Una pesarese nell’orrore di Lampedusa: “Abbiamo salvato 47 vite, ma in certe situazioni non si può seguire il protocollo”

di 

4 ottobre 2013

lampedusa guardia costieraLAMPEDUSA – Una pesarese a Lampedusa. Ha fatto scalpore, in città ma anche fuori, il racconto di Linda Barocci, l’avvocatessa 34enne che si è trovata nel mezzo dell’orrore della tragedia del mare. “Gettavamo loro i salvagente, le cime, abbiamo cercato di tirarli su in tutti i modi – ha detto al Carlino di oggi – Erano feriti, molti completamente nudi, le gambe irrigidite, infreddoliti, stremati, pieni di gasolio. Alla fine siamo rientrati in porto in 55 sulla nostra barca. Io dico solo che tragedie del genere nel 2013 non possono accadere. Con i mezzi che ci sono ora non è possibile non accorgersi che una barca con 500 persone a bordo prenda fuoco e affondi. I soccorsi hanno funzionato, ma in certe situazioni di emergenza i marinai della guardia costiera dovevano stare a sentire gli ordini da Roma…, seguire il protocollo. Ma in certi casi non si può seguire il protocollo!”.
E poi ancora: “Ne abbiamo salvati 47, 46 uomini, di tutte le età, molti giovanissimi, e una ragazza credo che abbia avuto sui 20 anni. Nessuno di loro parlava inglese, se non uno, che ci ha detto che erano in 500 su quella barca, non so cosa sia successo…”.
Accuse dall’avvocatessa pesarese sono arrivati dopo che su Facebook aveva parlato di ritardo nei soccorsi.

Tags: , , , , ,

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>