“Suicidi e scioperi nel carcere di Pesaro,amnistie e indulti nelle aule Parlamentari e le VITTIME?”

di 

20 ottobre 2013

Fratelli d’Italia

 

PESARO – Riguardo la procedura di infrazione verso l’Italia sull’insufficiente implementazione della direttiva 40/2008, che chiede agli Stati di garantire risarcimenti equi e adeguati alle Vittime di crimini violenti, in Italia siamo all’età della pietra. ” Perché adesso nessuno si indigna?”

Da anni le Associazioni di categoria denunciano questa mancanza ad ogni livello politico e sociale. A carico del nostro paese ci sono ben 107 infrazioni aperte.

Qui abbiamo Vittime di serie A e Vittime di serie Z, cosa che, oltre ad essere contraria a quanto richiesto dall’ Unione Europea e dalla stessa Onu, con la Dichiarazione 40/34/29 del 1985, è anticostituzionale. I principi di eguaglianza e di dignità sociale espressi chiaramente nell’art. 3 della Costituzione sono continuamente disattesi. Se il reinserimento in società del reo è un obbligo civile, come molti affermano, anche il reinserimento delle Vittime deve esserlo. E non può esserlo se vengono loro negate, per esempio, le risorse economiche sottratte dal reo e/o dal sistema giudiziario costosissimo. Ci troviamo di fronte al paradosso che, per esempio, una madre alla quale hanno ucciso un figlio si trova a dover vendere i suoi beni per pagare non solo le spese processuali, ma anche il funerale. Ricordiamo inoltre che entro il 16 novembre 2015 l’Italia deve recepire la Direttiva 2012/29/UE in materia di diritti, assistenza e protezione delle Vittime di reato, come figura dall’allegato b della Legge 6 agosto 2013,n 96.

“L’Italia ha due mesi di tempo per adeguare il sistema ed evitare il deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione, ancora meno rispetto al tempo che ci è stato dato per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario. Come mai il Presidente Napolitano non si indigna? Perché non lancia un messaggio alle Camere? E’ arrivato il momento di occuparci della dignità e dei diritti di chi dal reato viene colpito subendo danni a volte irreversibili. Persone che meritano tutela, dignità e rispetto!”

 

 

 

 

 

 

 

 

Fratelli d’Italia ha depositato proposte di legge in merito in cui si chiedono: l’introduzione dell’articolo 187-bis nel codice penale e altre disposizioni in materia di risarcimento dei danni da parte dello Stato in favore delle vittime di reati; l’inserimento, dopo il quinto comma dell’articolo 111 della Costituzione,di un nuovo comma ai sensi del quale: La vittima del reato e la persona danneggiata dal reato sono tutelate dallo Stato nei modi e nelle forme previsti dalla legge. Qualche tempo fa, il Ministro Cancellieri ha iniziato a parlare di amnistia, affermando che è l’unico modo per poter ripartire e fare cambiamenti strutturali. Lo disse anche Mastella nel 2006 quando promosse un orrendo indulto, salvo poi pentirsi a causa delle conseguenti violenze verso numerosi cittadini innocenti, che subirono un reato violento da chi era in libertà grazie a quel provvedimento. Un Ministero della Giustizia degno di questo nome dovrebbe raccogliere i dati delle numerose vittime dell’impunità. La giustizia non può voltarsi da una parte soltanto. La situazione delle carceri inoltre dopo l’ultimo provvedimento del 2006 è peggiorata, la capienza da allora a oggi è aumentata. E questo perché i provvedimenti d’impunità dell’ultimo minuto inducono le istituzioni a rimandare la soluzione strutturale, perché c’è sempre qualcosa di “più importante a cui dedicarsi”. Siamo il paese delle emergenze. Il sovraffollamento poi è solo un pretesto, perché risolvibile già da subito in svariati modi che non sto qui ad elencare. Si abbia allora il coraggio di dire la verità, il motivo reale di ddl perdonisti e diseducativi e di prossime inaccettabili amnistie. Amnistie per le quali dovrebbero poter scegliere i cittadini, perché la conseguente violenza che alcuni di essi subiranno non può essere considerata un semplice “effetto collaterale”. Né può essere lasciata alla scelta di novecento persone su sessanta milioni. Né è possibile pensare che chi commette un reato resti completamente impunito, perché amnistia significa anche abolizione del reato. Come non può continuare a restare inascoltato il grido delle vittime dell’ingiustizia umana. Non fate lo Stato il mandante  degli omicidi e le violenze prossimi venturi.

In uno dei momenti più difficili di questo paese,in cui imperversa sulle cronache una battaglia tra falchi,colombe e quaglie, noi siamo impegnati con la nostra azione politica, ad occuparci della quotidianità delle persone, dei loro problemi e purtroppo anche dei risvolti drammatici che non sono solo legati alla crisi economica ma anche alla crisi dei rapporti fra le persone; questa nostra iniziativa vuol testimoniare ciò’ che accade davvero, lasciando ad altri la politica dell’effimero.

Vi inviamo anche alcuni dati interessanti sulla situazione carceri in Italia,sperando che gli Italiani possano capire la verità e di conseguenza la gravità della situazione.

Noi rimaniamo sempre e comunque contro qualsiasi tipo di amnistia e indulti e continueremo a chiedere la CERTEZZA DELLA PENA.

