Piscina Pian del Bruscolo, Liberi per Colbordolo spiega punto per punto la vicenda

di 

7 ottobre 2013

Liberi per Colbordolo

 

COLBORDOLO – Tre, sono i personaggi principali della vicenda che ha visto protagonista la Piscina Intercomunale del Pian del Bruscolo nell’ultimo anno, vicenda che senza timore di esagerazioni possiamo definire vergognosa:

 

la Polisportiva omonima, la SportManagement SpA e l’Unione Pian del Bruscolo.

 

 

 

 

 

 

La storia recente dell’impianto natatorio è talmente intricata che un riassunto delle puntate precedenti è necessario e dovuto.

 

Vedrete, sarà illuminante:

 

 

 

 

1. Nel 1998, l’allora Consorzio Pian del Bruscolo affidava l’impianto sportivo direttamente alla gestione della Polisportiva per sei anni (fino al 2004);

 

 

 

 

2. Nel 2004, il Consorzio (ormai in scioglimento a favore della nascente Unione dei Comuni) rinnovava l’affidamento alla Polisportiva per ulteriori sei anni (fino al 2010);

 

3. Nel 2005, la proprietà dell’impianto transitava dal Consorzio all’Unione Pian del Bruscolo;

 

 

 

 

4. Nel dicembre 2010, la Giunta dell’Unione PdB, ha prorogato l’affidamento alla Polisportiva fino al Luglio 2011;

 

 

5. Nel mese di giugno 2011, gli uffici tecnici dell’Unione hanno proceduto alla redazione di apposita relazione tecnica sia sullo stato degli immobili della Piscina, sia sullo stato di consistenza degli stessi (fatto importante in relazione al successivo punto 16);

 

 

 

 

6. Nel novembre 2011, l’Unione ha ulteriormente prorogato la gestione della Polisportiva fino all’Aprile 2012;

 

 

 

 

7. 1998 – 2012, 13 anni di gestione da parte della Polisportiva Pian del Bruscolo per un contributo annuale, versato dall’Unione, di circa 150.000 euro all’anno!;

 

 

 

 

8. Nell’Aprile 2012 viene predisposto e pubblicato il bando di gara per il rinnovo della gestione dell’impianto natatorio per il periodo 2012-2018. Base d’asta per il contributo offerto dall’amministrazione: € 100.000 all’anno al ribasso;

 

 

 

 

9. Al bando partecipano due società: la SportManagement SpA e la Polisportiva Pian del Bruscolo. Vince la prima con una richiesta di 66.000 euro / anno, molto meno della metà gestione precedente;

 

 

 

 

10. La Polisportiva ricorre al TAR impugnando l’affidamento alla SportManagement, lamentando diverse irregolarità nella procedura e l’incongruità dell’offerta economica della SportManagement in relazione alla ricollocazione dei lavoratori fino a quel momento impiegati presso la piscina;

 

 

 

 

11. Tale ricollocazione era stata effettivamente prevista dall’Unione Pian del Bruscolo in un apposito articolo del Capitolato di Gara;

 

 

 

 

12. Il TAR, nel maggio 2013, ritiene fondati i motivi del ricorso proprio per quest’ultimo aspetto, annulla l’aggiudicazione alla Sport Management e ordina all’Unione di verificare l’anomalia entro trenta giorni ed eventualmente procedere ad una nuova aggiudicazione;

 

 

 

 

13. L’Unione Pian del Bruscolo chiede quindi alla Sport Management una relazione giustificativa per la verifica ordinata da TAR e una volta ottenuta, decide di confermare l’affidamento alla società stessa (siamo a Luglio 2013);

 

 

 

 

14. Tra Agosto e Settembre l’ennesimo colpo di scena: la Sport Management comunica di voler rinunciare all’affidamento della Piscina (le motivazioni non le abbiamo lette ma le possiamo immaginare);

 

 

 

 

15. Il 13 Settembre, l’Unione, trovatasi senza gestore della piscina, convoca quindi la Polisportiva per lo scorrimento della graduatoria del bando e il 20 settembre gli affida la gestione dell’impianto (fino al 2018) per un contributo di 66.000 euro all’anno;

 

 

 

 

16. Ad oggi (5 ottobre) la piscina non è ancora aperta in quanto la Polisportiva lamenta diversi interventi da eseguire per poter garantire la piena operatività (impianto di riscaldamento dell’acqua, svuotamento e riempimento della vasca, pompe non funzionanti, ecc. ecc.);

 

 

 

 

 

 

Questa è l’incredibile e stucchevole vicenda di un impianto pubblico, costruito con soldi pubblici e gestito con soldi pubblici.

 

 

 

 

 

 

Credo che la ricostruzione dei passaggi storici sia sufficiente per farsi un’idea di ciò che è successo, ma ho ugualmente alcune domande da rivolgere ai signori Sindaci del Pian del Bruscolo. Le faccio da comune cittadino, visto che nel settembre 2012, insieme a tutti gli altri consiglieri di minoranza, mi sono dimesso dal Consiglio dell’Unione proprio per denunciare queste assurde vicende:

 

 

 

 

– Come si giustifica l’enorme differenza di contributo versato dall’Unione che è stato di 150.000 euro all’anno per 13 anni e oggi scende a 66.000 euro all’anno? Tutti soldi pubblici risparmiati, direbbe qualcuno. Ma è possibile che per 13 anni nessun amministratore si sia mai chiesto se 150.000 euro erano congrui per gestire la piscina? Perché le cose sono due: o sono pochi oggi o erano troppi allora.

 

– Se nel giugno 2011, i tecnici dell’Unione hanno verificato gli immobili e gli impianti per poter predisporre il bando di gara e se la Sport Management ha accettato l’affidamento dell’impianto (si presume in condizioni efficienti), come si giustificano tutti i problemi evidenziati oggi dalla Polisportiva (vedi punto 5)? E’ plausibile che in un anno siano sorte tutte queste complicazioni?

 

– Come è possibile che la Sport Management, che era a tutti gli effetti affidataria della gestione di un servizio pubblico, possa letteralmente scomparire, rinunciando alla prosecuzione del servizio? Quali sono le motivazioni addotte? Cosa stabilisce il capitolato in merito?

 

– Quali sono le retribuzioni e l’inquadramento professionale dei dipendenti e dei soci-lavoratori della Polisportiva, visto che questa è stata la causa scatenante che ha portato alla decisione del TAR?

 

– Dopo oltre 14 anni di affidamento in gestione, dopo centinaia e centinaia di migliaia di euro di contributi spesi, quali sono oggi le reali condizioni della piscina (immobile, servizi e impianti), quali sono stati gli interventi di manutenzione ordinaria e quali quelli di manutenzione straordinaria eseguiti in tutti questi anni?

 

 

 

 

 

 

Nell’attesa di ottenere risposte a queste prime poche domande, di alcuni aspetti sono già sicuro, al netto delle partigianerie e delle tifoserie di parte:

 

 

 

 

 

 

1. In questa triste vicenda tutta italiana ci sono state tante bugie, omissioni e negligenze;

 

2. Intorno alla piscina sono circolati tanti, troppi soldi;

 

3. Gli unici danneggiati in questa amara storia sono gli utenti della piscina che hanno subito un forte disagio e tutti i contribuenti che hanno pagato il caro prezzo dell’incapacità degli amministratori.

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