Campionato di basket, parte il conto alla rovescia. Scopriamo le avversarie della Vuelle: prima puntata

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6 ottobre 2013

PESARO – Finalmente si parte. Dopo un precampionato lungo causa europei sloveni, con diversi tornei interessanti che hanno fatto intravedere le potenzialità delle varie formazioni, domenica 13 inizia ufficialmente il novantunesimo campionato di pallacanestro italiano, sicuramente in tono minore rispetto alle ultime edizioni, con tantissime squadre che hanno dei budget uguali o inferiori a quelli precedenti, con le sole probabili eccezioni di Milano ed Avellino, una copertura televisiva dalla quale si ricaveranno pochi spiccioli e un appeal generale verso gli organi di informazione che non decolla, faticando troppo nel ritagliarsi quello spazio che il secondo sport di squadra in Italia meriterebbe.

Hackett playoff

Daniel Hackett, in un’immagine tratta dalla pagina Fb di Montepaschi Sport

Non sono arrivati fenomeni dalla Nba, anzi parecchi hanno fatto il viaggio contrario, come da tradizione di questi ultimi tempi, l’apertura verso il mercato africano grazie al trattato di Cotonou, ha di fatto ampliato in maniera esponenziale il bacino di utenza dal quale pescare, con la solita ricerca di passaporti utili che è ormai diventato un fattore essenziale per i vari procuratori, non si intravedono nuovi Datome, Hackett o Gallinari, con gli italiani che faranno fatica a ritagliarsi il loro spazio, specialmente per chi ha scelto il 3+4+5, che in sostanza ti permette di avere solamente un paio di italiani validi nelle rotazioni, con tre juniores a riempire il roster, ci sono stati nomi illustri che hanno preferito scendere in Legadue, attratti da condizioni fiscali favorevoli e i migliori under 22 troveranno nei nuovi regolamenti della seconda serie, un alleato prezioso per emergere e rimanere il più possibile sul parquet.

L’obbligo di risparmiare ha coinciso con il ritorno di tanti rookies che sbarcheranno in Italia direttamente dai college, pronti a farsi le ossa per poi monetizzare negli anni successivi i propri progressi, non ci saranno almeno all’inizio coach stranieri, segnale positivo per la nostra scuola allenatori, ma negativo per il grado di appetibilità della nostra lega nei confronti dei big europei che, ormai da anni, preferiscono campionati più interessanti sia dal punto vista economico che tecnico, non ci saranno nuovi palazzetti, con Roma che continuerà ad avere il PalaTiziano come campo principale, Milano che sarà migrante tra Assago e il Palalido con una puntatina anche a Desio, Cantù che continuerà a giocare al mitico Pianella, con il nuovo palazzo in altomare tra burocrazia e mancanza di fondi e Siena che giocherà l’Eurolega a Firenze, con non pochi problemi di fattore campo, sorvolando sui problemi dell’Adriatic Arena di Pesaro, con il tetto che avrebbe bisogno di una bella rinforzata, sperando in un inverno clemente e povero di precipitazioni nevose.

Dal punto di vista tecnico si dovrebbe assistere ad un campionato spezzato in due tronconi, con nove-dieci squadre pronte a dire la loro nei playoff, con speranze non troppo velate di puntare anche ad un posto in Europa e sei-sette formazioni che ai playoff non ci pensano nemmeno, sperando invece di salvarsi il prima possibile, difficile non indicare nella coppia Milano-Sassari le due indiziate per lo scudetto, con i lombardi che proveranno a tornare sul tetto d’Italia dopo 18 anni e i sardi che sono ormai una potenza del nostro basket, con una regione alle spalle pronta a sostenerli fino in fondo.