 

Il Portavoce Provinciale

Angelo Bertoglio

 

 

Sovraffollamento carceri. Ce ne sono decine inutilizzate, perché amnistia?

Arghilla’ (Reggio Calabria): carcere ultimato nel 2005 con accorgimenti tecnici all’avanguardia. Costo della realizzazione 25 milioni di euro dei contribuenti. Inutilizzato. Mancano la strada d’accesso, le fogne e l’allacciamento idrico. Posti disponibili 358 con possibilità di ampliamento di altri 200 posti. Bovino (Foggia): struttura ultimata. Posti disponibili 120. Mai aperta. Accadia (Foggia): Penitenziario finito nel 1993. Capienza 90 posti. Attualmente proprietà del Comune che lo ha trasformato in una discarica a cielo aperto. Mai utilizzato come carcere. Apricena ( Foggia ): Inutilizzato a fini detentivi. Ogni tanto apre per esempio per ospitare mostre d’arte contemporanea. Arena (Reggio Calabria): la struttura attualmente ospita una onlus Castelnuovo della Daunia (Foggia): Carcere arredato da oltre 15 anni e mai aperto. Codigoro (Ferrara): Pronto dal 2001. Mai utilizzato. Si sta valutando l’utilizzo come archivio del Comune con un ulteriore spesa di 250.000 euro. Cropani (Catanzaro): Casa circondariale costruita negli anni ottanta a mai collaudata. Attualmente è utilizzato dal Comune che vi ospita la sede del Gruppo Azione Locale, una discarica di ingombranti, deposito rifiuti ingombranti, archivio comunale. Cuneo : Carcere nuovo. Posti 400. Chiuso. Frigento(Avellino): Inaugurato e chiuso a causa di una frana. Oggi ospita una palestra e una piccola fabbrica. Gragnano (Napoli): Inaugurato e chiuso a causa di una frana. Il Comune vuole farne la sede dei piccoli pastifici. Galatina (Lecce): Chiuso da vent’anni e in stato di totale abbandono. Gela ( Calatnisetta ) : 48 posti. Nuovo. Inaugurato nel 2007. Chiuso. Licata (Agrigento):Completato. Non collaudato.Inutilizzato. Mileto (Vibo Valentia): Ristrutturato. Chiuso. Minervino Murge (Bari): Carcere mandamentale chiuso da otto anni Monopoli (Bari): Demolito. Morcone (Benevento): Costruito, arredato, per un periodo sorvegliato. Mai utilizzato. Orsara (Foggia): Mai aperto. Petilia (Crotone): edificio diventerà nuova caserma vigili del fuoco. Pinerolo (Torino): Chiuso il vecchio carcere. Revere (Mantova): Vent’anni per costruirlo. Capienza 90 detenuti. Non ancora completo è costato più di 2,5 milioni di euro dei contribuenti. Ceduto nel 2011 a titolo gratuito dallo Stato al Comune che vorrebbe cederlo a imprenditori locali. Rotondella (Matera): Carcere costruito e finito con tanto di impianto di videosorveglianza. Mai usato a fini detentivi. L’Immobile è stato dato in concessione a una casa di risposo per anziani poi chiusa per beghe varie. San Valentino (Pescara): Costruito 20 anni fa ristrutturato nel 2008 con 200.000 euro stanziati da un fondo regionale. Mai utilizzato come carcere ma come luogo per ospitare gli sfollati del terremoto nel 2009. Trasformato dal Comune in affitta camere. Squillace (Catanzaro): Carcere ristrutturato poi chiuso. Tinchi  Carcere in degrado. Mai usato. In attesa di essere trasformato in sede della protezione civile Velletri ( Roma): Carcere con 200 posti. Chiuso. Villalba (Caltanissetta): Inaugurato venti anni fa e costato 8 miliardi di lire può ospitare 140 detenuti. Chiuso nel 1990 e attualmente centro polifunzionale del Comune. Volturara Appula (Foggia): Costruito, incompiuto. Inutilizzato. Posti 45. Soppressi gli istituti di Arena (Vibo Valentia), Cropalati (Cosenza), Petilia Policastro (Crotone), Soriano Calabro (Vibo Valentia), Spinazzola (Barletta-Andria-Trani), Pescia (Pistoia). A Udine è stata chiusa la sezione femminile, mentre a Venezia e Vicenza la capacità ricettiva è ridotta a 50 unità.

CARCERI SEMIVUOTE

Agrigento, sei sole detenute occupano i 100 posti della sezione femminile. Altamura, si aspetta ancora l’inaugurazione di una delle tre sezioni dell’istituto. Rieti, struttura completamente nuova e in grado di contenere 250 detenuti, è utilizzata solo per un terzo della sua capacità ricettiva a causa della carenza di personale. Maglie, è solo parzialmente utilizzato per ospitare detenuti semi-liberi. Non è finita. Gorizia,risulta inagibile un intero piano dell’istituto carcerario. Nuoro: Costruita nuova ala. Mai usata. Enna : come sopra Barcelona Pozza di Gotto: come sopra

Semivuoto anche il carcere de L’Aquila, un ala vuota anche a Genova.

Dati tratti da Associazione Antigone e inchieste giornalistiche.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>