Il ds Cioppi sulla VL senza playmaker: “Pecile in campo solo in estrema necessità. Individuata una pista italiana per sostituire Traini”

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10 ottobre 2013

PESARO – Ad Avellino senza playmaker. Forse. Senza Traini era ovvio, purtroppo, visto che, nel migliore dei casi, il giovane regista marchigiano rientrerà fra 6 mesi, quando mancheranno poche settimane alla fine della stagione regolare. Anche Andrea Pecile rischia di saltare la prima giornata di campionato. L’ecografia era stata negativa, nessuna lesione al flessore interessato, ma il capitano non è ancora pronto… Per capire meglio la situazione, abbiamo chiesto lumi al direttore sportivo, Stefano Cioppi.

 

“Siamo tutti impegnatissimi: medici, fisioterapisti, staff tecnico e dirigenziale. Ogni giorno Pecile sta facendo – gradualmente – qualcosa più, ma al momento lavora solo con Marzio (Balducci, il preparatore atletico; ndr). Venerdì e sabato farà qualcosa con la squadra. L’idea è di continuare così fino a domenica, per averlo sicuramente fra i dieci e decidere sul suo utilizzo all’ultimo momento. Trattandosi di un fatto muscolare, non vogliamo rischiare niente. Andrea potrebbe scendere in campo solo in condizioni di estrema necessità”.

 

Mentre medici, fisioterapisti e tecnici si dedicano al recupero di Pecile, lo staff dirigenziale è alla ricerca del sostituto di Andrea Traini.

 

“Ci siamo dedicati alla ricerca di una pista italiana e posso dirvi che qualcosa abbiamo individuato, che ci sono possibilità che potrebbero concretizzarsi. Adesso la palla è nelle mani di Ario Costa, che si occuperà della trattativa e prima ancora della valutazione se l’impegno economico è compatibile con le risorse disponibili. Siamo in una fase delicata, da gestire con la massima discrezione, perché se ci sono alcuni giocatori liberi, altri sono sotto contratto e di loro dobbiamo parlare con le società di appartenenza”.

 

Avete valutato la possibilità di puntare sul gioiello del vivaio, su Diego Terenzi, figlio di Rudy, nipote di Roberto, che ha nel corpo e nella mente il Dna della Vuelle?

 

“Certo che sì. Lo staff tecnico lo sta martellando con le informazioni, sostenendolo come se fosse un giocatore titolare. Lunedì l’ho visto all’opera nella partita dell’under 19 ed è stato molto bravo. In questi giorni l’ho seguito negli allenamenti e da spettatore esterno posso raccontare che l’ho visto molto bene. L’impegno dello staff è continuo, capillare, lo istruisce in diretta per averlo pronto… Se Diego esplodesse subito sarei davvero contento. Ah come sarei felice se potesse giocare già 20 minuti da titolare. Non dimentico, però, che Diego non è ancora professionista, che studia e deve maturare ancora. Il suo fisico non è ancora finito e può soffrire per un eventuale sovraccarico. Deve completare la crescita, ma tecnicamente il ragazzo c’è. Lo vedo bene, carico, ma lo staff è attento a farlo crescere gradualmente, anche se il sogno di tutti noi è che presto possa darci una mano in partita”.

 

C’è la speranza di vedere la Vuelle al completo per l’esordio casalingo con Caserta, domenica 20 ottobre?

 

“Il lavoro dello staff medico, dei fisioterapisti è notevole; lo staff tecnico sta mordendo il freno per non spingerlo a rischiare. La speranza è che la settimana prossima Pecile sia di nuovo nel gruppo, in perfette condizioni. Per quanto riguarda il sostituto di Traini, abbiamo individuato la trattativa da seguire, però non dipende solo da noi”.

 

Per una Vuelle che non sarà al completo, una Sidigas che recupera anche Richardson, assente nelle ultime partite della squadra irpina.

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