campo e fuori, li tiene la Victoria Libertas, che sta cercando di fare il meglio malgrado la città non si dimostri amica. Alla faccia della nome di “città del basket”.

Eppure, malgrado mezze promesse (qualche volta intere) disattese, lo staff – che però non parla ed è più abbottonato di un esquimese al gelo del nord – sembrerebbe in procinto di fare annunci importanti. La speranza è che si tratti dello sponsor. Meglio ancora: degli sponsor, del principale e del secondo. La Vuelle ha bisogno degli sponsor, altrimenti la stagione diventerebbe a rischio.

Consci che anche una parola di più, in questi casi, può vanificare gli sforzi, evitiamo ipotesi, sparate sui possibili nomi. E rimaniamo in attesa.

I piedi ben saldi li ha dimostrati anche lo staff tecnico, dal direttore sportivo Stefano Cioppi a coach Dell’Agnello. La squadra allestita è interessante e sta incominciando a piacere anche a chi, come sempre a Pesaro, ma non solo, si sente più bravo degli addetti ai lavori. Parlando con alcuni tifosi, siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla fiducia nel lavoro fatto finora, dagli apprezzamenti espressi per un gruppo che pure non lavora al completo.

Vista all’opera prima a Senigallia e poi a Porto Sant’Elpidio, la Victoria Libertas del primo a.d.S. (anno dopo Scavolini) ci sembra la migliore possibile nel rapporto qualità prezzo. Non è poco, anzi. Con i tempi che corrono ci sembra la scelta migliore. Poi, è ovvio, come diceva Dell’Agnello pochi minuti dopo la prestigiosa vittoria sul Cska, arriveranno i momenti meno positivi, le difficoltà, magari anche le sconfitte pesanti, e qualcuno dimenticherà in fretta la fiducia espressa, ma vedere giovani che si sbattono su ogni palla, trascinati dai veterani Pecile e Young, riscalda il cuore.

Lo raffreddano le dichiarazioni del presidente federale Gianni Petrucci, che dopo essersi esaltato troppo in fretta per le cinque vittorie consecutive nella prima fase dei recenti Campionati Europei, proseguiti con una lunga serie di sconfitte, ha annunciato che la Fip si è attivata subito per ottenere una delle quattro wild card, un invito, ai prossimi mondiali in Spagna (2014).

Ora, parlare è consentito a tutti, ma dimenticare i fatti è un errore. I fatti raccontano che – al momento – alla wild card aspirano, in rigoroso ordine alfabetico, Grecia, Italia, Russia e Turchia. I criteri della Fiba (la federazione mondiale), che ufficializzerà la scelta il prossimo 3 febbraio, a Barcellona, sono decisamente penalizzanti per l’Italia.

Non solo aspetti sportivi (la popolarità della pallacanestro, i risultati ottenuti dalla Nazionale nelle competizioni internazionali, gli eventi ospitati), conteranno anche quelli economici: l’interesse delle televisioni per la competizione internazionale, ma anche per i campionati nazionali, l’attenzione e l’interesse per gli sponsor della Fiba.

Onestamente, il confronto con le altre europee è frustrante, a incominciare dai risultati recenti della nostra Nazionale, che non disputa un Mondiale dal secolo scorso. E che dire della popolarità, dell’indice di ascolti delle partite di basket, e del rifiuto a organizzare recenti campionati europei. Certo, dessero all’Europa tutte le wild card, l’Italia ci sarebbe dentro. Ma è lecito pensare – in un Campionato Mondiale – di accontentare solo un continente?

Assai più facile che la wild card arrivi per l’Italvolley maschile, quattro medaglie nelle ultime quattro grandi competizioni, che ha organizzato gli ultimi mondiali maschili e si accinge a farlo, nel 2014, con quelli femminili.

Dove il volley è messo male, come il basket, è nelle televisioni. Quanto combinato domenica da Rai Sport passerà alla storia come il trionfo del disprezzo: conclusa la finale degli Europei di Copenhagen, la diretta è stata troncata prima della premiazione, con gli azzurri di Mauro Berruto sul podio. Sì, perché i due canali dovevano trasmettere il primo un derby di calcio di serie D, il secondo la replica del mondiale di ciclismo.

Sky ha il difetto che costa, non poco, ma tra le sue proposte e quelle della tv pubblica è tutto un altro mondo, a partire dalle immagini in alta definizione. LegaBasket, però, ha rinunciato ai soldi, pochi in verità, di Sky per concedere l’esclusiva alla Rai, che trasmetterà immagini che sembrano di 50 anni fa. L’unico aspetto positivo, nel caso, è la possibilità per le emittenti private (Tvrs per la Vuelle) di trasmettere in diretta le partite esterne delle squadre in trasferta.

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