Didattica domiciliare, spostate alcune risorse per garantire il sostegno: l’assessore Ciaroni ha incontrato le famiglie dei ragazzi ciechi e sordi.

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5 ottobre 2013

PESARO – “La riduzione del 14% delle ore destinate al progetto di didattica domiciliare è dovuta purtroppo a ragioni non superabili di bilancio. Devo dire che abbiamo spostato su questo servizio altre risorse dell’assessorato, proprio per continuare a garantire un sostegno alle famiglie”. E’ quanto ha evidenziato l’assessore provinciale ai Servizi sociali Daniela Ciaroni in un incontro con i genitori dei minori ciechi e sordi che usufruiscono dell’assistenza didattica a casa. L’incontro, a cui hanno partecipato anche il dirigente Massimo Grandicelli, i rappresentanti delle associazioni UIC, ENS, “VocisuVoci” e delle cooperative che gestiscono l’attività, è servito a fare il punto sul servizio innovativo erogato dalla Provincia, fortemente voluto dall’assessore Ciaroni fin dall’inizio del mandato, che ha sempre riscontrato unanime apprezzamento nei genitori. Al riguardo, Gianfranco Alleruzzo, presidente di Legacoop Marche e della cooperativa sociale “Labirinto” di Pesaro (che insieme ad altre gestisce la didattica domiciliare), ha ricordato l’importanza per le famiglie di questo supporto all’avanguardia, offerto da professionisti del settore e con standard uniformi per ciascuno dei ragazzi assistiti.

 

L'assessore Daniela Ciaroni

L’assessore Daniela Ciaroni

La preoccupazione principale sottolineata da famiglie e associazioni è quella che, con la riforma degli enti locali ed il passaggio istituzionale di competenze dalla Provincia ad altre amministrazioni, il servizio dal prossimo anno possa essere frantumato o addirittura scomparire per la difficoltà dei Comuni a reperire risorse da impiegare nel sociale. E questo, proprio quando anche altre Province marchigiane ne avevano sottolineato il valore, ritenendolo “replicabile” nei loro territori.

 

“Per effetto del disegno di legge noto come ‘Svuota Province’ – ha commentato la Ciaroni – le funzioni gestite dalle amministrazioni provinciali sul versante dei servizi sociali passeranno ai Comuni, che hanno già bilanci in difficoltà. Il 9 ottobre avremo un nuovo incontro con la Regione Marche a cui chiederemo, assieme alle associazioni di riferimento, di adoperarsi per garantire le risorse necessarie ed un assetto normativo affinché le Province possano continuare a gestire queste delicate competenze, in un ruolo sovracomunale, a favore dei ragazzi ciechi e sordi, ma anche dei minori figli di ragazze madri

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