Il Mondiale può attendere. Luca Marini il prossimo anno nel Campionato spagnolo di Velocità. Intervista a papà Massimo

Luca Marini (foto tratta da lucamarini97.it)

Luca Marini (foto tratta da lucamarini97.it)

TAVULLIA – Massimo Marini ha 55 anni ben portati ed è il papà di Luca Marini, pilota sedicenne tavulliese del quale le cronache sportive negli ultimi tempi si sono occupate anche per il suo probabile passaggio al mondiale il prossimo anno nelle file del team VR46, scuderia fondata da suo fratello Vale Rossi. Nella vita Massimo Marini fa lo psicologo, ha lo studio a Roma ma quasi ogni fine settimana viene a Tavullia dal suo Luca e proprio mentre era da poco arrivato in paese lo ha raggiunto la notizia, portata dal vostro cronista: “Senta Marini, domani (venerdì 12 ottobre, ndr) la Gazzetta, che ha intervistato un collaboratore di Valentino, scriverà che nel team del mondiale non c’è Luca ma che l’anno prossimo disputerà il campionato spagnolo di velocità (Cev) con il team di Emilio Alzamora”: “Bene – è la sua risposta – è quello che mancava a Luca per completare la sua formazione per potersi poi presentare al mondiale con le giuste credenziali per poter essere protagonista”.

Non poteva dare risposta diversa il dottor Massimo Marini, lui che ha sempre seguito il figlio Luca che ha scelto da solo, giovanissimo, di intraprendere quella carriera. Cioè di fare il pilota e papà lo segue e asseconda sin dal 2001 (Luca è nato nel 1997), sin da quando mosse i primi passi con le Mini moto. Da allora Luca ha fatto la sua gavetta agonistica al fianco di papà, passo dopo passo, passando dalle Mini-moto alle MiniGp, quindi alle PreGp di 80cc, per passare poi alle Moto 3 nel campionato italiano. Precisato il dettaglio, importante perché racconta in maniera precisa le date di una carriera “studiata” per dare al giovane pilota i giusti rudimenti per imparare al meglio il mestiere, facciamo la domanda di rito: cosa pensa del team di Alzamora?

“E’ una grande scuderia, senza dubbio i piloti che sono passati dal suo team – spiega Massimo Marini – sono cresciuti bene e sono certo che tra Luca e Alzamora si stabilirà presto un grande feeling”.

Quindi ha fatto bene la VR46 ad inserire Luca nel team che lo farà gareggiare nel campionato spagnolo?
“Certo – è la risposta di Marini senior – anche se Luca è sufficientemente maturo tecnicamente e psicologicamente per affrontare il mondiale, però credo sia più opportuno che passi ancora un anno in una struttura collaudata e di eccellenza in un campionato nazionale come quello spagnolo. Ci sarà modo e tempo per far parte direttamente di un team VR46 nel mondiale”.

Il dottor Massimo ha le idee chiare e si vede lontano un miglio che lui desidera una sola cosa: che suo figlio Luca non sbagli – in carriera – una mossa, che proceda con cautela nelle scelte perché per andar veloce c’è la pista: ma quello è un altro discorso.

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  1. Una breve considerazione: Luca Marini NON E’ Valentino Rossi.
    Nel senso che campioni come il prode 46 ne nascono uno ogni tanto, oppure vengono fuori da una nidiata favolosa che sforna campioni come Biaggi, Capirossi, Melandri, il povero Sic e, appunto dei supercampioni come Valentino.
    Quindi il fatto che sia stato deciso (da chi non so, ma penso sinceramente che il babbo di Luca abbia avuto l’ultima parola…) di iscrivere il pupo al campionato spagnolo tralasciando il mondiale è la decisione, a mio parere, più saggia e intelligente che si poteva prendere.
    Toglierlo dalle “grinfie” (si fa per dire) del fratello maggiore, vuol dire permettergli di respirare autonomamente lontano dai folli riflettori della Motogp, soprattutto dopo aver visto come il ragazzo è stato triturato per tre giorni a Misano, salvo stendersi come un “pataca” (si dice così?) alla prima curva.
    Quindi avanti così: e se Luca è fatto della stessa stoffa del fratello lo scopriremo presto. Mi auguro solo che non lo stressino troppo con consigli e suggerimenti, lasciandolo tranquillo e libero di divertirsi. Valentino, del resto, ha dato il meglio di sè proprio quando lo lasciavano libero di esprimersi.