Soppressioni delle Comunità montane, l’Ugl-Autonomia chiede chiarezza

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20 ottobre 2013

Comunicato stampa della UGL-Autonomie sulla prossima approvazione della legge regionale di soppresione delle Comunità montane e di trasformazioni in volontaria in Unioni montane:

 

ANCONA – Il Consiglio regionale della Marche martedì 22 ottobre discuterà la PdL di iniziativa della Giunta Regionale n. 294 del 14-03-2013, che prevede la chiusura della Comunità montane marchigiane nella speranza che nascano le Unione montane, alle quali in maniera volontaria possono aderire i comuni montani e non (vedi documento della proposta allegato). La UGL-Autonomie delle Marche è preoccupata per alcune carenze fondamentali che si evidenziano nella proposta di legge.

In particolare evidenzia che la legge in questione non prevede uno specifico capitolo del bilancio regionale per finanziare le future Unioni montane e dato che il fondo della montagna che finanzia le Comunità montane verrà mantenuto solo per tre anni, è forte la preoccupazione sul futuro delle Unioni e sul fatto che non prevedendo la Regioni fondi per il loro finanziamento nell’immediato futuro i comuni che le formeranno per mantenerle in vita dovranno prevedere aumento delle tasse locali.

Preoccupa anche che per il personale attualmente in carico alle nove comunità montane non sono previsti percorsi chiari e trasparenti di tutela del posto di lavoro e di chiarezza nel caso le unioni non si costituissero o dovessero sciogliersi.

Un atteggiamento quello della Regione che contrasta con quanto fatto dalle altre Regioni italiane (* a titolo di esempio: testi allegati delle legge dell’Emilia-Romagna e Piemonte, rif. Art. 18 e della Liguria, rif. Art. 10) che fino ad ora hanno regolamentato il settore: tutte si sono fatte carico del personale in ragione del fatto che la materia relativa alle Comunità montane è di esclusiva competenza regionale, come hanno chiarito numerose sentenze della Corte costituzionale.

Gli RSU in questi mesi di discussione della proposta di legge hanno fatto presente questa situazione confusa e poco rassicurante, che pensano possa essere il preludio alla possibilità di “delocalizzare” il personale rispetto alle attuali sedi di lavoro, se non causare situazioni di mobilità.

Non tranquillizza nel testo, l’emendamento presentato dall’UNCEM (art.3, comma 4bis) e accettato dalla commissione consiliare competente, che prevede che: “Le Unioni montane, al fine di contenere le spese di funzionamento, possono stipulare convenzioni con il Consorzio di bonifica, per gestire in modo coordinato ed associato le funzioni ed i servizi di rispettiva competenza”. Nella sostanza cosa vogliono costituire?

Questo stato di evidente poca chiarezza, aggiunta al fatto che, pur giustificando la necessità di sopprime le Comunità montane in ragione della spending review, nel testo proposti sia stato soppresso il comma 10 dell’art. 2 che vietava l’indennità per gli amministratori delle Unioni montane; e che il testo in esame preveda, in alcuni casi, la possibilità di raddoppiare gli assessori rispetto a quelli che attualmente ci sono nelle Comunità montane, ci portano a dire: ma allora il risparmio dove intendono farlo, sui dipendenti?

L’UGL-Autonomie chiede ai Consiglieri regionali di valutare attentamente la situazione che si verrebbe e determinare con l’approvazione di un testo così poco chiaro e chiede che gli emendamenti proposti dai Rappresentanti dei lavoratori vengano accolti integralmente nel testo della legge. Ciò facendo elimineranno ambiguità e la conflittualità che verrà dall’applicazione della legge in esame.

Sembra che, più che la volontà di dare soluzione a dei problemi, si voglia fare solo un’operazione di immagine (marketing) da spendere con la gente, alla quale si è fatto credere che le Comunità montane siano enti inutili, quando invece da decenni erogano servizi essenziali ai comuni e ai cittadini delle zone montane.

Di seguito riportiamo gli emendamenti proposti dai lavoratori e fatti propri nel parere espresso dal CREL, che è un organismo consultivo del Consiglio Regionale, ma non accettati dalla 1a Commissione consiliare. Si allega anche il testo in approvazione.

Dott. Agr. Paolo-Agostino Davani               Dott. Vincenzo Marino

Segretario Provinciale Pesaro e Urbino      Segretario Regionale Marche

UGL-Autonomie                                                UGL-Autonomie

 

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