Con il mercato sempre aperto, i budget che possono variare di settimana in settimana, sia in positivo con l’arrivo di denaro fresco, sia in negativo con defezioni di pagamenti dell’ultimo minuto, è difficile ad inizio ottobre pronosticare cosa succederà da qui alla prossima primavera, ma provare non costa niente e con questo nostro speciale, diviso in quattro parti, vi forniremo per ogni squadra un breve riassunto del roster, la probabile stella, il giocatore che potrebbe sorprendere tutti, l’impatto dell’allenatore e l’obiettivo massimo raggiungibile.

Seguiremo in rigoroso ordine la classifica della scorsa stagione e perciò il primo team ad essere analizzato sarà la Montepaschi Siena campione d’Italia.

 

MONTEPASCHI SIENA:

Costretta dai regolamenti Uleb a trasferirsi a Firenze per disputare un’Eurolega complicata per la forza degli avversari, la Montepaschi disputerà il campionato tra le mura amiche del PalaEstra, in quello che sarà l’ultimo atto della gestione diretta del gruppo bancario, essendo in scadenza la sponsorizzazione a giugno 2014, la riduzione del budget era già programmata da tempo e del gruppo che ha vinto gli ultimi scudetti è rimasto solamente Tomas Ress, con l’ex capitano Carraretto sceso a Verona in Legadue, cambiata anche la guida tecnica, dopo la partenza di Banchi verso Milano, con la promozione di Marco Crespi. Intorno a Daniel Hackett si dovrà formare un nuovo gruppo, con il reparto stranieri totalmente rinnovato con gli arrivi dei play/guardia Erick Green, Taylor Rochestie e Kim English, dell’ala ex Fortitudo Spencer Nelson e dei lunghi Josh Carter e Othello Hunter che insieme all’austriaco Ortner, Ress e l’oriundo Viggiano, completano un settore lunghi che potrebbe rappresentare il punto debole della Mens Sana. Dal settore giovanile più prolifico d’Italia, sono stati promossi nei dodici il ’90 Cournooh e il ’93 Mattia Udom.

LA STELLA: Daniel Hackett

In quello che dovrebbe essere il suo ultimo anno in Italia, prima di tentare l’avventura Nba, il pesarese Hackett dovrà dimostrare di essere pronto per i grandissimi palcoscenici, con il suo gioco caratteristico fatto di penetrazioni e scarichi, di una difesa attenta e della grinta che gli ha permesso di diventare uno dei leader europei nel suo ruolo. Il tiro da tre rimane ondivago, ma fisico e testa sono da probabile Mvp del campionato.

LA SORPRESA: Erick Green

Quarantaseiesima scelta Nba del 2013, selezionato dai Jazz prima di essere girato ai Nuggets, questo ragazzo classe ’90 prodotto dell’Università di Virginia Tech è un buon play/guardia con un buon tiro da fuori e una grande velocità in campo aperto, difensore discreto, dovrà trovare il modo di convivere con Hackett, ma il talento è cristallino.

IL COACH: Marco Crespi

E’ l’occasione della carriera quella che si presenta davanti a Crespi in questa stagione, dopo tanti anni passati nella seconda fascia del campionato e qualche puntatina nei quartieri alti senza grandi risultati (vedi Milano). L’impressione è che sia molto più a suo agio nel ruolo di vice, dove la sua conoscenza enciclopedica della pallacanestro è certamente utile, mentre il carattere fumantino gli porrà diversi problemi nel trattare con i suoi giocatori.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Semifinale scudetto.

 

 

ACEA ROMA:

Non potrà più contare sul fattore sorpresa come nella scorsa stagione, ma la formazione capitolina è ormai una certezza di questo campionato, grazie ad un general manager come Alberani capace di scovare i talenti in ogni angolo del globo. Il nuovo allenatore Dalmonte potrà contare sul giusto mix di veterani e nuovi arrivati, con Phil Goss leader di un reparto esterni dove Jordan Taylor dovrà confermare tutte le qualità viste l’anno scorso, con i tiratori Jimmy Baron e D’Ercole pronti a scardinare le difese avversarie dai 6.75, dal rendimento di Bobby Jones e Moraschini passeranno molte delle ambizioni scudetto romane, mentre il vero punto di forza sembra un settore lunghi con tanti chili e centimetri, a partire dal nigeriano Mbakwe e dall’americano Eziukwu, che con il georgiano Quinton Hosley formeranno un terzetto temibile sotto i tabelloni. Da segnalare la 21esima stagione consecutiva con la maglia della Virtus dello storico capitano Alessandro Tonolli.

