Ecco l’indirizzo programmatico di Gianfranco Tonti

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4 ottobre 2013

Ecco il quadro programmatico di Gianfranco Tonti, neopresidente di Confindustria Pesaro e Urbino:

 

Gianfranco Tonti

Gianfranco Tonti

Il quadro socio-economico nel quale ci troviamo ha già ispirato definizioni, cause, proposte. Per cui non ritengo di ripetere quanto è a tutti noto.

Dopo sei anni di recessione, il tempo che abbiamo a disposizione per fare quanto occorre si fa stretto, per cui serve lavorare con una straordinaria determinazione.

Il mandato di guida di questa Associazione ha una durata di 4 anni e proprio perché il tempo stringe e sarà decisivo per le sorti della maggior parte delle nostre imprese, 4 anni sono un tempo esagerato da programmare, attesa la complessità e la turbolenza del momento, perciò ho deciso di suddividerlo in due parti:

  • –  Primo biennio da ora fino a tutto il 2015
  • –  Secondo biennio 2016 e 2017.
    Ho avviato l’esame dei dati che caratterizzano lo stato attuale del nostro sistema imprenditoriale e della Associazione.Alla fine del 1°biennio, se i dati saranno miglior i rispetto agli attuali si potrà procedere con il 2°, altrimenti dovrò dedurre l’inefficacia delle azioni che nel frattempo saranno state condotte (e sarà giusto che la squadra cambi).Ecco quelle che, secondo me, sono le urgenze da collocare nella prima parte del mio mandato:

1) Proseguire la semplificazione della struttura organizzativa di Confindustria Pesaro Urbino; l’obiettivo è quello di generare minori costi di gestione, favorendo così un minor peso delle quote pagate dalle imprese per essere associate e per incrementare il numero delle stesse. Altro è Assindustria Consulting, che opera già in modo che chi ne fruisce, paghi.

2) Lavorare a 5 temi che sono quelli che – insieme – possono fermare il grave peggioramento delle imprese di questa Provincia: ricerca, innovazione, design, incremento qualitativo permanente dei prodotti, esportazione.

Sono temi che valgono per tutti i settori di attività: dal turismo all’edilizia, dalla manifattura ai servizi e l’esportazione è citata per ultima solo perché è il risultato degli altri quattro.

Desidero fare un’annotazione a favore del turismo e dell’importanza che riveste per creare occupazione e ricchezza. Ricordo che l’imprenditore del turismo non delocalizza, ipotesi ben viva nel manifatturiero!

La nostra provincia è fanalino di coda delle Marche per percentuale di esportazione ed è al di sotto di altre province, delle aree più sviluppate del Paese.

Non sto ad esaminare le cause, ma diciamo che il ciclo di vita del nostro sistema produttivo è pressoché terminato, senza averne preparato un altro.

Credo che la nostra categoria abbia delle responsabilità per l’importante ruolo che svolgiamo nel pianeta lavoro: dobbiamo cambiare passo anche noi, prima di chiedere che altri lo facciano, altrimenti cadremmo nel luogo comune di chi si attende che siano sempre gli altri a dover risolvere i problemi.

Va ricordato che ci siamo trovati impreparati quando il detonatore del 14 settembre 2008 ha messo a nudo le debolezze del nostro sistema produttivo e dell’intera economia e sono convinto che ci sia una insidia, che considero sia l’ostacolo principale: la resistenza al cambiamento.

Questa è dentro di noi, dentro le famiglie, dentro le imprese, dentro le Istituzioni e nel Paese.

Del passato ante 2007 dobbiamo salvare i valori, ma abbandonare i metodi e le pratiche attuative, senza tralasciare nemmeno quelli che ci hanno dato i migliori risultati.

Sono convinto che occorre riscrivere ogni elemento dell’impresa, mettersi davanti a un foglio bianco con tanta umiltà e tanto impegno, facendosi, se del caso, aiutare da protagonisti della consulenza.

3) Vorrei che proseguisse l’importante iniziativa pensata e gestita dal gruppo Giovani Imprenditori, tesa a favorire start up per creare nuovi imprenditori.

Per portare avanti le linee di indirizzo tracciate, oltre ad avvalermi della struttura operativa di via Cattaneo, intendo istituire cinque gruppi di lavoro formati da un coordinatore e da altri 3/5 componenti, che abbiano soprattutto voglia di impegnarsi (giovani e non), scelti tra i soci ma anche tra figure esterne alla nostra Associazione.

I temi saranno:

  1. innovazione & design,
  2. sviluppo & soddisfazione dei soci,
  3. scuola & formazione,
  4. eventi-relatori-consulenti da invitare in Confindustria per trattare temi che quotidianamente si affrontano nelle imprese,
  5. export.

