Francesco spiega Francesco, e Lampedusa diviene la nuova Assisi

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7 ottobre 2013

Sono stati giorni intensi per la Chiesa italiana in particolare: Papa Francesco si è recato, come promesso sin dall’inizio del pontificato, nella patria di san Francesco d’Assisi, nel cuore dell’Umbria, terra madre del Medioevo e poi del Rinascimento italiano. Medioevo, ancora senza Rinascimento, che l’Italia si sta trovando ad affrontare in quello sperduto angolo di terra in mezzo al Mediterraneo che è l’isola di Lampedusa, teatro di tragedie che, settimana dopo settimana, coinvolgono persone innocenti desiderose soltanto di un futuro migliore, non solo per sé ma anche per le proprie famiglie e i propri compaesani. Per questo non è assurdo paragonare Lampedusa alla Porziuncola di Assisi, dove Francesco con i primi compagni diede luogo all’Ordine dei Frati Minori e dove da oltre 800 anni giovani e meno giovani scoprono o riscoprono la Fede aiutati dall’esempio del Poverello.

Papa Francesco ad Assisi

Papa Francesco ad Assisi

Papa Francesco ad Assisi ha chiarito – meglio dei tanti libri pubblicati negli ultimi anni dalle case editrici specializzate – la figura di san Francesco nel mondo di oggi, tracciando una piattaforma utile a tutti i cristiani e soprattutto a chi ha scelto, per via consacrata o secolare, di essere “francescano” nel cuore e nella vita. Papa Francesco ha definitivamente tolto al santo di Assisi i panni dell’ecologista, del pacifista largamente inteso, dell’amante della natura e del creato nel senso solo ambientalista del termine, ma gli ha ridato dignità approfondendo la natura teologica della scelta della minoritas e della paupertas, ovvero della minorità (riprendendo il Vangelo di domenica 6 ottobre dove san Luca riporta l’invito di Gesù a considerarsi “servi inutili”) e della povertà, intesa non come “straccioneria” ma nel suo senso più profondo e concreto del “senza nulla di proprio”. Perché è nell’attaccamento alle cose del mondo, che possono andare dalla carriera agli oggetti agli affetti terreni, che si rimane con i piedi tristemente ancorati al mondo che prima o poi lasceremo, senza la possibilità di spaziare su percorsi che il Signore ha pensato per ciascuno di noi e che spetta solo a noi trovare con il giusto discernimento. Per proseguire personalmente la riflessione avviata da Papa Francesco ad Assisi, consiglio la lettura approfondita dei discorsi integrali pronunciati nel corso dei vari incontri pubblici tenuti lo scorso 4 ottobre, disponibili sul sito www.vatican.va, sezione “Novità”. Ogni persona, laica, consacrata, in discernimento, malata, in ricerca di Dio, potrà trovarvi diverse risposte alle tante domande che ogni giorno ci poniamo.

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