LA STELLA: Jordan Taylor

Miglior rookie della scorsa stagione, il piccolo ma velocissimo Taylor è atteso ad una pronta riconferma, soprattutto nella leadership del gruppo, qualche problema dalla linea dei 6.75 e dei liberi, ma la tanta voglia di emergere ne farà anche per questa stagione uno dei migliori play del campionato.

LA SORPRESA: Riccardo Moraschini

Puntiamo tanto su questa eterna promessa del basket italiano, arrivato ormai alla soglia dei 23 anni, senza aver confermato in pieno tutto il suo talento, se vuole puntare ad un posto fisso nella Nazionale di Pianigiani, avrà l’occasione sotto Dalmonte di provare a fare quel definitivo salto di qualità, soprattutto sul piano psicologico.

IL COACH: Luca Dalmonte

Allenatore serio e metodico nella preparazione dei match, difetta leggermente nel leggere in corsa le partite, mentre è un maestro nel tirare fuori il meglio dai più giovani del gruppo, dovrà essere bravo a gestire gli inevitabili momenti difficili, ma può portare l’Acea nelle prime quattro.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Finale scudetto

 

CIMBERIO VARESE:

Eliminata dai preliminari d’Eurolega, disputerà comunque l’Eurocup come premio della grande stagione disputata l’anno scorso, in testa dalla prima all’ultima giornata, cambiata la guida tecnica con Frates al posto di Vitucci, la Cimberio ha confermato buona parte dell’ossatura della scorsa stagione con due-tre acquisti di sicuro valore per compensare gli addii di Dunston e Banks, l’ex biellese Aubrey Coleman e il pivot Usa Frank Hassell vanno a completare un roster di buon livello dove Kee Kee Clark avrà in mano le chiavi della squadra. Achille Polonara dovrà guadagnarsi minuti in un reparto lunghi dove Scekic e Sakota garantiscono centimetri e tiro da fuori, mentre la principale bocca da fuoco rimane Ebi Ere coadiuvato dallo svedese Erik Rush.

LA STELLA DELLA SQUADRA: Ebi Ere

Giocatore dal ventello facile, conosce ormai a menadito il campionato italiano risultando uno dei più continui nel suo ruolo. Bravo ed abile nello smarcarsi al tiro, può dare una mano anche a rimbalzo sfruttando un fisico notevole per il suo ruolo, in difesa tende a rilassarsi quando i contatti si fanno troppo duri.

LA SORPRESA: Dusan Sakota

Ok, non sarà più un ragazzino ma dopo aver rischiato di finire prematuramente la carriera, è tornato ad un buona qualità di gioco e questa stagione potrebbe essere quella della riconferma ad alto livello. D’altro canto di 2 e 10 con il suo tiro non ce ne sono tanti in giro per l’Europa e la voglia di allenarsi e migliorare non gli ha mai fatto difetto.

IL COACH: Fabrizio Frates

Ha girato le panchine italiane più prestigiose, specialmente da vice, ma da head coach non ha mai brillato troppo di luce propria. A Varese gli chiedono un campionato ai vertici, consapevoli che difficilmente si ripeterà l’exploit della stagione scorsa, ma ai playoff dovrà dimostrare di non essere un eterno incompiuto.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA: Primo turno dei playoff

Nei prossimi tre giorni pubblicheremo altrettanti articoli per completare l’analisi delle 16 formazioni.

 

 

 

 

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