Sarà mia cura, fin da subito, incontrare gli amministratori pubblici delle principali comunità, le autorità tutte, le parti sociali e le altre associazioni di categoria per cercare punti di convergenza negli obiettivi: non è più tempo in cui ciascuno vada per la sua strada, è tempo di unire gli intenti ed i mezzi a disposizione!

Ritengo importante anche incontrare i vescovi delle nostre diocesi. Incontrerò per chiedere anche a loro di far sentire la loro voce in favore di una presa di coscienza sulla gravità della situazione socio-economica.

Condivido il pensiero che la crisi in cui ci troviamo sia anche dovuta al fatto che l’uomo ha perso la centralità del comune agire, che è andata a favore del denaro, comunque ottenuto.

 

Con questi incontri, cercherò di promuovere una svolta nel sistema decisionale, che è spesso retaggio del passato; porterò la convinzione, che ognuno nel proprio ruolo di responsabilità, non debba più fare “quello che può”, tutti dobbiamo fare “quello che serve”.

E’ doveroso ricordare che ci sono imprese del nostro territorio che stanno crescendo, assumono e sono in buona salute: hanno un comune denominatore, esportano oltre il 50% delle loro produzioni!

Nel rendere merito a questi imprenditori, proporrò loro di mettere il know how a disposizione di tante imprese che se non vanno rapidamente ad una quota export che superi il 50% potrebbero correre gravi rischi. Mi piacerebbe che le esperienze e le conoscenze dei titolari o dei manager di imprese EXPORT ORIENTED siano messe a disposizione di quelle tante nostre imprese, ancora lontane dal citato livello del 50%.

Negli incontri che avrò nei prossimi giorni, ricorderò innanzitutto i dati principali relativi alle nostre difficoltà:

                         ad agosto 2013
CIGO               1.704.657

CIGS               2.069.453

DEROGA        3.909.233

Totale ore      7.683.343

Iscritti alle liste di mobilità ad agosto 2013: 1.027, che si aggiungono ai 12.631 già iscritti nel periodo 2009-2012.
Disoccupati: 14 mila (dati 2012).
Disoccupazione giovanile: (fascia 15-24 anni): 25,1%

Debito pubblico che compete alla nostra provincia, ricavato come segue: debito pubblico totale Italia 2.034,725 miliardi di euro (marzo 2013) diviso per il numero di abitanti Italia pari a 59,601 milioni (2011). Il debito pubblico pro-capite è di 34.139 euro.

Moltiplicando questo importo per il numero di abitanti della nostra provincia (362.583) emerge che il debito pubblico che pesa sulla nostra a provincia ammonta a 12 miliardi e 378 milioni!

Ricorderò a tutti che non c’è più tempo da perdere, se si vuole salvare da peggior sorte l’economia e la vita sociale del nostro territorio.

Ormai tutti dovremmo avere ben chiaro cosa serve, e allora facciamolo.

Basta con i “contentini”: ci vuole un’azione chirurgica nel taglio delle spese. Non oso pensare all’ipotesi che si esauriscano le risorse per gli ammortizzatori sociali!

Non mancherò di sottolineare, anche ai sindacati, il fatto che mentre il mondo del lavoro privato sprofonda sotto il peso della recessione, il mondo del lavoro pubblico viene lasciato quasi indenne dalle conseguenze di questa situazione.

In chiusura, ricordo due articoli della Costituzione Italiana:
Articolo 1: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro”.

 

Articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

Ebbene, anche noi imprenditori di questo territorio siamo tenuti ad agire per contribuire a rendere effettivi questi importanti, ma disattesi, passaggi della nostra Costituzione.

La manifestazione di stima – di cui vi ringrazio – che tutti mi avete espresso nell’affidarmi questo incarico, farà sì che il mio impegno sia massimo.

Impegno che mi è possibile assumere grazie alla presenza in azienda del mio socio, nonché amministratore delegato, Maurizio Testaguzzi, persona di grandissime qualità umane e professionali.

Un grazie va a Corinna Sperandini e Gian Marco Scavolini per aver accettato la riconferma al ruolo di vice presidenti operativi: colgo in loro la grinta e il senso pratico, saranno molto preziosi lungo il percorso.

Un affettuoso abbraccio a Claudio Pagliano a cui sono grato per la stima e la fiducia che mi ha sempre dimostrato. Conosco i progetti da lui avviati durante il suo mandato e li proseguirò sia a livello provinciale che a livello regionale.

Gianfranco Tonti

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