Cecconi, M5S: “Banca delle Marche, un nuovo passo verso il baratro”

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16 ottobre 2013

Andrea Cecconi* 

Ieri si è consumato un nuovo capitolo della triste vicenda che vede coinvolta la Banca delle Marche. Con una lettera all’ANSA si è dimesso il presidente del Cda Reiner Masera, dopo appena tre mesi dalla nomina. In serata lo ha seguito anche il consigliere indipendente Pietro Alessandrini.

 

Masera ha evidenziato come le promesse fattegli in sede di nomina da parte della classe imprenditoriale marchigiana siano tuttora rimaste inevase e che per l’ente, sebbene protetto dal commissariamento di Bankitalia, non si prospetti un cammino semplice né breve.

 

Sostiene l’ex presidente, infatti, che servano una ristrutturazione industriale ed una ricapitalizzazione pari a 500 milioni di euro entro il 2015 e che,ad oggi, lui stesso non abbia visto da parte della classe industriale alcun contributo in tal senso.

 

Né potrebbe essere altrimenti, posto che da sempre l’imprenditoria marchigiana attinge da Banca delle Marche e non il contrario.

 

La verità è che ci troviamo dinnanzi ad un nuovo caso MPS, banca controllata da Fondazioni a loro volta interamente controllate dal PD. Quando scoppiò quello scandalo, il Paese era in campagna elettorale e l’allora segretario Bersani si affrettò a smacchiare la reputazione del proprio partito, negandone qualunque coinvolgimento nella gestione della banca. Purtroppo, ciò che emerse successivamente e che ormai è chiaro anche alla magistratura, prova non solo che il PD era strettamente coinvolto con la gestione fallimentare di MPS, ma anche che gli italiani dovrebbero aprire gli occhi e smettere di votare per abitudine.

 

Siamo di fronte alla spaventosa prospettiva di vedere l’istituto di credito acquistato da Unicredit o da Intesa Sanpaolo, ponendo fine a qualsiasi politica di incentivo dell’economia e del substrato locale che un ente prettamente marchigiano saprebbe, invece, garantire.

 

Il sistema di mutuo soccorso tra l’imprenditoria e la politica marchigiana ha portato Banca delle Marche all’attuale commissariamento. Il tutto sulle spalle delle associazioni sostentate dalle Fondazioni Banca Marche e che svolgono lavori di straordinaria utilità. Non si può permettere che ciò accada. È tempo per tutti di mettersi una mano sulla coscienza e salvare un ente che deve rimanere legato con il substrato sociale del territorio in cui è nato. La politica faccia un passo indietro dai centri della ricchezza e si tenga fede alle promesse fatte!

 

*Cittadino Portavoce MoVimento 5 Stelle
Camera dei Deputati

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